Il Nilo mantiene stabile il suo percorso da oltre 30 milioni di anni, aiutato dai movimenti del materiale liquido che forma il mantello,come si è arrivati a scoprire ciò?

Non è esagerato affermare che il corso del Nilo, che per milioni di anni ha reso fertili le pianure dell’Africa nord-orientale, abbia influenzato il corso della Storia: tuttavia, l’immutabilità del percorso di questo fiume è da tempo un vero mistero geologico.

Il Nilo nella storia umana

Il Nilo è strettamente legato allo sviluppo dell’antica civiltà egiziana, con la maggior parte della popolazione e delle città situate nella valle a nord di Assuan. Il Nilo è stato vitale per la cultura egiziana sin dall’età della pietra. Il cambiamento climatico e il progressivo inaridirsi dei pascoli e di quelle terre d’Egitto che hanno dato vita al Sahara, già nell’8000 a.C. presumibilmente hanno spinto gli abitanti a migrare verso il fiume, dove poi hanno sviluppato un’agricoltura sedentaria basata sulla fertilizzazione del territorio grazie al limo e una società più centralizzata. Il Nilo giocò un ruolo cruciale nella fondazione della civiltà egiziana. Il Nilo  fu un’importante fonte di sostentamento per le popolazioni lungo le sue sponde. Il Nilo rendeva il terreno circostante estremamente fertile dopo le annuali inondazioni. Gli egizi furono pertanto in grado di coltivare grano e altre colture, ricavandone cibo per supportare le esigenze alimentari della popolazione.

 Erodoto scrisse che ‘l’Egitto fu il dono del Nilo’. L’Egitto, infatti senza il suo fiume non sarebbe mai stata una terra fertile e pratica per gli scambi commerciali e quindi sicuramente non sarebbe mai sorta una civiltà maestosa come quella Egizia.

Le scoperte scientifiche sulla composizione della Terra

La struttura interna della Terra, ha una disposizione a strati che possono essere definiti sia da proprietà chimiche sia reologiche. La Terra ha una crosta esterna solida di silicati, un mantello estremamente viscoso, un nucleo esterno liquido che è molto meno viscoso del mantello, e un nucleo solido. La comprensione scientifica della struttura interna della Terra è basata sulle estrapolazioni di evidenza fisica scaturita dai primi pochi chilometri della superficie terrestre, dai campioni portati alla superficie dalle più remote profondità tramite l’attività vulcanica e dalle analisi delle onde sismiche che l’hanno attraversata. Un modello dell’interno della Terra a involucri concentrici di differente composizione fu proposto, nel 1885, dal geologo austriaco E. Suess (1831-1914), che ipotizzò l’esistenza di tre strati, detti Sial, Sima e Nife, così chiamati dalle iniziali degli elementi chimici in essi prevalenti. Quindi sembrerebbe che soltanto recentemente sia stata scoperta l’esistenza di vari strati all’interno della Terra, ognuno costituito di materiale differente e di uno stato di aggregazione differente.

Vediamo cosa ci dice la Bibbia

La Bibbia è il testo sacro delle religioni ebraiche e delle religioni cristiane. Al suo interno possiamo trovare oltre il messaggio teologico, molte nozioni scientifiche. Un esempio Giobbe 28:5 in cui ci dice che le viscere della Terra sono fuoco. Oggi è una conoscenza basilare. Però fino al 19 secolo, le persone consideravano tutto ciò come un’assurdità. Questo perché la struttura della Terra fu scoperta soltanto nel XX secolo. Soltanto il geofisico Lehmann scoprì il nucleo interno della Terra nel 1936. Confermando in questa maniera la Bibbia.

 

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