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I ritratti contemporanei di Masaccio: dal rinascimento alle avanguardie del 1900

La nuova mostra di Natalia Goncharova porta le avanguardie a Firenze: la città del Rinascimento si accosta in questo periodo allo sperimentalismo dell’avanguardia russa.

N. Goncharova (fonte Pinterest)

Così come i più grandi artisti rinascimentali studiavano le arti, l’artista russa non si limitava alla pittura: incisioni, scenografie e abiti per i famosi balletti di Diaghilev per giungere alla prima performance ante litteram della storia per le vie di Mosca. Figura carismatica e rivoluzionaria, N. Goncharova è celebrata nella casa di una delle prime avanguardie della storia, capace di mutare radicalmente la condizione dell’uomo e delle arti: il Rinascimento.

Firenze contemporanea

La storica residenza di Palazzo Strozzi ospita in questo periodo di festa una mostra unica e senza precedenti: la raccolta di opere- quadri, incisioni, abiti- testimonia l’opera di Natalia Goncharova, artista russa protagonista della scena avanguardista europea di inizio 1900.  L’esposizione, curata da L. Sebregondi, M. Gale e N. Sidlina, ripercorre la carriera dell’artista dalla formazione alle opere di punta passando per i punti di riferimento culturali usati come modello: Gauguin, Matisse, Picasso e Boccioni. 

Presentando tutte le sperimentazioni, le opere si susseguono testimoniando il suo attaccamento alle tradizioni locali e alle usanze tipiche russe, figurate secondo diversi stili nel periodo di punta del cubismo, del futurismo e dei fauves, che convergeranno nel raggismo tipicamente russo, elaborato con il compagno M. Larionov. Figura poliedrica e anticonformista, N. Goncharova ha rivoluzionato l’idea di arte: prima donna a rappresentare dei nudi femminili, e per questo censurata, costretta ad espatriare per poter proseguire le sue ricerche artistiche, ha un’importanza particolare in questa città, considerata tradizionalmente classica ma che in realtà possiede molti elementi che hanno anticipato caratteri sviluppati poi dai movimenti contemporanei.

La rivoluzione umanistica avvenuta nel 1400 ha operato in proporzione una rivoluzione simile a quella delle avanguardie, conquistando linguaggi nuovi e concedendo dignità a cose fino a prima considerate secondarie: gli artisti rinascimentali studiano dal vero, e nell’ambito dell’avanguardia compare il Manifesto del tattilismo, segno dell’emancipazione del sentire; viene ripresa la tecnica pittorica compendiaria greca caratterizzata da grosse pennellate e successivamente i macchiaioli e i divisionisti estendono questo concetto raggiungendo ben noti risultati. Le scoperte prospettiche permettono agli artisti di riprodurre lo spazio tridimensionale su una tavola, e seicento anni dopo l’artista sintetizzata così tanto il concetto di pittura da esporre una tela bianca.

N. Goncharova con altri artisti (tra cui M. Larionov, suo compagno di vita)

Firenze rinascimentale

Se Donatello è stato lo scultore di riferimento del periodo, così come Brunelleschi per l’architettura, nella tradizione pittorica italiana Masaccio è da considerare un innovatore al pari dei due. Sfruttando l’eredità che Giotto lascia nella Cappella Degli Scrovegni, il precoce artista fiorentino opera un rapido sviluppo del proprio linguaggio divenuto così ricco e caro che alla sua inaspettata morte, a circa 27 anni, anche Brunelleschi ne è addolorato.

Nato nei pressi di Firenze nel 1401, in pochi anni realizza opere come Sant’Anna metterza, in collaborazione con Masolino, Il Polittico di Pisa e gli affreschi nella Capella Brancacci a Firenze, opere che impressionarono al tal punto Giorgio Vasari da dedicargli pagine e pagine delle sue Vite. La sua pittura non solo ha il merito di inserire molti riferimenti architettonici fiorentini e rinascimentali, ma conquista per la prima volta nella storia lo spazio prospettico della superficie pittorica. L’uso di più piani prospettici rende le sue opere impressionanti: nessun corpo aveva mai assunto così tanto volume da sembrar cosa viva. Nella sua ultima e forse più complessa opera, La Trinità della Basilica di Santa Maria Novella, i piani prospettici diventano molteplici e lo stesso Brunelleschi collabora nel definire al meglio l’architettura che più che affrescata sembra effettivamente costruita nel muro. La sua spontaneità di movimento e la consistenza dei corpi lo rendono uno dei pittori più importanti di tutto il quattrocento europeo, la cui opera è stata interrotta solo dalla precoce morte.

Uno dei tanti affreschi presenti nella Cappella Brancacci riporta la cacciata di Adamo ed Eva del paradiso terrestre: oltre all’attenzione alla corporeità delle figure risalta la drammaticità che l’artista ha infuso alla scena. Adamo si copre il viso sopraffatto dalla vergogna, mentre Eva accortasi della sua nudità scopre il viso per coprire i seni e il pube. È proprio il viso scoperto della donna e la sua drammatica deformazione che trasportano l’opera nelle più contemporanee esperienze delle avanguardie del 1900.

Cappella Brancacci, Masaccio, particolare della Cacciata di Adamo ed Eva

Affreschi contemporanei

Le avanguardie artistiche europee di inizio secolo sono state fondamentali per la rinascita di un’arte ormai priva di stimoli. Il barocco, il rococò e il neoclassicismo, nonostante i grandiosi prodotti, avevano saturato le esperienze artistiche riproponendo sempre gli stessi temi con i rigidi canoni imposti delle Accademie. Il romanticismo scardina questa tendenza, estesa dal realismo e resa quotidiana dall’impressionismo con i loro quadri fugaci di scorci all’area aperta. Tutto ciò prepara la strada ad un salto che si concretizza proprio con il finire del 1800 e l’affermarsi delle nuove tendenze artistiche, inizialmente ostracizzate da ogni manifestazione artistica ma divenute in breve l’arte principale e sopratutto più fertile di stimoli.

Osservando il particolare del viso di Eva dell’affresco di Masaccio la prima cosa che viene in mente è il tratto di Munch, del suo Urlo straziante nell’allucinato paesaggio che sembra sciogliersi in colori acidi. È proprio la nuova tendenza a rendere umani i soggetti dei suoi affreschi che rende Masaccio così vicino ai più recenti espressionisti; Il dolore misto alla vergogna provato da Eva modifica il suo volto che perde i riferimenti anatomici ma assume una carica espressiva assolutamente nuova, riproposta da Donatello nella Maddalena e dai maestri europei quali Ensor, Picasso, Kirchner, Kokoschka.
Lo sforzo operato da Masaccio, così come quello degli artisti appena citati, non è da sottovalutare: bisogna sempre considerare le tradizioni figurative precedenti. Masaccio si emancipava dai canoni del gotico internazionale che imponevano visi neutri e trasognanti, ma sopratutto si sottoponeva al giudizio dei committenti e della Chiesa, che dettava ugualmente le linee guida della rappresentazione. E’ notevole dunque riconoscere nel viso di Eva uno straziante dolore esattamente come è entusiasmante vedere le figure quasi fluttuanti di Munch anticipate solo parzialmente da Van Gogh e dalla sua intera vita.

E. Munch- Urlo

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