I transessuali sono ancora discriminati? Per Miss Italia loro non possono avere la corona

Una ventiduenne transgender ha vinto la corona di Miss Paesi Bassi, in Italia non sarà possibile lo stesso.

Qualche settimana fa la patron di Miss Italia Patrizia Mirigliani ha ribadito che le giovani transgender non potranno partecipare al concorso di bellezza. La notizia sta facendo il giro del mondo e numerose proteste proseguono in tutto lo stivale.

Una ragazza naturale

A seguito della vittoria come Miss Paesi Bassi della ragazza transgender Rikkie Valerie Kollé, Patrizia Mirigliani ha affermato che nel nostro paese non sarà possibile lo stesso. Infatti, quest’anno è stata negata la possibilità di gareggiare per la corona a due ragazze che hanno affrontato la transizione di genere.

L’imprenditrice ha spiegato che nel regolamento è scritto in modo chiaro che per partecipare al contest, si deve “essere donne fin dalla nascita”. In più, esclude il cambiamento della norma in quanto a suo parere “Per Miss Italia questi non sono i tempi”.

Dopo questa presa di posizione, la comunità LGBTQIA+ ha sollevato non poche proteste. Infatti, numerosi ragazzi transgender, “donne dalla nascita”, si sono iscritti al concorso. La situazione continua ad essere in subbuglio.

In difesa alle accuse, la Mirigliani chiarifica  durante un’intervista come, a costo di sembrare anacronistica, pensare ad un simile cambiamento all’interno del concorso non sia possibile in quanto “ Miss Italia parla […]  della ragazza della porta accanto di oggi, che è quella che studia, quella che lavora, quella che ha interessi e quella a cui il concorso chiede una naturalezza”. A quanto pare, le ragazze transgender abitano in villette isolate prive di vicinato.

Una naturalezza piena di regole

Il dizionario Treccani definisce il concorso di bellezza come “gara che ha lo scopo di eleggere la più bella (che sarà detta reginetta o miss) fra le rappresentanti di una nazione, di una regione, di una città, o di un certo settore dell’industria, del turismo, ecc.”

In accordo con tale definizione, sembra che le reginette vengano elette secondo un unico criterio: la bellezza. Tuttavia, numerosi studi mostrano che in realtà questa visione è incompleta.

In sostanza, prestando attenzione alla storia e alla struttura dei concorsi, si può intuire quanto in realtà il vero giudice dietro la corona sia la cultura. Le contendenti devono rispecchiare l’autenticità, le pratiche e le tradizioni culturali della nazione, comunità o regione nella quale vengono elette.

Infatti, l’accesso a queste competizioni è estremamente regolamentato e di conseguenza, la bellezza naturale a cui tanto si appella la Mirigliani è frutto di numerose e dettagliate regole, criteri e canoni.

Per capire ancora meglio questo concetto, può essere utile analizzare il regolamento di Miss Italia e dare un occhio alla storia di quest’industria.

Una bellezza tutta italiana

Il regolamento di Miss Italia sottoscrive che per partecipare alla gara sia necessario adempiere a 13 specifici requisiti. Alcuni di questi dimostrano come la bellezza, che dovrebbe essere al centro del concorso, non è esattamente il requisito fondamentale.

Si deve essere di nazionalità o cittadinanza italiana, e se da genitori stranieri, risiedere in Italia da almeno 18 anni.”

Le ragazze che si iscrivono al concorso gareggiano per la corona di Miss Italia. Quindi, dopo la vittoria, diventeranno icone di bellezza, almeno per un anno, della nazione. In altre parole, le reginette hanno un alto valore di rappresentanza dell’identità nazionale o etnica della loro comunità.

Ad esempio, nel 1976, l’incoronazione come Miss Mondo della reginetta giamaicana Cindy Breakspeare ha avuto un enorme impatto politico sull’identità dell’ex colonia inglese. La ragazza testimonia infatti come, nonostante sul trofeo di Miss Mondo (un mappamondo in miniatura), la Giamaica non fosse neanche rappresentata, la sua vittoria ha riscattato la nazione. La ragazza, affiancata anche dal compagno Bob Marley, è stata un’importantissima icona per la comunità giamaicana.

Ragazze dallo spirito morale

Un altro prerequisito delle contendenti è quello di “essere di condotta incensurabilee di “non essere implicate in fatti offensivi alla morale comune”. Inoltre, le giovani non devono aver mai “rilasciato pubbliche dichiarazioni di carattere sconveniente o comunque in linea con lo spirito di moralità proprio del Concorso Nazionale di Miss Italia”

In accordo con questi punti, quindi, la bellezza naturale sembra indissolubilmente e inevitabilmente legata ad una moralità.

Queste norme non riguardano unicamente l’Italia ma sono un fenomeno abbastanza diffuso nel mondo dei concorsi di bellezza. Correva l’anno 1973 quando la Miss Mondo Marjorie Wallace è stata detronizzata dopo aver pronunciato pubblicamente le parole “In quanto Miss Mondo posso portare a letto ogni uomo che voglio”. Inoltre, nel 2002, il sito web di Miss Universo descrive la Miss dell’anno Justine Pasek, come donna con “apparenze da supermodella e una personalità umile indicativa della bellezza del nuovo millennio”. Sembra quindi che un comportamento consono debba necessariamente accompagnare la bellezza estetica.

Corpi mai del tutto scoperti

Un ultimo punto su cui vorrei soffermarmi è quello del materiale pornografico. Il regolamento vieta alle ragazze di aver partecipato “neppure come figurante o comparsa, a film, spettacoli o rappresentazioni in genere di carattere pornografico o scabroso; inoltre, “non essere state mai ritratte per propria volontà […] in pose di nudo, o in ogni caso sconvenienti”;

Ancora una volta, questi punti sono comuni nel settore. Nel 1980 l’appena incoronata Miss Mondo Helen Morgan, dopo 18 ore ha lasciato la corona. Il motivo, venuto alla luce poco tempo dopo, è che aveva posato nuda per servizi fotografici. Inoltre, nel 1984, Miss America Vanessa Williams è stata forzata a lasciare il titolo dopo che la rivista erotica Penthouse aveva dichiarato che avrebbe pubblicato delle sue foto nuda.

La ragazza della porta accanto

In conclusione, come si può notare dai precedenti paragrafi, per diventare miss non si deve essere solamente belle. Per aggiudicarsi il titolo di reginetta di bellezza si deve essere patriottiche, non offendere la morale comune, essere umili e mai sconvenienti.

Queste norme sono ben definite ed esempi in tutto il mondo, risalenti a venti, quaranta e cinquant’anni fa testimoniano il loro funzionamento. Ed inoltre, come ci spiega Patrizia Mirigliani, cambiare tale regolamento non è possibile in quanto “Per Miss Italia questi non sono i tempi”, non sarebbe coerente con l’epoca in cui viviamo.

L’imprenditrice infatti ci spiega come le nostre vicine, le ragazze che vivono accanto alle nostre porte, studiano, lavorano ed hanno interessi. Queste giovani sono naturali. Ed infatti, così come venti, quaranta, cinquant’anni fa, ciò che rende naturalmente belle le donne italiane è la moralità, la compostezza e l’assoluta incensurabilità del loro comportamento. E tale condotta, così come il loro genere, non è soggetta ad alcun cambiamento o transizione.

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