
“L’umanità si merita l’estinzione”
Quante volte avete sentito ripetere questa frase negli ultimi quarant’anni? Sociologi, filosofi ed intellettuali di ogni genere, economisti, ambientalisti e persino la signora Maria della porta accanto. Viviamo infatti in un’epoca colma di pessimismo che asserisce la fantomatica tesi: l’uomo sta distruggendo se stesso ed il mondo. Ora, non voglio dire che non ci siano problemi ambientali, economici o sociali, ma è pur vero che questi sono tutt’ora oggi osservati e studiati per poter essere superati. La verità è che viviamo nel periodo storico con il maggior tasso di benessere globale di tutti gli altri. Suona strano? beh, pensiamo al fatto che l’umanità riesce, anno per anno, ad allungare la propria media di vita. Abbiamo poi un reddito pro – capite a livello mondiale superiore a quello di qualsiasi altro secolo. In ultima istanza, oggi abbiamo molti più diritti e libertà dei nostri avi.
Il paladino dell’ottimismo razionale
Questi fatti vengono delineati nel saggio di Matt Ridley: “Un ottimista razionale, come evolve la prosperità“. Ridley si definisce ottimista perché crede che l’umanità abbia fatto passi da giganti e che il futuro sarà sicuramente migliore del presente grazie alla tecnologia ed al commercio. Allo stesso tempo, si definisce razionale perché i dati sulla storia dell’uomo parlano chiaro e sostengono la sua tesi. L’ottimista razionale si configura come quello spirito libero che combatte contro un pessimismo dilagante, non di stampo materialistico, ma di stampo psicologico. I bisogni di base sono, nel mondo occidentale, del tutto soddisfatti, assieme ad alcuni bisogni secondari ed accessori. La povertà d’animo che viviamo oggi non è da imputare al mondo o alla tecnologia, ma al fatto che tutto sia scontato. immaginiamo di tornare indietro nel tempo fino al 700 d. C. e di poter proporre ad un contadino (impegnato a lavorare 12/13 ore al giorno per il suo signore in cambio di una sussistenza) di poter vivere nella nostra epoca. Il nostro contadino non ci penserebbe due volte ad abbandonare il suo lavoro, la sua casetta e la sua famiglia per seguirci nel XXI secolo.
Un fiero oppositore
Ma alla filosofia dell’ottimismo razionale di Ridley si oppone il celebre filosofo Jean – Jacques Rousseau. Il filosofo francese vede nella natura l’unico strumento di felicità umana e, nella tecnologia, lo strumento di oppressione dell’animo umano. Rousseau non vuole vivere in una civiltà ben delineata e dedita al progresso, tutt’altro. Possiamo vedere Rousseau come il pessimista del mondo contemporaneo, la voce allarmista che ci dice di recuperare il nostro rapporto con la natura.

Ma immaginiamo ora un dialogo tra Ridley e Rousseau. Certamente, appartengono a due epoche totalmente diverse, ma poniamo il fatto che Rousseau conosca il nostro mondo e la nostra storia.
Ridley: Vivo nel periodo di maggior benessere nella storia dell’uomo, caro Rousseau, e questo è inopinabile.
Rousseau: Ma cosa stai dicendo, state distruggendo il nostro pianeta. La ricchezza è totalmente concentrata nelle mani di pochi, ed i molti vertono nella povertà assoluta. Come se non bastasse, passate ore ed ore davanti a quegli aggeggi infernali.
Ridley: Caro Jean-Jacques, calmati! Ti vorrei ricordare che abbiamo sconfitto malattie prima invalicabili; che abbiamo raggiunto un periodo di pace stabile e che abbiamo reso accessibile a tutti la possibilità di soddisfare ogni bisogno di base con il minimo sforzo.
Rousseau: Beh, questo è vero. Ma a che prezzo? Avete rinunciato totalmente alla vostra libertà!
Ridley: Ti sbagli. E’ stato proprio grazie al fatto che le nostre idee sono circolate liberamente nel mondo e che si sono fecondate a vicenda, dando vita a veri e propri pensieri rivoluzionari, che siamo riusciti a vivere nel migliore dei mondi possibili. Allo stesso tempo, grazie alla libera circolazione di persone e di merci, abbiamo potuto creare ricchezza e benessere oltre ogni aspettativa.
Rousseau: Ah! Ma non avete ancora sconfitto moltissime malattie importanti e state portando il pianeta al collasso ambientale con i vostri sprechi ed il vostro inquinamento. Senza civiltà non sarebbe mai accaduto!
Ridley: E’ vero. Ma è anche vero che negli ultimi trenta anni la tecnologia ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Questo è accaduto grazie all’incontro di persone, e quindi di idee, che provenivano da angoli opposti del mondo. Seguendo questa tendenza, in futuro riusciremmo a sviluppare tecnologie capaci di aiutarci nella cura di malattie mortali e nella gestione ambientale.

L’ottimista razionale oggi
Possiamo concludere quindi che abbiamo tutti i presupposti materialistici per poter affermare che il pessimismo è alquanto irrazionale. Ciò che possiamo fare, in quanto uomini, è quello di ritrovare la nostra dimensione spirituale ed il nostro personale equilibrio tra natura e tecnica. Siamo riusciti a fare cose grandiose come uomini, tantissime piccoli azioni individuali si sono sommate ed hanno dato vita ad una intelligenza collettiva. Parafrasando Ridley, tra gli uomini e le donne esiste una inarrestabile corrente, percepita sotto il caos di queste azioni. Una corrente che non si fermerà mai e che tenderà a migliorare sempre più le nostre vite. Dobbiamo quindi essere il cambiamento di noi stessi per essere quello degli altri e del mondo.
Giacomo Di Persio