Il Superuovo

Il cringe tra musica e letteratura raccontato da Ciullo D’Alcamo e “Rock me”

Il cringe tra musica e letteratura raccontato da Ciullo D’Alcamo e “Rock me”

Siamo sicuri che il cringe sia solo sui social o in tv? Cerchiamolo nella letteratura.

Quante volte avete vissuto dei momenti cringe e vi siete sentiti in imbarazzo? Oggi scopriamo altri due motivi per cui dovremmo “preoccuparci” del cringe.


Il cringe 

È il 2012, sei in macchina con i tuoi genitori e in radio passa la nuova canzone dei One direction, si chiama “Rock me” ed è anche molto orecchiabile, cominciate a canticchiarla tutti insieme e sembra non esserci alcun problema, la canzone ti piace molto e decidi di cercare la traduzione su internet: ti si ferma il cuore; stai praticamente cantando con la tua famiglia una canzone che parla di sesso, bene, e ora? 

Senti il sudore che scende, che faccio? Cambio? Faccio finta di nulla? Smetto di cantare? 

La canzone è solo uno dei tanti esempi di momenti imbarazzanti che si vivono con i propri genitori con riferimenti al sesso, nessuno è esente all’imbarazzo: che si tratti di una canzone, di una scena di sesso in tv, di una battuta di Fiorello sul pene dei gorilla a Sanremo, o che vi abbiamo sentite urlare per Damiano dei Maneskin, ci siamo trovati tutti a fare finta di essere sordi e ciechi davanti un momento “imbarazzante” con i nostri genitori, ma se vi dicessi che il cringe è anche in letteratura? 

Oggi parliamo di “Rosa fresca aulentissima” il componimento poetico con un passaggio così cringe da far imbarazzare molti professori ancora oggi!

 

Rosa fresca aulentissima

Scritto da Ciullo D’Alcamo (n.d.a. si ragà è Ciullo, non Cielo) nel XIII secolo, è un meraviglioso componimento che racconta il corteggiamento di un cavaliere un po’ cafone nei confronti di una giovane fanciulla.

Dov’è il cringe? Partiamo dal nome!

Ciullo appunto, abbellito poi in Cielo, ma da dove viene? Probabilmente dal nordico “ciulare”, che, tra i tanti significati non proprio degni di applausi e onori, vanta proprio quello di “fare l’amore”.

 

“Rosa fresca aulentis[s]ima ch’apari inver’ l’astati,

le donne ti disiano, pulzell’ e maritate […]”

 

Questo è niente meno che quello che io chiamo “il distico della discordia”, e porta con sè una storia molto buffa che cercheremo di ricostruire insieme:

“Rosa fresca e aulentissima” chi sarà mai? La fanciulla, direte voi, ma proviamo a ragionare, questa rosa che dovrebbe sbocciare in estate (cosa assurda perchè le rose sbocciano in primavera) dovrebbe essere metafora di una fanciulla bellissima, fin qui tutto bene, se non che bisognerebbe capire in che misura questa possa esser desiderata sia dalle donne sposate che dalle fanciulle, volendo per certo escludere che tutte le donne siciliane del 1200 fossero lesbiche, allora non ci resta che escludere l’opzione di De Sanctis.

Arriva allora in nostro aiuto il professor D’Ovidio, a dirci che non è “le donne ti disiano” ma “domine ti disiano”, dove domine sta per “i padroni/i signori”, e fin qui tutto bene, finchè non continuiamo con la lettura e ci ricordiamo che questi padroni non possono essere pulzelle e maritate; e volendo credere che nel 1200 non fossero tutti transessuali non operati, escludiamo, in ultima analisi, anche D’Ovidio.

Arriva in nostro aiuto allora il caro Dario Fo, che ci racconta di come la chiave di lettura sia tutta nella parola “astati”, che, e Barbara D’Urso direbbe NOTIZIA SHOCK, non va intesa come “estate”, ma come il gonnellone del gabelliere, colui che riscuoteva le tasse che, prendendo appunti sollevava la gamba e mostrava a tutte le donne la sua virtù nascosta. 

Cosa c’entra la rosa? Presto detto, la rosa veniva usata come segnalibro e si trovava tra la coscia e l’inguine del gabelliere, ed ecco svelato il desiderio delle pulzelle.

Rock me

E se vi dicessi che questo testo parla di un’avventura (si, quel tipo di avventura che si fa nudi, niente cose alla Dora l’esploratrice) di Louis Tomlinson?

Eh si, care ex directioner, “rock me” vuol dire “fammi tremare” e, credetemi quando vi dico che il freddo non c’entra nulla.

Ah, caro Louis, che ci combini? Nell’estate del 2009 ti fai una scappatella e ci scrivi una canzone?

Lo so che molte di voi l’hanno ascoltata coi propri genitori, feel you sorelle, e so anche che molte di voi vorrebbero essere la ragazza in questione, anche stavolta vi sono vicina, ma posso solo dirvi di leggere la traduzione prima di far partire la musica in macchina.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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