Il film Hancock ci insegna come le percezioni che abbiamo degli altri potrebbe ingannarci

Quando conosciamo una persona nuova ci facciamo subito un’idea sulla sua personalità, che non è sempre corretta, vediamo come

Per capire come percepiamo le persone che conosciamo prenderemo spunto dal film Hancock, un uomo dai super poteri visto da chiunque come uno stronzo, ad esclusione dell’idealista Ray che lo renderà una persona migliore e soprattutto un grande supereroe

Hancock

Hancock è un film uscito nel 2008 il cui protagonista è un uomo, originario di un altro pianeta, dai super poteri con un grande problema di alcolismo, interpretato dal grande Will Smith. Le sue buone azioni quotidiane sono accompagnate da un’aura di strafottenza e da metodi rozzi e distruttivi che arrecano ingenti danni alla magnifica città di Los Angeles, come la distruzione di palazzi, vetrate, negozi strade, auto della polizia e qualsiasi altro oggetto che casualmente si trova sulla sua strada, durante i suoi voli non ha scampo neanche qualche gabbiano di passaggio. Ciò che più fa diventate matto Hancock è essere considerato e definito uno stronzo dagli abitanti di LA, che lo giudicano per i suoi comportamenti discutibili e distruttivi, ma questo forse è solo un pregiudizio. Ad andare oltre le apparenze è il personaggio di Ray Embrey, il quale viene salvato dal supereroe da un treno che minacciava di investirlo, decidendo così di conoscerlo meglio, immaginando per lui grandi obbiettivi da raggiungere con non pochi sacrifici, per esempio accettando di finire in carcere per via dei danni causati alla città. La storia continua con non pochi colpi di scena, in cui destino, amore e scontri spettacolari daranno vita ad una battaglia finale non priva di emozioni.

Hancock è uno “stronzo”?

Tutte le persone che Hancock incontra nel film lo definiscono come uno stronzo, un termine che a lui da molto fastidio a tal punto da spedire con una spinta un bimbo quasi nello spazio. Tutti lo hanno percepito allo stesso modo ad eccezione di Ray, l’unico che lo ha conosciuto fino in fondo, ma perché accade questo? Per rispondere a tale quesito useremo le teorie della psicologia sociale sulla percezione, la quale è caratterizzata da:

  • Euristiche, ovvero delle scorciatoie mentali sviluppatisi con l’evoluzione, che servono ad ottenere un giudizio su ciò che ci circonda molto velocemente per poter risparmiare tempo ed energie cognitive. Queste scorciatoie però hanno un difetto, ovvero non sono sempre affidabili e possono dar vita a pregiudizi e stereotipi.
  • Affidabilità, ovvero l’affidarsi a quelle percezioni per comprendere come comportarci con l’altra persona
  • Flessibilità, la quale consente, dopo aver raccolta maggiori informazioni sulle persone su cui ci formiamo una percezione, di cambiare quest’ultima

Ciò che percepiamo delle persone che incontriamo guiderà la futura relazione che potremmo avere con quest’ultime. Il personaggio di Ray è stato l’unico che non si è fatto abbindolare dalla percezione che le sue euristiche gli hanno fornita, non si è affidato alle sue percezioni iniziale e, con estrema flessibilità, ha deciso di conoscere meglio Hancock ed aiutarlo ad essere una persona migliore ed un vero eroe.

Cosa condiziona la percezione?

Quando ci formiamo un’idea iniziale sulle nostre nuove conoscenze ci sono dei fattori che sono fondamentali nella formazione di una percezione, e sono:

  • La categoria sociale: Hancock, per esempio, può essere visto come appartenente alla categoria degli alcolizzati e questo in molti casi potrebbe aver portato purtroppo alla nascita di pregiudizi nei suoi confronti
  • Aspetto fisico: l’aspetto fisico è ovviamente la prima cosa che si nota di una persona nuova e contribuisce molto nella percezione degli altri. Hancock, tutto sporco e trasandato, di certo non fa una buona impressione agli abitanti di LA, con conseguente aumento di pregiudizi
  • Comportamento non verbale: la seconda cosa che notiamo durante una nuova conoscenza
  • La personalità.

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