La femme fatale è più lupa o vampiro? Ce lo raccontano Verga e Munch

Arte e letteratura si fondono e offrono versioni innovative di quegli affascinanti bevitori di sangue che dominano già da un po’ l’immaginario comune.

 

Pallore , canini affilati e potere seduttivo, questi sono gli ingredienti del vampiro perfetto e pare che La Lupa di Verga abbia caratteristiche affini a queste creature inquietanti e intrise di mistero. A darne una rappresentazione notevole è Edward Munch col suo quadro ”Vampire” in cui è raffigurata , appunto , una donna vampiro.

“Vampire” di Edward Munch

La lupa : la femme fatale della novella di Verga

Versione popolare e contadina della femme fatale, La Lupa è una delle novelle più note di Verga. Conosciuta come la mangiatrice di uomini, la lupa è una vedova che ama stravolgere le convenzioni sociali intrattenendo relazioni con vari uomini e violando il tabù dell’incesto.  La donna è presentata nella novella di Verga  come una figura mitica ,indifferente alla quotidianità e superiore agli altri personaggi del racconto. Donna dal carattere passionale,  dalla forte personalità e dal grande potere seduttivo, la figura della Lupa è una chiara ripresa del mito antico della donna-vampiro .  La prima rielaborazione letteraria di questa creatura risale al 1819 con il Vampiro di John Polidori. La versione femminile del vampiro nasce, invece, nel 1872 con il romanzo di Le Fanu “Camilla”, all’origine di tutte le donne-vampiro della letteratura. La Lupa di Verga non avrà certo i canini tipici del vampiro e l’aspetto spettrale , ma la sua sensualità e voracità la avvicinano moltissimo a quelle creature dal fascino letale.

“Vampire”: la donna-vampiro del quadro di Munch

Una donna dai lunghi capelli rosso sangue avvolge nel suo abbraccio un uomo offrendo un’immagine vampiresca. Il dipinto suscita,inizialmente, una profonda tenerezza dettata dal modo con cui l’uomo pare aggrapparsi alla donna come atto di consolazione. Dopo un’attenta analisi ,tuttavia, l’atmosfera cupa del quadro prende il sopravvento e rivela la sua reale prospettiva.  L’uomo è stretto nel pericoloso abbraccio della donna . I suoi capelli rossi incorniciano la composizione e colano come gocce di sangue sul capo dell’uomo. I colori scuri e tetri dello sfondo suggeriscono un profondo senso di inquietudine e oppressione.

«I suoi capelli rosso sangue si erano impigliati in me, si erano avvolti intorno a me come serpenti rosso sangue, i loro lacci più sottili si erano avvolti intorno al mio cuore.» – “Diario. Scritti sull’arte e sull’amore” di Edward Munch

La donna vampiro di Munch pare assumere ,dunque, le sfaccettature della “mangiatrice di uomini “ di Verga

“Era pallida come se avesse sempre addosso la malaria e su quel pallore due occhi grandi così e delle labbra fresche e rosse che vi mangiavano “ – Verga

Donna Angelo o donna demone?

La figura femminile nell’immaginario culturale fra ‘800 e ‘900 presenta un duplice volto: l’angelo e il demone-vampiro. La donna-angelo è la figura della donna fortemente idealizzata che incarna i valori della casa e della famiglia. Diventa demone nel momento in cui la sua carica vitale si manifesta attraverso la lussuria e gli eccessi. In realtà entrambe le versioni rappresentano due facce della stessa medaglia .Il fatto che si presenti in forma angelica o demoniaca dipende dall’incapacità dell’uomo di vedere la donna per quella che è realmente . La trasfigura celebrandone le virtù angeliche o la demonizza dipingendola con tratti demoniaci. La stessa Lupa viene descritta dal Verga come un personaggio demoniaco, dalla femminilità esuberante e l’animo eccentrico in netta contrapposizione con la figlia che è la donna angelo del focolare domestico. La Lupa si colloca, dunque, tra i numerosi esclusi della novella verghiana, contribuendo a delineare i tratti di un amore diabolico dagli esiti tragici.

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