Il favoloso (e ansioso) mondo di Amèlie ci insegna come comprendere e superare l’ansia

Come si riconosce l’ansia? Quali sono gli effetti e come possiamo abbassarne la sua intensità?

L’ansia è uno stato psicologico caratterizzato dalla percezione di una paura eccessiva (o razionalmente ingiustificata) verso uno stimolo o una situazione (reale o elaborata) responsabile della produzione di stress.

Più semplicemente, l’ansia è la sensazione di paura bloccante che si percepisce prima di un determinato evento o riguardo un determinato oggetto.

Questa sensazione distorce la sensibilità verso certi stimoli innescando alcune reazioni psicosomatiche come l’aumento della frequenza cardiaca, come la sensazione di subire pressioni sul torace oppure di avere degli oggetti incastrati in gola come cibo o altre sostanze patogene. Altre reazioni possono essere sudorazione, nausea e vomito.

Ma quali sono i disturbi psicologici legati all’ansia?

L’ansia e i disturbi associati

Nel DSM 5 sono presenti molti disturbi correlati all’ansia:

Il “Disturbo di ansia generalizzato” (un disturbo piuttosto comune che statisticamente prende due donne ogni uomo caratterizzato da una ansia durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione e di conseguenza è aspecifica); il “Disturbo da panico” (un disturbo causato da brevi attacchi di terrore e apprensione intensi che causano tremore e scosse, vertigini e difficoltà respiratorie che durano 10 minuti o meno detti “attacchi di panico”); la “Fobia sociale” (la paura di agire, di fronte agli altri, in modo imbarazzante o umiliante e di ricevere giudizi negativi); la “Fobia specifica” (forte e irrazionale paura ed evitamento di un oggetto o situazione specifica) e l’ “Ipocondria” (preoccupazione ingiustificata ed eccessiva nei confronti della propria o della altrui salute).

Non è difficile concludere che è molto probabile che una persona ansiosa che soffre di DAG (Disturbo d’ansia generalizzato) possa avere anche altri sintomi come “attacchi di panico”, che abbia delle fobie e che soffra di ipocondria.

Ma il disturbo che più si lega con l’ansia è proprio quello depressivo, poiché quello che percepisce la persona in uno stato di ansia è un blocco emotivo di natura energetica che a volte tende a confondersi (o a sommarsi) con un episodio depressivo.

Ansia e Depressione

Una persona depressa ha due pensieri ricorrenti: “non posso fare niente di buono” e “non c’è nulla che mi eccita e mi interessa“. In genere le persone prima dell’episodio depressivo non hanno questo tipo di pensieri.

La persona ansiosa invece può anche pensare: “io non posso far nulla per bene” ma perché sente ogni volta che “qualcosa di brutto accadrà” e non perché non ne ha la speranza o l’interesse.

Depressione e ansia sono due disturbi molto comuni e rappresentano le categorie nosografiche psichiatriche più frequentemente diagnosticate e appaiono tra loro inestricabilmente connesse.

Chi studia o lavora in ambito psicologico sa bene che la comorbilità (ovvero la coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo) è molto frequente quando si parla di disturbi mentali, ma in questo caso i fattori comuni sono molti ed è necessario distinguerli bene per poterli comprendere a fondo.

Per esempio, un eccesso di ansia potrebbe innescare nella persona l’incapacità di vivere delle situazioni sociali fino a chiudersi in casa minimizzando i contatti con l’esterno e quindi, come conseguenza, causare una reazione depressiva.

Al contrario, una mancanza improvvisa di stimoli ed energie, conseguenze di un episodio depressivo, potrebbe causare una sensazione di ansia pervasiva per la paura di perdere la vita dalle proprie mani.

L’una può causare l’altra, di conseguenza è molto importante capire chi delle due sia la radice del malessere così da risolvere, indirettamente, anche l’altra.

Ma se provo ansia o depressione quindi soffro di qualche disturbo?

No.

Ansia e depressione sono due espressioni psicologiche comuni che non vanno assolutamente categorizzate o definite in maniera rigida e, a mio parere, ottusa.

Tutti noi proviamo nel corso della vita situazioni di stress che possono causare ansie e/o episodi depressivi.

Per esempio, non sempre la depressione si manifesta con sintomi evidenti. Può succedere che una persona viva uno stato di depressione pur continuando la sua vita in maniera del tutto normale a tal punto da suscitare stupore negli altri di fronte alla frase “Mi sento depresso”.

Oppure può succedere che in determinati momenti della vita uno possa vivere più intensamente delle paure (fondate) a tal punto da sfociare quel tanto che basta per non mettersi nelle condizioni di vivere un determinato evento o contesto. Se questo comportamento non genera malessere o se limitato in un breve momento della vita questo non deve essere visto come patologico.

Quello che fa la differenza non è la definizione, ma lo stato di malessere che si correla con queste due parole oramai divenute comuni nel nostro gergo.

Il malessere è l’unico vero termometro di salute psicologica che abbiamo riguardo queste due patologie, poiché sia ansia che depressione sono meccanismi psicologici e fisiologici comuni a tutti e, a volte, anche funzionali.

Per quanto riguarda il superamento delle stesse la cosa più importante (e, ovviamente, più difficile) è cercare in primis il confronto e la condivisione.

Inizialmente il confronto con persone care è importante, ma ovviamente contattare uno psicologo o una psicologa è sempre consigliato quando si ha il sentore di non riuscire a superare questo malessere

Quello che può succedere quando non si condividono questo genere di sofferenze con persone che possono aiutarci (amici fidati o professionisti) è che potremmo fare la fine della piccola Amélie (Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet) che passa la vita a giocare da sola convivendo con la paura manifesta di costruire relazioni con gli altri osservando ogni minuzioso dettaglio della gente comune che vive intorno a lei. Per sapere come ha fatto lei a superarla, vi consiglio caldamente di guardare il film.

I consigli su cosa fare sono tremendamente semplificativi e lontani dalla realtà quindi sconsiglio caldamente di cercare su internet delle soluzioni.

Su cosa NON fare invece, visto che superare questo genere di difficoltà richiede un atteggiamento cosciente e maturo, vi riporto qui di seguito i suggerimenti di My Personal Trainer (https://www.my-personaltrainer.it/) che suggerisce, in particolare,

  • di evitare di Nasconderlo
  • di tentare di curalo farmacologicamente in maniera autonoma
  • di ridurlo tramite l’uso di psicotropi a buon mercato come l’alcol etilico
  • e di tentare rimedi alternativi potenzialmente nocivi o che ostacolano/ritardano la diagnosi medica poiché questo non potrebbe far altro che peggiorarne gli effetti facendolo diventare una vera e propria consuetudine.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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