In Bolivia il popolo invade le strade, il presidente, Evo Morales, è costretto alle dimissioni e fugge in Messico. Cosa sta accadendo? Al di là delle plausibili cause politiche, Hegel ci dà una risposta dialettica, che sussume tutte le altre.

La situazione
Sono migliaia le persone che, in questi giorni, hanno manifestato il loro dissenso per il governo formatosi il 20 di ottobre. A risultare vincitore, con uno scarto del 10% e non pochi sospetti di broglio elettorale, è Evo Morales, leader del Movimiento al Socialismo (MAS). Ininterrottamente al potere ormai dal 2006 (14 anni), Morales aveva ottenuto in estremis il permesso ad un’ulteriore candidatura dalla corte suprema, che vide nella limitazione del numero di mandati consecutivi (prevista dalla costituzione) una violazione dei diritti politici.

La rivolta, il momento negativo
“Nelle epoche in cui la condizione politica è rovesciata , la filosofia trova il suo posto”, se è vero quanto dice Hegel, e io credo che lo sia, è alla filosofia che dobbiamo rivolgerci in questi casi. Lei sola può aiutarci a comprendere e superare i conflitti di questo periodo storico. La filosofia non è pura verità formale, in sé e per sé, ma è Verità solo quando acquista vita nella realtà del mondo e del suo svolgersi. Hegel ci ricorda che il pensiero progredisce trasformando il reale, ma che i cambiamenti storici significativi avvengono bruscamente, sono strappi, in una parola: sono guerre.
La guerra, il puro conflitto, è proprio questo negativo assoluto a mandare avanti la storia. Non ha nemmeno senso parlare di rivoluzionari, rivoltosi. Non sono i singoli individui a decidere il cambiamento, questi si imbattono in trasformazioni già in atto.
La Libertà
Ogni momento della storia è necessario e ragionevole per un solo motivo, perché è un passo in più verso la Libertà. Anche quando sembra prevalere il negativo, anche quando si parla di golpe fascista, lo Spirito Oggettivo indirizza la storia ad un unico fine, la libertà dello Spirito. E in quale luogo può palesarsi questa libertà? Nello stato. Ripercorrendo gli ultimi 15 anni di politica boliviana alla luce della dialettica hegeliana risulta quasi evidente il bisogno di libertà da parte di questo popolo. Morales non è affatto un dittatore, e le statistiche parlano di uno stato in crescita sotto i suoi mandati. Ma, come Hegel ci ha insegnato, non esiste nulla di totalmente buono o totalmente negativo, e ambire ad un ventennio di potere ininterrotto con delle equivoche elezioni non fa di lui un santo. Tra i rivoltosi troviamo avversari politici, esponenti dell’esercito, della polizia e chi semplicemente lotta per la libertà. È tra questi ultimi che immagino di trovare i filosofi, gli eroi delle “Lezioni sulla filosofia della storia“. Quella parte di popolo che, trascinata dal flusso dello Spirito, intuisce il negativo come momento di una dialettica che come fine ultimo ha la Libertà.
Luciano Siviglia