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Il film Goodbye, Lenin! ci racconta il fenomeno dell’Ostalgie nella Germania unita

Le televisioni di tutto il mondo, il 9 novembre 1989, hanno mostrato la gioia degli abitanti di Berlino, ma nessuno ha mai mostrato le reazioni di chi quella sera non è sceso per strada a demolire il muro.

Novembre 1989, Berlino

Goodbye, Lenin! È un film tedesco del 2003, diretto da Wolfgang Becker, considerato uno dei maggiori successi di sempre nel cinema tedesco, è un romantico racconto del fenomeno dell’Ostalgie nella Germania appena riunita.

La vera caduta del muro

Nel film Goodbye, Lenin! i Kerner sono una famiglia normale nella Berlino Est, e in quanto tale, uno dei membri (il padre) è scappato all’ovest. La madre, indagata e presa dallo sconforto, dopo mesi di depressione, decide di dedicarsi completamente alla causa socialista. Nell’occasione del quarantesimo anniversario della DDR, Christiane vede il figlio Alex prendere parte ad una manifestazione di protesta spinta dall’insofferenza del popolo nei confronti del regime socialista, è colpita da un infarto e rimane in coma per otto mesi.

Proprio durante quegli otto mesi succedono gli eventi più sconvolgenti: Honecker, dopo aver assicurato la presenza del muro per i successivi cento anni, si dimette, lo segue Krenz, che decide di concedere ai cittadini dell’est di viaggiare ad ovest. La novità viene resa pubblica nella famosissima conferenza stampa tenuta da Günter Schabowski: “Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco”, il foglio da cui stava leggendo non conteneva ulteriori informazioni circa il momento in cui le nuove regole sarebbero entrate in vigore, così, alla domanda del giornalista italiano Riccardo Ehrman, Schabowski, impreparato improvvisò: “Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente”.

Günter Schabowski, funzionario del Partito di Unità Socialista di Germania

https://video.repubblica.it/mondo/schabowski-la-domanda-del-corrispondente-ansa-che-fece-storia/216855/216039

La fittizia caduta del muro

Al risveglio dal coma, i figli sono informati dal dottore del fatto che la madre non potrebbe reggere un secondo infarto, è quindi necessario tenerla lontana da qualunque notizia sconvolgente. Il figlio Alex, con l’aiuto dell’amico Denis, fa di tutto per preservare la madre dalle novità che hanno sconvolto la Germania che conosceva: riproducono i cetriolini Spreewald, alimento socialista già fuori commercio e pagano dei ragazzini per cantare in costume tradizionale i cori socialisti. Addirittura riproducono i servizi dei telegiornali per modificare la storia ogni volta che la madre si imbatte in una novità, così viene “scoperto” che la coca cola era in verità di origine sovietica, i “nuovi vicini” dai mobili e i vestiti americani non erano che cittadini in fuga da Berlino ovest a causa della crisi del capitalismo e la caduta del muro era in realtà il simbolo della vittoria del socialismo che finalmente anche le popolazioni occidentali potevano appoggiare.

Scena tratta dal film Goodbye, Lenin!

Ostalgie

Nel 1993, due anni dopo la caduta dell’Unione Sovietica, viene introdotto nel vocabolario della lingua tedesca il neologismo “Ostalgie”, fusione delle parole “Osten” (est) e “Nostalgie” (nostalgia), in quanto considerata dalla Gesellschaft für Deutsche Sprache (Società per le lingua tedesca) una delle parole più significative dell’anno.

L’Ostalgia viene oggi distinta in due forme: la nostalgia conservatrice e la nostalgia riflessiva. La prima desidera la ricostruzione della società imposta dall’unione sovietica in tutte le sue forme, è un vero e proprio desiderio di tornare alla DDR, mentre la seconda si pone l’obiettivo di non commettere una “damnatio memoriae” nei confronti degli anni che hanno preceduto la caduta del muro.

Non considerabile come movimento politico, l’ostalgia riflessiva in alcuni casi è stata una reazione del popolo allo scemare dell’euforia portata dalla caduta del muro: le promesse degli stati capitalistici, infatti, non hanno avuto riscontri economici immediati, così, nel corso degli anni ‘90 si è sviluppata una riscoperta dei simboli, dei prodotti e delle abitudini del regime socialista. Motivo per cui ancora oggi si organizzano ironiche feste ostalgiche (DDR-Party) in cui vengono recuperati vecchi prodotti di marche dell’Est, si ascoltano canzoni della DDR, si indossano vestiti tradizionali e compaiono sosia di Honecker o altre figure politiche del socialismo. Di conseguenza, grazie a queste strategie di marketing, oggi sono ricomparsi nei negozi prodotti sovietici come le tavolette di cioccolato Bambini, la nutella orientale Nudossi, la birra Roter Oktober e la bibita Vita-Cola.

Ralph Heckel è stato il più famoso organizzatore di feste ostalgiche tra il 1995 e il 1999, difendendosi dalle accuse in questo modo: “E’ come una festa anni ‘50. Ci sono tanti altri culti rétro, perché non uno così?”

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