Luca Nervi, protagonista della sitcom “Camera Cafè”, interpreta il ruolo del sindacalista che combatte per i diritti dei lavoratori rappresentando il concetto cardine del pensiero marxista.

I due protagonisti Paolo Bitta e Luca Nervi, sono impiegati in un’azienda. Luca in particolare mostra come le lotte sindacaliste a favore dei lavoratori contro la direzione, siano riconducibili ai conflitti tra capitalisti e proletari analizzate da Marx
LUCA NERVI, IL SINDACALISTA CHE “ROMPE I MARONI ALLA DIREZIONE”, IN REALTA’ SIMBOLO DELLE LOTTE CONTRO IL CAPITALISMO
“Camera Cafè” è una sitcom italiana andata in onda dal 2003 al 2017 ambientata davanti la macchinetta del caffè nell’area relax di un’azienda. Ogni episodio racconta le vicende e le varie sventure che gli impiegati vivono quotidianamente. I due protagonisti sono Paolo Bitta e Luca Nervi, colleghi nonché grandi amici che anziché lavorare, preferiscono trascorrere il loro tempo in area relax. Il capo dell’ufficio è De Marinis, classico direttore d’azienda che, consapevole della sua posizione di superiorità, la sfrutta delle volte anche a discapito dei suoi dipendenti.
E’ una sitcom intrigante che unisce la satira alla rappresentazione di messaggi seri e reali e dove ogni personaggio indica uno stereotipo preciso. Se Silvano raffigura il classico “sfigato mammone”, la Patti il “cesso”, Paolo il “camperista fissato con le donne”, Luca allora è simbolo di un concetto un po’ più serio.
Divenuto responsabile acquisti all’interno dell’azienda, il 36enne Luca Nervi non si limita a svolgere il suo impiego che in pratica nemmeno esegue, in quanto impegnato a fare scherzi inutili ma si impegna nel “rompere i maroni alla direzione” come viene citato spesso da lui.
Tra un lancio del Silvano e l’altro insieme al suo amico Paolo, Luca si batte affinché vengano realizzate le richieste dei dipendenti e si evitino soprusi da parte dei piani alti. La sua figura da sindacalista, cosciente dei meccanismi utilizzati per zittire le classi inferiori, è riconducibile al concetto di capitalismo di Marx.

CAPITALISTI E PROLETARI: UN CIRCOLO VIZIOSO BASATO SULLO SFRUTTAMENTO E SUL GUADAGNO
Marx rappresenta uno di quei nomi che quasi tutti abbiamo sentito almeno una volta nella vita. Nato a Treviri nel 1818, Marx è filosofo, economista, sociologo nonché il padre di ciò che Luca Nervi rappresenta, del capitalismo.
Col questo termine si fa riferimento ad un sistema economico che ha come elemento fondamentale, come ci suggerisce la parola stessa, il capitale, investito da chi lo detiene al fine di conseguire un profitto. Impiegati nel lavoro alle dipendenze dei capitalisti sono i proletari, classe nettamente inferiore che, non disponendo di altro, può contare solo sulla propria forza lavoro.
Queste due classi sociali sono state oggetto di studio di Marx, tanto da elaborarci una teoria. Lo studioso parte da concetto di “classe” definendola come: l’insieme degli individui che, in un sistema strutturato, si trovano in una stessa posizione. I membri appartenenti ad una medesima classe sociale sono accomunati dalla possibilità di accesso alle risorse economiche. Solo quando tutti membri diventano coscienti della loro stessa condizione, sviluppando in questo modo una coscienza di classe, quest’ultima allora potrà diventare un soggetto politico ed avanzare cambiamenti.
I soggetti protagonisti della lotta di classe sono:
-proletari: la classe rivoluzionaria per eccellenza in quanto, non essendo stata contaminata dall’inquinamento della proprietà privata e non possedendo atro che la propria forza lavoro, può avanzare un processo innovativo
-capitalisti: classe costituita da coloro che detengono il capitale e lo investono al fine di conseguirne un profitto; sempre per raggiungere tale obbiettivo, sfruttano la classe dei proletari in quanto il loro unico scopo è di incrementare il guadagno.

L’AZIENDA DI “CAMERA CAFE’’” VISTA COME LA CLASSICA FABBRICA DELLA SOCIETA’ CAPITALISTA
In “Camera Cafè”, i personaggi sono impiegati in un’azienda che si occupa della produzione di C-14 ed ogni dipendente svolge un proprio ruolo: Silvano è il contabile, Paolo il responsabile delle vendite, Wanda la stagista. Tutto viene eseguito in maniera molto schematica, non c’è versatilità, non c’è elasticità, ognuno fa ciò per cui è specializzato.
Questo schema potrebbe far apparire ogni lavoratore come una sorta di computer programmato, un robot il cui ruolo è unicamente quello di produrre un qualcosa che si aliena dalla sua persona.
E’ proprio utilizzando questo termine che ci si ricollega al concetto di “alienazione” di Marx ovvero quello stato di estraniazione dell’uomo rispetto a ciò che crea ovvero il suo bene che sarà destinato alla vendita. In questo senso la fabbrica, luogo per eccellenza simbolo dello sfruttamento capitalista, rappresenta un agglomerato di individui la cui attività lavorativa perde della propria vitalità.
Il lavoro invece è il mezzo con cui l’uomo comunica, un modo con cui può affermare il proprio posto nel mondo. Persino la legge italiana, precisamente nell’art.4 definisce il lavoro come un’attività che l’uomo “ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta”.
Tale concezione nella società capitalistica non era affermata, tutti eseguivano la stessa operazione ogni giorno, dal mattino fino alla fine del turno lavorativo. A paragone sembrerebbe meglio buttarsi dal 17esimo piano dell’azienda di Camera Cafè volendo scegliere ma, non essendo possibile per i lavoratori dell’epoca, Marx proponeva nella sua teoria una rivoluzione proletaria. Tale sommossa popolare avrebbe comportato l’intero rovesciamento della società, sarebbe subentrato il socialismo e, come atto finale, il comunismo, caratterizzato dall’assenza di classi sociali.
Nonostante Luca Nervi non abbia avanzato sommosse di questa portata, ha comunque dimostrato che dinanzi ad imprechi come “Vada a lavorare, crrretino!” da parte del dirigente De Marinis, non bisogna mai inclinare il capo, non ci si deve abbassare a tali umiliazioni perché ogni lavoratore deve essere rispettato, in qualità di impiegato e soprattutto in qualità di essere umano.