Il circostanzialismo in Born This Way: la nostra unicità diventa una salvezza umana

Le circostanze particolari in cui nasciamo influenzano la nostra vita rendendola unica, e proprio questo è la nostra forza.

L’11 febbraio 2011 viene pubblicato il singolo Born This Way, raggiungendo subito la posizione numero uno in diciannove Paesi. Lady Gaga lo ha descritto come un brano contenente “un messaggio magico”.

Born This Way è un inno all’amore per se stessi

Una vera è propria cosmogonia. Si potrebbe definire in questi termini il video musicale del singolo Born this way di Lady Gaga. L’eccentrica cantautrice veste i panni di una dea che letteralmente partorisce un intero ordinato universo in uno scenario psichedelico e caleidoscopico. I toni mistici di un prologo narrato dalla sua voce ammaliatrice raccontano di una parallela nascita del male, che va ad inficiare la neonata e perfetta opera, rivelandosi tuttavia necessario al buon funzionamento dell’intero universo. Oltre alle questioni filosofiche che possono discendere da tale concezione sul male, ciò su cui si concentra il testo è l’importanza di accettarsi per quel che si è e di apprezzare gli attributi con i quali siamo nati. Una visione così positiva e ottimista di sé proviene da un fiducia nel percorso di vita che si sta compiendo, in quanto indirizzati o controllati dalla bontà di Dio: “There’s nothing wrong with loving who you are. She said, cause He made you perfect, babe“. Che si sia religiosi o meno, il significato principale di tali asserzioni è quello di ridare un po’ di fiducia a coloro che sono bloccati o soffrono a causa di una sottostima di sé che corrode da dentro.

L’uomo ha bisogno di esprimersi liberamente, in quanto unico nel mondo

Soprattutto tra i giovani si assiste in questi anni ad una sorta di depressione diffusa, una noia intesa come incapacità di desiderare e di immaginare un futuro allettante per il quale lottare. Si è addirittura coniata l’espressione “depressione di un quarto d’età” per indicare la situazione di quelle anime disperse, passive e travolte dalla vita. L’incapacità di agire, di esprimere le proprie qualità individuali, vede una delle cause nella società, nella politica o nell’economia che non lasciano respiro a queste manifestazioni vitali: esse sarebbero probabilmente in grado di risolvere l’attuale impasse, di trovare nuove strade e scoprire alternative di vita. “È stato l’individualismo che ha arricchito il mondo e tutti gli uomini del mondo” scriveva José Ortega y Gasset nel suo saggio più famoso: La ribellione delle masse, del 1930. Tale prospettiva si accorda al suo pensiero circostanzialista, espresso nelle Meditaciones del Quijote del 1914 con la frase “Yo soy yo y mi circunstancia, y si no la salvo a ella no me salvo yo“: il singolo individuo nasce in un determinato contesto temporale e spaziale, figlio di persone di un certo tipo da cui erediterà alcune caratteristiche che faranno di lui, insieme alle altre variabili, un essere unico e irripetibile. Si può essere soddisfatti o meno del gioco delle Moire, che tessono il nostro destino e ci fanno nascere sotto determinate circostanze, ma non si può sfuggire dai propri presupposti, capaci di influenzarci fatalmente per il resto della vita.

L’individualismo e la spiritualità rappresentano l’arma contro la massificazione

L’individualismo non è solamente una presa di posizione e di controllo sulla propria vita, per la quale ci si rende consapevoli di sé, dei propri vizi e virtù, pacificandosi con i propri demoni e puntando a sviluppare le potenzialità per noi e per il mondo. Esso si rivela anche lo strumento essenziale per sganciarsi dalla catena della massa, intesa da Ortega y Gasset come “tutto ciò che non valuta se stesso – né in bene né in male – mediante ragioni speciali, ma che si sente “come tutto il mondo”, e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri” (La ribellione delle masse). La capacità di scoprirsi come essere unico e apportatore di beni unici, risolve il problema del pessimismo e dell’alienazione imperanti, senza sprofondare con la massa nell’epoca di crisi culturale, umana, spirituale che ci invade. Scoprirsi individui, dunque, umanizza la persona, concede uno sguardo lucido sulla realtà delle cose, senza perdere di vista l’immaginazione per un futuro in grado di donarci felicità e soddisfazione. Non solo la chiara visione sulle circostanze che ci permeano, ma anche una rinata spiritualità permette all’uomo di perseguire la pace interiore: la riflessione su Dio e una convinzione che alleggerisca il peso dell’ormai frenetico quotidiano, potranno, secondo Ortega y Gasset, riequilibrare l’uomo della crisi.

Lady Gaga lancia il suo manifesto per il rispetto umano

L’individuo imprime al mondo una visuale sua propria e particolare, impossibile da recuperare con mezzi diversi da quel preciso soggetto. Ognuno ha il suo proprio valore, una propria visione del mondo e della vita, irriducibile a minimi comuni termini senza dover sacrificare qualche angolo di bellezza unica. Born This Way è un manifesto di questa concezione dell’individuo in quanto valevole di per sé, capace di guardare al mondo senza sentirsene schiacciato. La fede in un progetto di creazione divina sottolinea un lato finalista dell’esistenza umana che permette di apprezzare ciò che c’è anche senza doverlo comprendere in modo pieno. Lady Gaga non chiede di cercare un modo razionale di vivere, che funga da modello di vita, al contrario pretende il rispetto delle diversità, per quanto aliene siano dalla nostra personale esistenza. Il punto di vista etico lanciato dalla canzone rispecchia un motivo molto presente nella discussione filosofica contemporanea riguardo ai diritti umani. Ma senza dover tutti essere filosofi, il rispetto per gli altri dovrebbe essere una costante del nostro vivere quotidiano.

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