Il Superuovo

Il film “Wild” e i Sacri monti lombardi e piemontesi ci spiegano il concetto di “Viaggio spirituale”

Il film “Wild” e i Sacri monti lombardi e piemontesi ci spiegano il concetto di “Viaggio spirituale”

Cos’hanno in comune il film “Wild” e i Sacri Monti lombardi e piemontesi patrimonio dell’Unesco?

Basilica del Sacro Monte di Crea.

Alla scoperta della magnificenza storico-artistica dei Sacri Monti, siti di grandissimo interesse culturale e religioso, patrimonio dell’UNESCO, progettati per essere usati come alternativa ai pellegrinaggi a Gerusalemme ed adoperati come “barriera” da porre tra il temibile cattolicesimo controriformistico e la massiccia discesa del protestantesimo da nord.

Patrimonio dell’UNESCO

Sono 9 i siti contenuti nei Sacri monti piemontesi e lombardi dichiarati patrimonio dell’UNESCO: il Sacro monte di Belmonte, la Chiesa Vecchia del Sacro monte di Oropa, la Basilica del Sacro monte di Crea, la basilica del Sacro monte di Varallo Sesia, la vetta del Sacro monte di Domodossola, la ventesima e ultima cappella del Sacro Monte di Orta, la Chiesa della Santissima trinità al Sacro monte di Ghiffa, la tredicesima cappella del Sacro monte di Varese, ed il percorso devozionale di Ossuccio sul Lago di Como.

Ma cosa sono i Sacri Monti? Essi non sono altro che percorsi votivi raggiungibili dopo un lungo cammino, che trova appunto fine in cima ad alture medio-elevate, con l’obiettivo di imitare in qualche modo quello che era il pellegrinaggio verso Gerusalemme, reso sempre più difficile a causa dell’espansione musulmana.

Il primo caso, quindi più emblematico nonché precursore degli altri, è il Sacro Monte di Varallo Sesia in provincia di Vercelli, esso presenta un complesso devozionale di ben 45 cappelle, ognuna delle quali contiene statue votive che ricostruiscono gli episodi più significativi della vita di Cristo, in un percorso che si snoda in quella che viene e che venne chiamata la “Nuova Gerusalemme”.

Collocazione dei 9 Sacri monti che contengono monumenti patrimonio dell’Unesco.

Il pellegrinaggio come “viaggio spirituale”

Il pellegrinaggio è un pratica devozionale per il quale un fedele si mette in viaggio scegliendo come meta una destinazione particolarmente significativa dal punto di vista religioso, per ragioni votive o penitenziali, per questo il pellegrinaggio può essere quasi tradotto con “viaggio spirituale”, che oggigiorno è infatti compiuto da fedeli e non.

Un esempio? nell’agosto 2015 uscì un articolo su “La Spampa” con il titolone un pochino bigotto: “il Cammino di Santiago torni ad avere un significato religioso”, poiché pare che secondo dati e sondaggi, il 70% di coloro che intraprendono il Cammino, non lo facciano per ragioni devozionali, ma solo come svago o come “viaggio spirituale” scollegato dalla dimensione votiva e devozionale.

Come “viaggio spirituale”, si intende in modo tranchant un viaggio come forma: di espiazione o di ritrovamento del proprio Io, una sorta quindi di purificazione, e così era per coloro che si recavano in pellegrinaggio presso i Sacri monti della Lombardia e del Piemonte, il viaggio aveva quindi una funzione puramente catartica.

L’esempio del Sacro monte di Varallo Sesia

Fu il primo, e quindi precursore e modello per tutti gli altri, ed è anche il più grande e più esoso, esso infatti racchiude la basilica e 45 cappelle, ognuna delle quali racchiude un episodio della vita e della passione di Cristo.

Fu iniziato alla fine del ‘400, ma il suo completamento definitivo avvenne solamente un paio di secoli dopo, anche Federico Borromeo (sì, quello dei “Promessi Sposi”) diede grande impulso ai lavori per il completamente dell’opera Omnia, che per estensione, numero di opere d’arte, e fama degli artisti coinvolti è (anche giustamente) la più blasonata, studiata e valorizzata di tutte.

Come già detto, i Sacri monti di Piemonte e Lombardia furono dichiarati patrimonio dell’UNESCO, nel 2003.

Gaudenzio Ferrari, Santa Maria delle Grazie, “storie della vita di Gesù”, 1513, Varallo.

“Wild”, il viaggio spirituale come forma di espiazione

Cheryl Strayed, scrittrice e saggista statunitense, è la protagonista di questo film, interpretata da Reese Whiterspoon nel film “Wild” diretto da Jean-Marc Valée nel 2014.

La Strayed racconta nel suo libro “Wild. una storia selvaggia di avventura e rinascita”, da cui poi fu tratto il film, che intraprese un viaggio, che potremmo definire “spirituale”, tra i più faticosi al mondo: il “Pacific Crest Trail”, che si sviluppa in più di 4000 km di lunghezza, e quasi 4000 di altitudine, in tutto Cheryl Strayed ci mise circa 3 mesi.

La Strayed nel suo libro scrisse che questo viaggio fu dettato dal dolore e da cose per la quale si sentiva in colpa: la morte prematura della madre, il sofferto divorzio dovuto ai continui tradimenti, l’abuso di eroina, ed in generale una vita che trovava insoddisfacente.

In questo film vediamo in modo chiaro e netto la separazione tra il presente, ovvero Cheryl che adempie al suo impegno di portare a termine il percorso, ed il passato: i continui flashback della madre, dei molteplici tradimenti che portarono alla rottura del suo matrimonio, e l’abuso di stupefacenti; malefatte e malesorti dalle quali cercò di scappare tramite la catarsi del viaggio in solitaria.

Movie vs reality: Cheryl Strayed durante il suo viaggio.

Cos’hanno quindi in comune il film e i Sacri monti?

Credenti o no, anche il solo ammirare le opere che costituiscono i siti corrispondenti ai Sacri monti della Lombardia e del Piemonte, restituisce una contentezza anche solo visiva da parte dello spettatore, che può scegliere liberamente se dare al suo viaggio un valore spirituale od anche solo culturale alla ricerca della bellezza estetica delle architetture, delle sculture e degli affreschi presenti presso questi siti.

Paragonare i Sacri monti ad un film come “Wild” potrebbe parere ai più una mossa “blasfema”, ma questa pellicola spiega in modo puntualissimo il concetto di “Viaggio spirituale”, che prescinde dalla religione e dal significato religioso che aveva il “Pellegrinaggio” nel senso stretto del termine.

#Torneremoaviaggiare

 

 

 

 

 

 

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