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Il libero arbitrio e l’intrinseca malvagità nel mondo secondo il manga giapponese Berserk

Il libero arbitrio e l’intrinseca malvagità nel mondo secondo il manga giapponese Berserk

I concetti di libero arbitrio e del male tengono banco sui tavoli di discussione filosofica e religiosa. Ci poniamo interrogativi sull’effettiva esistenza del libero arbitrio e sulla effettiva malvagità del mondo, ma purtroppo non ci è dato ottenere delle risposte concrete. Nel campo filosofico, Søren Kierkegaard e Martin Heidegger hanno principalmente discusso dell’argomento del libero arbitrio, mentre il ‘tema del male’ è stato spesso oggetto di filosofi molto antichi legati alla spiritualità e alla religiosità, come Sant’Agostino d’Ippona e San Tommaso d’Aquino. Attraverso il pensiero di tali autori, confrontiamo i temi del libero arbitrio e del male con il manga nipponico Berserk di Kentaro Miura.

Il protagonista del manga Berserk viene trovato da mercenari, appena nato da una donna impiccata per stregoneria. (Fonte: mikimoz.blogspot.com)

Il ‘libero arbitrio’ in Kierkegaard e Heidegger

Secondo Kierkeggard la vita riserva una miriade di possibilità di scelta e proprio questa nostra capacità può portarci ad affrontare lo stato d’animo della ‘angoscia’, la quale, secondo Heidegger, “ci terrorizza interiormente per qualcosa di indefinito, diversamente dalla normale paura, la quale terrorizza per qualcosa di definito e certo”. La moltitudine di scelte e di ‘possibilità’ nell’esistenza, la capacità del nostro libero arbitrio, ci incute un angoscioso timore. Per Kierkegaard l’uomo si costituisce in quanto tale proprio in virtù di questa capacità di scelta, dalla quale non può sfuggire in alcun modo, nemmeno decidendo di non scegliere poiché tale azione costituisce comunque una scelta. L’uomo, quindi, è in grado di generare una propria etica come frutto delle proprie scelte personali, non essendo né guidato dall’istinto, né da uno schema prefissato, ma in grado di costruire la propria vita in base alle infinite possibilità che gli si presentano. Martin Heidegger, riprendendo stralci del pensiero kierkegaardiano, esprime la sua concezione del libero arbitrio strettamente connessa al concetto di ‘morte’. Secondo il filosofo tedesco, l’uomo ha infinite possibilità di decidere della sua vita, ma qualsiasi possibilità (come farsi una famiglia, dedicarsi al proprio lavoro ecc.) non saranno mai autentiche come la possibilità della morte, la quale si differenzia dalle altre perché è unica, dalla quale non si può sfuggire in alcun modo, rendendo ‘inautentiche’ le altre possibilità di scelta. Heidegger invita a fare della morte il punto cardine delle nostre possibilità di scelta, non in senso negativo e pessimistico ma da un punto di vista che renda consapevoli di come essa costituisca l’essenza della nostra esistenza, permettendoci di evitare di assuefarsi a possibilità di scelta particolari che si rivelano effimere e temporanee.

Martin Heidegger. (Fonte: ilgiornaleoff.ilgiornale.it)

Il ‘male’ in Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino

Per ciò che riguarda il tema del male, Sant’Agostino dice la sua modificando la sua iniziale visione ‘manichea’, che prevedeva la contrapposizione tra il bene al male come due entità distinte. Sostanzialmente, egli crede che ogni persona sia fondamentalmente buona e che il male sia solo una ‘mancanza di bene’. Le persone non sono naturalmente malvagie ma sono ‘meno dotate di bontà’. Per San Tommaso, invece, riconosciuto che Dio non può essere causa del male, appurato che nemmeno il Diavolo è causa diretta del male eccetto nei casi di una sua eventuale persuasione, il male può esserci solo per ‘volontà dell’uomo’, e può sorgere per molteplici ‘peccati’ dell’uomo come l’ignoranza, la malizia e la debolezza. San Tommaso ci indica anche una sua personale visione del concetto di libero arbitrio, constatando che ogni scelta è orientata verso uno scopo e, poichè ogni cosa del mondo tende al bene, vi è una molteplicità di fini e quindi di beni. L’individuo, dotato del libero arbitrio, tende non al Bene assoluto ma a beni particolari.

Raffigurazioni di San Tommaso d’Aquino (a sinistra) e Sant’Agostino d’Ippona (a destra). (Fonte: catalogo.fondazionezeri.unibo.it)

Berserk e l’ineluttabilità di un destino malvagio

Spostandoci dal campo della filosofia, è interessante notare come questi due temi siano le colonne portanti di un’opera grafica inserita nel panorama dei ‘manga giapponesi’, ovverosia il manga Berserk. L’autore, il ‘mangaka’ Kentaro Miura, incentra la sua storia su un ragazzo di nome Gatsu, nato dal cadavere di una donna impiccata per stregoneria, che si fa strada in un mondo segnato da stenti e violenza divenendo un guerriero formidabile. Il mondo di Miura, che si presenta come una sorta di Medioevo dell’Inquisizione con tinte horror e fantasy, è sporco, violento, repressivo e pericoloso. Numerosi sono i movimenti religiosi che cercano di reprimere un mondo nascosto agli occhi della maggior parte delle persone comuni, un mondo misterioso e malvagio composto da creature orribili, che viene costantemente sottovalutato.

Gatsu (a destra) e Grifis (a sinistra). (Fonte: berserk.wikia.com)

Molti regni combattono tra loro in estenuanti guerre, spesso affidandosi alle prestazioni di mercenari e Gatsu, essendo uno di questi, si fa notare dal capo di una squadra di mercenari già piuttosto conosciuta, la Squadra dei Falchi, capeggiata dall’ambizioso Grifis. Manifestando l’intenzione di prenderlo in squadra con lui, Gatsu conosce questo ragazzo pieno di sicurezze e obbiettivi, profondamente diverso da lui e ne rimane affascinato. Servendo in battaglia la guarnigione del Re delle Midlands, uno dei regni più potenti e conosciuti, i Falchi si guadagnano il rispetto di tutti come abili guerrieri, scalando la vetta sociale ed entrando nelle grazie del re. Gatsu, ormai fido compagno e amico, è capace di fare qualsiasi cosa per Grifis, anche uccidere dei nobili che non vedono di buon occhio la squadra dei mercenari. Comprendendo il grado di sottomissione che lega lui a Grifis, Gatsu decide di andar via, provocando una violenta reazione nel capo dei Falchi che culmina in un rapporto sessuale con la figlia del re. Scoperto l’enorme oltraggio, Grifis viene catturato e punito, sottoposto a orribili torture per ordine del re, mentre i Falchi vengono ormai perseguiti come criminali. Passati due anni, Gatsu torna da loro per aiutarli a recuperare Grifis, il quale ormai sembra essere provato dalle torture, incapace di combattere come un tempo. Dopo una serie di vicissitudini Grifis, nel tentativo di suicidarsi, ritrova un ciondolo da sempre avuto che evoca l’avvento dell’Eclissi, in cui si presentano degli ‘arcidemoni’ che compongono la Mano di Dio, un gruppo di creature che tesse e controlla i fili del destino del mondo, proponendogli di diventare uno di loro affinché egli realizzi il suo sogno, a patto di sacrificare i suoi compagni. Grifis, senza alcun rimorso, dà in pasto a orde di creature i suoi compagni, mentre Gatsu assiste allo stupro, da parte di Grifis, del suo amore Caska. Uscendone vivo assieme a lei, Gatsu giura vendetta contro Grifis e la Mano di Dio, conscio di dover affrontare mostri e creature spaventose, essendo ormai irrimediabilmente maledetto.

L’avvento dell’Eclissi nel manga. (Fonte: lazarusdomain.wordpress.com)

La visione dell’autore che traspare dalle pagine di quest’opera è profondamente pessimistica. Il mondo di Berserk sembra essere privo del caso e del bene, ma al contrario pregno di malvagità e destinato a non cambiare. Frequenti sono i rimandi al destino ineludibile al quale sono sottoposti i personaggi, controllato da forze oscure impossibili da combattere. Inoltre, Miura ci affida anche una sua visione sull’umanità, un’umanità violenta, sporca e talmente oscura da non lasciar intravedere alcuna luce. Persino il protagonista (volutamente rappresentato con colori scuri), che dovrebbe rappresentare il bene, ha molte connotazioni istintivamente oscure e violente, che non lo rendono completamente buono. Da contraltare fa l’antagonista del racconto, Grifis (rappresentato con colori chiari che richiamano una purezza quasi angelica), che si erge come un salvatore del mondo, pur conoscendo i macabri sacrifici che ha voluto compiere.

Berserk ci offre un affascinante sguardo su di un mondo sfaccettato ma privo di libero arbitrio, volto al male perpetuo e imbrigliato in un destino feroce, dandoci modo di riflettere sulla reale natura della nostra esistenza e di un probabile destino.

Luca Vetrugno

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