Il David di Michelangelo e l’armonia psicofisica contro i sintomi depressivi

“Scavando a fondo nella nostra personalità rischiamo d’imbatterci in uno sconosciuto (citazione di Michelangelo)” La salute non è solo assenza di malattia, ma anche miglioramento dello stato fisico, mentale e sociale. Del resto, senza necessariamente riferirsi agli scrittori è esperienza comune per ognuno di noi quella di identificare le emozioni provate in base a sensazioni fisiche. Il David di Michelangelo                                                                         Michelangelo non mostra difficoltà nel lavorare su un materiale già malamente intaccato e su un blocco di marmo stretto e lungo secondo il modulo quattrocentesco, dando vita ad un’opera di grande potenza, che condensa i principali valori artistici e culturali del Rinascimento italiano. Lo stimolo alla realizzazione dell’opera viene a Michelangelo dalla sua partecipazione appassionata a quegli ideali civili ed etici, che costituivano la sostanza spirituale della repubblica fiorentina, di cui il capolavoro michelangiolesco è destinato a diventare il gigantesco simbolo. Nel giovane eroe infatti i fiorentini vedono incarnate le virtù di fortezza e ira, a cui sono affidate la libertà e la gloria della città e, nell’esaltazione della sua potenza fisica e morale essi celebrano i valori umanistici della grandezza e dignità dell’uomo, necessari per difendere la repubblica. Contrariamente al David di Donatello raffigurante l’eroe dopo l’impresa, con la testa di Golia ai piedi, quello di Michelangelo è concepito nell’atto di fissare l’avversario, nel momento di massima concentrazione fisica e psicologica in vista dell’azione da compiere: il giovane eroe guarda lontano con le sopracciglia aggrottate come a prendere la mira, mentre con il braccio sinistro ripiegato sistema la fionda sulla spalla e con una brusca flessione del polso prepara il sasso nella mano destra.
La concentrazione del protagonista si esprime così nei dinamici contorni e nei nitidi profili della figura, nel modo esemplare in cui i dati dell’osservazione anatomica sono sfruttati per caricare di vibrante energia i piani e le masse del corpo immobile, ma pronto a scattare. Michelangelo si allontana dalla calma ponderazione delle statue classiche per imporre al suo David un duro ritmo di movimento, che finisce col rivelarne l’interna tensione psicologica. L’asimmetria della posa, con il peso portato sul lato destro del corpo, dove gli arti sono distesi, mentre sull’altro lato sono flessi in un accenno di moto, realizza la propria unità mediante l’elastico movimento muscolare, che fluisce attraverso tutta la figura facendola vibrare di forza fisica e morale. I sintomi depressivi                                                                           Accade a volte che questo termine venga usato in situazioni che non hanno nulla a che fare con una depressione clinicamente significativa. Avere un umore depresso non vuol dire essere necessariamente affetti da un disturbo depressivo. Se ne può parlare in ottica clinica quando sono presenti sintomi consistenti in un abbassamento del tono dell’umore: il depresso percepisce se stesso, la propria vita, la realtà circostante in maniera spiacevole e dolorosa. I sentimenti sono la tristezza, l’ abbattimento, il pessimismo; l’esistenza si svuota di significato e di interesse. La storia personale si carica di negatività, il passato non ha più esperienze piacevoli, il futuro è inaccessibile, sbarrato, non c’è più progettualità, il presente si contrae, diventa immodificabile. Andando ora nello specifico, per essere riconosciuta la depressione maggiore: devono essere presenti almeno cinque dei seguenti sintomi, presenti per un periodo di 2 settimane quasi ogni giorno. Umore depresso per la maggior parte del giorno;
Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno;
Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell’appetito;

Disturbi del sonno;
Agitazione o rallentamento psicomotorio;
Faticabilità o mancanza di energia;
Sentimenti di autosvalutazione o sensi di colpa ;
Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni;
Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio. Mentre nella depressione bipolare il sintomo principale è l’alterazione dell’umore che passa da uno stato depressivo ad uno stato di esagerata euforia (stato maniacale). Questo stato maniacale consiste in ottimismo eccessivo, pensieri e linguaggio accelerati, avere progetti grandiosi ma poco realistici, sentirsi completamente disinibiti, eccessiva aggressività, spese folli e acquisti esagerati. In genere questi stati hanno una durata variabile da qualche giorno a qualche mese. Per affrontare la depressione sono ad oggi disponibili diversi tipi di trattamento, che comprendono terapie farmacologiche, con l’uso di antidepressivi o ansiolitici, psicoterapie con diversi orientamenti, e trattamenti non farmacologici, come esercizio fisico, privazione del sonno e terapia con la luce. La scelta adeguata rappresenta un processo individuale, che dipende non soltanto dalla gravità della depressione, ma anche dalle preferenze del depresso e dal parere professionale del medico curante, il quale può decidere se usare una combinazione di più trattamenti. Cosa si intende per armonia psicofisica?                                      Le semplici e concrete strategie che nella pratica possono aiutarci a stare meglio sono: 1. connettersi a se stessi
Osservarsi, ascoltarsi, assecondare i propri bisogni è la base per poter stare bene con se stessi e con gli altri. Esistono tante tecniche di ascolto e osservazione di sé come la meditazione, tenere un diario personale che consentono di riflettere sul proprio modo di sentire, agire, vivere. Solo dalla connessione con se stessi può scaturire un’autentica connessione con gli altri.                       2. connettersi agli altri
Trascorrere del tempo, condividere pensieri, emozioni, attività con persone aperte, disponibili, attente, che ci stanno a cuore e a cui stiamo a cuore è uno dei modi principali per alimentare il nostro benessere psicofisico. I benefici principali della connessione costruttiva con gli altri sono: livelli più elevati di felicità, minore rischio di malattie cardiovascolari, ridotti livelli di pressione sanguigna, aumento della probabilità di vita. La connessione con gli altri si verifica quando si ottiene aiuto concreto, ascolto, accettazione, assenza di giudizio, sostegno emotivo, aumento dell’autostima.            3. connettersi alla comunità
Essere connessi ad una comunità allevia lo stress, fa sentire sostenuti, accentua le proprie capacità di resilienza. Una comunità può essere composta da persone che condividono i medesimi interessi, può essere un luogo dove svolgere del volontariato o in generale nel quale sentirsi utili.                                                                                                           4. creare gioia e soddisfazione
Il benessere passa attraverso la salute del corpo, ma anche l’equilibrio emotivo e la serenità mentale. Vivere emozioni positive, costruttive aiuta a sviluppare le risorse per fronteggiare lo stress, essere flessibili, ristabilirsi più velocemente in caso di malattia. Prendersi cura della salute psicofisica passa anche attraverso la coltivazione di pensieri ed emozioni positive. L’ironia e le risate, ad esempio, migliorano l’attività cardiovascolare, allentano lo stress, le contrazioni muscolari del corpo, riducono l’ansia. Dunque svolgere attività che arrecano gioia e soddisfazione innalza l’autostima, il senso di competenza, padronanza delle proprie doti, fa sentire utili, contribuisce a creare un senso nella vita.

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