Non tutto ci appare così com’è: per questo Cartesio cercherà nella sua speculazione una certezza assoluta distinguendo ciò che sembra da ciò che effettivamente è, allo stesso modo nel brano “Scooby Doo” i Pinguini Tattici Nucleari ci invitano a non guardare le cose solo per come si appaiono.

Sulle note della spensieratezza giovanile i Pinguini Tattici Nucleari ci trasportano, all’interno del brano “Scooby Doo”, in uno dei grandi dilemmi della vita, nessuno è semplicemente ciò che appare e nulla è certo per come ci si presenta (da qui la metafora dei “mostri” del cartone “Scooby Doo”). Proprio nella filosofia di Cartesio troviamo la massima esplicazione del dubbio riguardo il mondo e alle nostre certezze, portandolo a trovare un nuovo fondamento per la conoscenza umana.
Cartesio e il dubbio iperbolico
René Descartes nasce a La Haye nel 1596, venne istruito dai gesuiti dove approfondì lo studio delle lettere antiche, della matematica e della filosofia scolastica, si dedicò poi agli studi di giurisprudenza all’università di Poitiers anche se successivamente le sue attenzioni vennero monopolizzate dai problemi filosofici e matematici de suoi tempi. Tra il 1623 e il 1625 viaggiò in Italia per poi dirigersi in Francia dove si dedicò agli studi di ottica fino al 1637 quando pubblicò “La Diottrica”, “Le Meteore”, “La Geometria” e il celebre “Discorso sul metodo” in cui racchiude i principali concetti della propria filosofia, seguirono anche la pubblicazione delle “Meditazioni metafisiche” e dei “Principi di filosofia ” fino a che non fu invitato a Stoccolma per istruire Cristina di Svezia ma si ammalò di polmonite e morì nel 1650. Cartesio è considerato come il padre della filosofia moderna in quanto, nonostante il grande bagaglio della scolastica, scelse di riconsiderare le basi della conoscenza umana partendo dal dubbio riguardo le certezze in un periodo in cui, Keplero prima e Galileo dopo, il sistema tolemaico si trovò a vacillare e allo stesso modo la conoscenza assoluta della religione. Quindi Cartesio, partendo dal dubbio riguardo un metodo corretto delle scienze, si troverà a dubitare anche riguardo la certezza assoluta ossia Dio il quale, come fondamento metafisico, permette di individuare ciò che rende possibile ogni conoscenza: proprio perché mi interrogo riguardo questa possibile fallibilità io posso affermare la mia esistenza (cogito ergo sum) la quale, una volta accertata, può dare inizio alla comprensione del mondo mediante l’utilizzo del metodo deduttivo della matematica come scienza che fonda le altre in base alla propria universalità.

I Pinguini Tattici Nucleari e i veri mostri
I Pinguini Tattici Nucleari sono una band indie rock-pop italiana fondata nel 2010 da Riccardo Zanotti, Nicola Buttafuoco, Lorenzo Pasini, Simone Pagani, Matteo Locati e Elio Biffi che prende il proprio nome, a detta dei componenti della band, da una birra scozzese “Tattical Nuclear Penguin”. Il loro primo EP dal titolo “Cartoni Animati” venne pubblicato nel 2012 e, dopo due anni, pubblicheranno invece il loro primo album intitolato “Il re è nudo” in cui è presente uno dei loro brani più famosi “Cancelleria”. Pubblicheranno poi altri album dal titolo “Diamo un calcio all’aldilà” (2015), “Fuori dall’hype” (2019) ma la loro fama crebbe soprattutto con la partecipazione a Sanremo 2020 con il testo “Ringo Starr” il quale, inserito nella ristampa di “Fuori dall’hype”, permette di ottenere il riconoscimento di “Disco di platino”. Nello stesso anno pubblicheranno l’Ep “Ahia!” in cui sono contenute diverse tracce diventate subito hit tra cui il brano “Scooby Doo” e “La storia infinita” ottenendo entrambe il disco d’oro in breve tempo. Proprio nel testo “Scooby Doo” vediamo come la metafora di un cartone che ha accompagnato l’infanzia di generazioni intere sia quello più semplice e immeditato per mandare un messaggio in maniera semplice e efficace: spesso ciò che ci spaventa di più non sono i mostri di memoria lovecraftiana e nemmeno quelli messi in scena nei film di Cronenberg, ma siamo noi umani in quanto indossiamo spesso e volentieri una maschera grottesca per la paura di esporci. Dall’inizio del testo il tutto si presenta come la descrizione di una figura femminile anticonformista e contro i precetti radical-chic la quale però, nonostante tutte i suoi modi di mostrarsi forte e contro ogni convenzione, vacilla come ogni essere umano, nasconde i propri timori e le proprie incertezze e dubbi sotto una maschera che forse neanche gli appartiene, invitandola a fare proprio come la banda di “Scooby Doo”, dopo aver ascoltato ciò che il protagonista ha da dire deve finalmente gettare la maschera e mostrare chi è e non chi vuole essere perché ala fine siamo tutti “mostri” a modo nostro.
Realtà e apparenza come due facce della stessa medaglia
Voler applicare il metodo cartesiano nella vita quotidiana sembra quasi da scettico eppure è proprio grazie ad esso se le scienze moderne sono andate oltre, restare ancorati su delle certezze tramandate da altri non è altro che il voler indossare un “abito” che non ci appartiene senza chiederci se sia giusto o meno, lasciando al senso comune il decretare cosa sia vero e cosa no. Noi uomini spesso ci troviamo più a credere ai sogni che alla realtà e proprio per questo dovremmo chiederci più spesso cosa distingua l’illusone dal reale soprattutto quel che riguarda il prossimo poiché ognuno di noi ha qualcosa da tenere ben nascosto e coperto agli occhi degli altri, apparendo spesso come una caricatura grottesca di chi in realtà è. In sostanza, ciò che ci appare è solo un indizio preliminare su cosa effettivamente si trova fuori di noi e proprio il voler andare oltre caratterizza non solo i filosofi nell’accezione classica del termine ma anche coloro che, come il gruppo di Scooby, cercano nelle ombre di tutti i giorni il principio della paura umana ossia la paura dello sconosciuto e l’incertezza poiché nessuno ha la verità in tasca e chi dice il contrario non fa altro che recitare un ruolo ormai decaduto dai tempi di Cartesio.