Il Superuovo

Il caso “Genovese” risveglia il tema dello stupro indicato nel “Liber Augustalis”

Il caso “Genovese” risveglia il tema dello stupro indicato nel “Liber Augustalis”

Il caso “Genovese” è la punta di un icebearg del reato di “stupro” , definito ormai secoli addietro dalle “Costituzioni Melfitane”.

Alberto Genovese

Il reato di “stupro” conosciuto da molti secoli, seppur nominato diversamente, torna irrimediabilmente nella nostra società, imperversando nei ranghi più alti.

Presentazione del caso “Genovese”

Nonostante le lotte femministe ed umanitarie, le battaglie di chi è stata vittima, lo stupro risulta ancora essere un fenomeno assai frequente nel nostro Paese. Quel che maggiormente preoccupa è il fatto che il fenomeno riguardi il mondo degli imprenditori, o comunque di chi, mediante il proprio denaro, è capace di ottenere qualsiasi capriccio che “il concupiscibile appetito” -di boccacciana memoria- richieda. Un caso molto recente ed eclatante per la sua bestialità è quello che vede imputato l’imprenditore Genovese, l’attuale chairman di “Prima Assicurazione”, “Abiby”, “Mirta” e “Zappyrent”. Giorno 13/10/2020 una ragazza appena maggiorenne denuncia di essere stata drogata e violentata in casa di Alberto Genovese durante una festa, alla quale avevano preso parte altre persone. In tale circostanza la giovane sarebbe stata drogata e costretta a subire le violenze in una stanza all’ esterno presieduta da una guardia del corpo, che impediva a chiunque di entrare. Le affermazioni della giovane ragazza trovano riscontro anche nel referto medico ospedaliero, secondo il quale vi sarebbe stata una violenza “cruenta e ripetuta”. Nel sangue della diciottenne inoltre sono state trovate anche tracce di droga (cocaina e ketamina). La vittima ha inoltre dichiarato di essere stata legata e di aver dovuto subire per diverse ore delle sevizie da parte dell’imprenditore, senza la possibilità di chiedere aiuto, anche perché durante la festa erano stati vietati gli smartphone. La Polizia – tramite un’intercettazione – ha inoltre scoperto che Alberto Genovese sarebbe stato sul punto di partire per Amsterdam, per poi recarsi in Sud America, con un jet privato. Lo scorso 6/10 gli inquirenti hanno quindi disposto il fermo con l’accusa di violenza sessuale, spaccio, lesioni e sequestro di persona nei confronti dell’imprenditore che ora è detenuto nel carcere di San Vittore. (Fonte: https://www.tpi.it/cronaca/alberto-genovese-biografia-carriera-facile-it-chi-e-20201111697648/ ).

Uguaglianza

Ulteriori scoperte sul caso

Pare che non sia nemmeno stata un’impresa facile denunciare costui, in quanto certamente non si privava di esercitare altresì violenza psicologica sulle suddette ragazze. Una di loro ha dichiarato ai pm che Genovese, dinnanzi al suo rifiuto, le ha rotto il cellulare solo perché costei non aveva voglia di assecondare un certo tipo di richieste (naturalmente sessuali). Un’altra dichiara che era solito arrabbiarsi e lanciare le cose giù dalla finestra. Gesti nevrotici che corroborano il profilo di un uomo che non è abituato a sentirsi rifiutato in alcun modo, né tantomeno lo accetta. Una modella ventenne da lui frequentata afferma di aver subito più abusi durante la frequentazione, rispetto alle feste che hanno avuto luogo in “Terrazza Sentimento” a Milano.  Ella non sarebbe riuscita a denunciarlo, perché vittima di coercizione da parte di lui. Dalle immagini emerse dalle riprese effettuate con le videocamere emergono almeno altre tre vittime di stupro e violenza carnale. I pm Letizia Mannella, Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini procedono con le indagini in attesa di agghiaccianti nuove. (Fonte: https://www.lastampa.it/cronaca/2021/01/12/news/caso-genovese-le-ragazze-da-lui-maltrattate-temevano-di-denunciarlo-era-nervoso-e-prepotente-1.39761083 ).

Liber Augustalis

Nonostante i numerosi anni che sono intercorsi fra l’affermazione del reato di stupro in Italia ed oggi, non tutti hanno chiaro in mente il concetto. Secondo “ https://www.tpi.it/salute/legge-stupro-italia-20180823146456/ “: <<Il principio alla base della nuova norma è che “sì” significa “sì” e che tutto il resto, incluso il silenzio, significa “no”. In altre parole, il consenso deve essere espresso in modo chiaro.>>. Fu addirittura un antesignano dei codici giuridici del nostro paese, ovvero le “Costituzioni Melfitane” introdotte da Federico II Hoenstaufen, penultimo membro della casata sveva, ad introdurre tale reato, seppur nominato diversamente. Rifacendosi alle riforme attuate nel 1220, Federico ordinò la revisione dei titoli e dei privilegi di cui godeva la feudalità, sia per eliminare abusi ed usurpazioni, ma anche per diminuire il peso della loro autorità. E la tutela non è solo per la classica infirmitas sexus (la presunta inferiorità biologica della donna), ma soprattutto per la dignitas sexus. Questa è la novità più apprezzabile del pensiero federiciano espresso nel suo nuovo codice che ebbe fortuna fino ai tempi moderni come prova “l’epitome ritrovata”.

Si comincia col tutelare le donne consacrate, cioè le monache: “.. .si alcuno furasse una monaca, anchora che non sia velata, deve essere privato de la vita” (I 20), reato probabilmente molto diffuso in tempi di monacazioni forzate.

Altra disposizione tocca l’opposta condizione femminile: il meretricio. La pena di morte, “privato del capo“, era comminata a chi avesse forzato la volontà della donna, sempre che la vittima avesse denunziato la violenza entro otto giorni, “excepto se in quilli octo giorni non stesse in sua libertà” (I 21), altrimenti è considerata consenziente. Quando si pensa al mercimonio che si fa oggi sulle nostre strade di giovani donne extracomunitarie costrette a prostituirsi, ridotte in schiavitù, si vede come forte e importante era la difesa giuridica che Federico II dava ai suoi tempi anche alle donne più reiette della società; difesa uguale a quella data a tutte le altre donne, vergini, spose, vedove, maritate che subissero stupro o rapimento. Lo stupratore o rapitore era sempre passibile di pena di morte. Insomma, una società di un millennio fa si preoccupava delle proprie donne, ma ciò non ha prodotto una risonanza sì benefica ai giorni nostri.

 

 

 

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