Come Jordan Belfort è diventato Jordan Belfort.

E’ il sogno di tutti realizzarsi, e alcuni le hanno provate tutte pur di salire sul carro dei vincitori: ecco perchè Jordan Belfort, uomo comune che cerca la gloria eterna, potrebbe essere l’esempio vivente del fenomeno della mobilità sociale.
LA CORSA A WALL STREET
Non si tratta di un personaggio fittizio: Jordan Belfort esiste davvero e dopo essere uscito da diversi guai giudiziari che lo vedevano coinvolto ha pubblicato nel 2008 il libro autobiografico “The Wolf of Wall Street”, utilizzando per il titolo uno dei suoi soprannomi preferiti attribuglitoli durante la sua carriera in borsa. Il libro che racconta l’ascesa, la caduta e la ribalta del brooker più spudorato di Wall Street, riuscì ad attrarre l’attenzione del regista di fama mondiale Martin Scorsese che telefonò l’attore statunitense Leonardo DiCaprio per interpreatre Belfort stesso, interpretazione che gli valserà una nomination agli Oscar come miglior attore protagonista. Nato nel Bronx da due commercialisti, Belfort comicia ad avere fin da ragazzo un forte senso degli affari. Nonostante il primo traguardo presso la celebre banca americana L. F. Rothshild, essa sarà costretta a chiudere a causa di un improvviso crollo del valore dei titoli quotati in borsa, giorno che passerà alla storia come “il Lunedì Nero” del 1987, ritrovandosi senza un uccupazione e senza un soldo. Sua moglie Teresa, intenzionata ad aiutare il marito a realizzare il suo sogno, lo indirizza verso un timido call center ma con uno spread molto elevato, fondando nel 1989 la società di brokeraggio “Stratton Oakmont”. La nascita di questa società lo aiuterà a tornare sulla cresta dell’onda e ad accedere alle prestigiose porte di Wall Street, ma il lupo ha ancora fame e insieme al suo vicino di casa Donnie Azoff riesce a creare un giro di truffe coinvolgendo anche la malavita locale. Il successo non tarda ad arrivare, e ben presto colui che era semplicemente visto come un ragazzo iscritto al primo anno presso la facoltà di odontoiatria, si ritrova a fatturare un milione di dollari a settimana e a conquistare le vette dei grattacieli newyorkesi. Ma questo successo, che lo porta ad organizzare feste esclusive nelle prestigiose ville californiane e a spendere “26.000 dollari per dei contorni”, comincerà a catturare l’attenzione del FBI. Oltre ai problemi giudiziari si aggiungeranno anche quelli personali, poichè la sua dipendenza da alcool e droghe lo porteranno non solo a rinunciare alla sua società, ma anche a divorziare da sua moglie Naomi, stufa della vita dissoluta del marito. È soltanto collaborando con la giustizia che riuscira a patteggiare 22 mesi di reclusione e a tornare a lavorare come motivatore così da poter rimborsare le sue vittime.

LE DIVERSE MOBILITA’
Che tu sia un avvocato o un venditore ambulante, appartieni comunque ad una stratificazione sociale dove puoi posizionarti su livelli differenti durante il corso della tua vita in base alle tue carriere, alle tue scelte o ai tuoi studi: c’è chi vi nasce, e quindi si è gia ascritti a un determinato rango sociale, e c’è chi invece vuole acquisirlo, e nessuno come Belfort possiede tutta questa ambizione. Avviene di conseguenza quello che viene chiamato il fenonemo della mobilità sociale, ovvero il desiderio di voler ambire ad un livello di stratificazione diverso da quello in cui si è nati. In sociologia diversi sono stati i sociologi che hanno dato delle argomentazioni su questo fenomeno, poiché la mobita sociale è anch’essa mobile, questo perchè nel corso degli anni ad essere “mobili” sono stati anche i criteri di valutazione nello descrivere il ruolo di una persone: secondo il sociologo Max Weber a definire la posizione sociale di una persona sono la classe sociale di appartenenza, lo status ed il potere, ovvero la capacità di influenzare anche le altre persone. Di opinione diversa è invece il sociologo Karl Marx, poiché il pensiero del sociologo tedesco sull’appartenenza di una persona ad una determinata posizione sociale si basava su chi possedesse i mezzi di produzione, alimentando così il divario fra la classe borghese, colei che possedeva i mezzi di produzione, e la classe proletaria, sfruttata dalla prima. Tutti mirano ad una mobilità sociale di tipo ascendente, ovvero cercare di raggiungere un importante livello dove i privilegi possono essere denaro o uno status sociale rispettabile. Ma tutto nella vita è possibile, e difatti anche il più grande dei ricchi potrebbe un giorno sperperare il suo denare, praticando una mobilita di tipo discendente. Tralasciando ora i tipi di mobilità dove a cambiare è soprattutto il nostro status sociale, ci sono diversi tipi di movimenti dove la differenza consiste nel fatto che ci si muove all’interno della propria classe sociale ma ottenendo comunque ruoli di prestigio. Questi movimenti sono di tipo: da orizzontale, dove il cambiamento avviene all’interno della nostra medesima classe sociale, ad occupazionale ovvero cambiando la propria mansione oppure cambiando ruolo all’inetrno della medesima azienda.
ESSERE QUALCUNO OGGI E NESSUNO DOMANI
Come abbiamo analizzato, diversi sono i criteri apportati da parte dei sociologi per analizzare il livello di stratificazione sociale. Nonostante questi approcci siano a livello macro, analizzando quindi grandi strati della popolazione, a livello micro vengono analizzati anche i desideri e le ambizioni da parte del singolo individuo nel momento in cui vogliono diventare qualcuno. A tutti sarà capitato di immaginare il proprio futuro, e siamo tentati ad immaginarlo sognando un lavoro prestigioso, con moglie e figli in una delle case più costose del quartiere. Ma a differenza dell’ex imprenditore Jordan Belfort una lezione l’abbiamo imparata: nulla è per sempre e una persona da un giorno all’altro può rischiare di perdere tutto quello che aveva cercato di seminare negli anni, una sorta di campo di grano vuoto dove spariscono i nostri sogni. Tuttavia possono esservi delle eccezioni importanti da considerare: prendiamo di nuovo in esame il nostro lupo di Wall Street, poiché dopo aver perso il suo lavoro e aver passato più di un anno in galera tornare ad inserirsi all’interno della nostra società poteva essere più che complicato, ma un importante caratteristica frutto dei suoi anni di lavoro è rimasta, ovvero la notorietà nascosta dietro al suo nome, fattore che lo ha portato una volta uscito di galera a lavorare come motivatore per aiutare giovani sognatori come lo era lui un tempo. Infatti nei vari tipi di mobilita sociale che abbiamo preso in esame è importante sottolineare come nonostante la differenza fra la mobilita di tipo ascendente o discendente, si conservino comunque alcuni benefici.