Il ‘miracoloso’ burro d’arachidi è utile per studiare l’olfatto e le malattie neurodegenerative

Da un alimento goloso ed estremamente calorico come il burro d’arachidi non si ricavano soltanto prodotti ‘miracolosi’ per la massa muscolare, ma si conducono studi sull’olfatto che potrebbero mostrare i segni dell’inizio di malattie neurodegenerative.

Burro d’arachidi, illustrazione

Peccato di gola per molti, il burro d’arachidi sta diventando sempre più diffuso sulle tavole anche degli italiani, addirittura consigliato e quasi venerato da ogni bodybuilder. Quali sono le sue reali proprietà e in che modo è utilizzato per studiare le malattie neurodegenerative?

Burro d’arachidi: è davvero un alimento miracoloso per fare muscoli?

Considerato un prodotto di nicchia per molti anni, il burro d’arachidi ormai non è più presente solo nel nostro immaginario nelle case di ogni americano, ma al contrario sulle nostre stesse tavole. Sia per il suo gusto che per le sue molteplici proprietà nutrizionali, la crema spalmabile ottenuta dalla macinazione dei semi di arachidi, tostati e poi impastati, sicuramente può arricchire positivamente l’alimentazione. Un consumo moderato e non quotidiano di burro d’arachidi naturale è utile per introdurre proteine vegetali, discrete quantità di vitamine del gruppo B, di vitamina E, oltre che minerali come il potassio, il magnesio, utili per il recupero muscolare, ferro, rame e zinco. È bene però ricordare che il burro d’arachidi è un alimento estremamente calorico, tanto da fornire circa 588 kcal ogni 100 g di prodotto, e che in commercio si trova aggiunto di zucchero, sali e oli che ne abbassano la qualità: in grandi quantità può risultare difficilmente digeribile e non è sicuramente adatto ad essere consumato con altri alimenti molto calorici. Per queste ragioni tipicamente si consiglia un utilizzo di burro d’arachidi di buona qualità, in piccole dosi, magari di mattina su una fetta di pane tostato, così che l’alto contenuto di proteine, tanto ricercate da chi fa palestra, e fibre possa ridurre il senso di fame nel corso della mattinata, o come snack proteico prima o dopo l’allenamento. Nonostante questo per avere un fisico scolpito il burro d’arachidi non è certamente un alimento miracoloso, che non determina in modo significativo lo sviluppo della massa muscolare.

Snacks al burro d’arachidi spacciati per miracolosi, collage

Perchè si studia l’olfatto con l’aroma del burro d’arachidi

C’è una caratteristica che distingue il burro d’arachidi e che viene sfruttata nel campo della ricerca: il suo profumo.  Per comprendere le ragioni per le quali un aroma così intenso e caratteristico viene impiegato nella ricerca medica è utile comprendere il meccanismo dell’olfatto, cioè di come sentiamo e riconosciamo gli odori. L’uomo è considerato un animale microsmatico, cioè con il senso dell’olfatto poco sviluppato, che di fatto rappresenta uno dei sensi che non si è riusciti ancora ad amplificare, a differenza della vista o dell’udito ad esempio. Nella parte più alta del dotto nasale, la lamina cribrosa dell’osso etmoide separa la cavità nasale dalla scatola cranica. La lamina cribrosa è così chiamata perché è caratterizzata da fori molto piccoli che permettono ai filuzzi del nervo olfattivo di attraversarla, ed è rivestita dall’epitelio olfattivo.

Anatomia delle vie aeree superiori (Fonte: Frederic H. Martini, Michael J. Timmons, Robert B. Tallitsch, 2016, Edises)

In che modo si percepiscono e si riconoscono gli odori

Quando si inspira, le molecole presenti nell’aria dapprima diffondono nel muco stratificato della mucosa olfattiva e in seguito stimolano i recettori olfattivi, neuroni specializzati caratterizzati da un alto tasso di rigenerazione, le uniche cellule nervose a contatto con l’esterno. Quando la sostanza odorosa si lega al recettore (1), si verifica una depolarizzazione della membrana recettoriale (2) che dà l’avvio al potenziale d’azione (3) che si propaga (4) lungo le fibre del nervo olfattivo del bulbo olfattivo. Dal tratto del bulbo olfattivo il segnale raggiunge direttamente la corteccia olfattiva, l’ipotalamo e altre regioni del sistema limbico, senza passare per la stazione intermedia del talamo, a differenza di come avviene per gli altri sensi. Una particolarità è il fatto che le prime strutture a ricevere il segnale elettrico sono quelle del sistema limbico, che hanno a che fare con la percezione e con le emozioni: per questo spesso, prima ancora di riconoscere il tipo di odore, si è in grado di capire se il profumo è piacevole oppure sgradevole.  L’olfatto è un senso chimico molto complesso in quanto quello che si percepisce come un determinato profumo, come quello della rosa ad esempio, è in realtà un cocktail di 100 molecole diverse che devono essere riconosciute e combinate a partire dai 400 tipi di recettori olfattivi di cui si dispone. È a livello del sistema nervoso centrale che l’odore viene interpretato in base ai tipi di recettori che sono stati attivati.

Sistema olfattivo, illustrazione

Che cos’è il test del burro d’arachidi

Ricercatori dell’Università della Florida stanno sviluppando test diagnostici innovativi in grado di riconoscere in anticipo il possibile sviluppo di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Il test del burro d’arachidi, in particolare, consiste nel far annusare sostanze che dovrebbero essere immediatamente riconosciute, tra cui proprio il burro d’arachidi. Il test non è naturalmente progettato per l’uso domestico e sfrutta l’elevata capacità dei neuroni olfattivi di rigenerarsi. Il concetto molto semplice su cui si basa il test è che nelle demenze la perdita del riconoscimento degli odori è una delle prime cose che accade: i neuroni olfattivi, che in genere sono i più attivi dal punto di vista rigenerativo, non si rigenerano più.

Test del burro d’arachidi, illustrazione

 

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