I Rage Against the Machine e la dissonanza cognitiva come provocazione

Tom Morello, chitarrista dei Rage Against the Machine, è rimasto sconcertato dall’atteggiamento di alcuni fan nei confronti della sua musica.
Così, ha lanciato loro una sottile ma brillante provocazione: “Dovrebbero mettersi a cercare ‘dissonanza cognitiva’ su Google”. 

Qual è stato l’atteggiamento dei fan che ha attirato l’attenzione del cantante? E perché mai una dichiarazione del genere dovrebbe essere una provocazione?
Vediamo quali sono le risposte ad entrambe le domande.

I membri della band: da sinistra Zack de la rocha, brad wilk, tim commerford, Tom morello

“Non sei nero”

Tom Morello, chitarrista della band rap-metal Rage Against the Machine, ha da poco rilasciato un’intervista al Rolling Stone Us. Nell’articolo pubblicato sulla rivista si trovano vari argomenti di cui il cantante afroamericano ha parlato, dal nuovo libro fotografico sulla sua carriera, al futuro della chitarra elettrica nella musica. Ma un argomento in particolare l’ha fatto scaldare.
Morello ha raccontato che quando menziona nei social di essere afroamericano alcuni fan “freak the fuck out”, cioè vanno letteralmente fuori di testa. Il motivo? Sarebbe inconcepibile che una band rap-metal sia radicale e di sinistra, per di più con un chitarrista di colore. Invece i Rage Against the Machine sono questo e lo sono sempre stati.
Morello prende di mira anche un fan non da poco, l’ex speaker della Camera degli Usa Paul Ryan. Il cantante afferma che “quello stronzo conservatore di Paul Ryan si vantava di essere un fan dei Rage Against the Machine”, band la cui musica va però in tutt’altra direzione di valori.

Per alcuni fan dei RATM è inconcepibile che una band rap-metal sia radicale, di sinistra e con un chitarrista di colore (Photo by Scott Dudelson)

La dissonanza cognitiva

Quando i nostri valori, le emozioni e i comportamenti sono in accordo tra loro si crea quella che gli psicologi chiamano coerenza cognitiva. Questo stato è ottimale per la coscienza, perché sentiamo che il nostro comportamento riflette in maniera autentica ciò in cui crediamo.
Può però capitare che il comportamento di una persona non rifletta esattamente le sue ideologie, proprio come intendeva Morello riferendosi a quei fan di orientamento conservatore che ascoltano e apprezzano la sua musica di sinistra.
Ecco allora spiegato il significato di dissonanza cognitiva: un’incoerenza tra atteggiamenti e comportamenti, come una sorta di ipocrisia.
La dissonanza cognitiva nasce da alcune condizioni necessarie:

  • La libera scelta: la persona è costretta ad assumersi le responsabilità della dissonanza se non esistono condizioni esterne che possono essere usate come giustificazione
  • Impatto della dissonanza: se l’incoerenza riguarda aspetti importanti della nostra vita, avremo conseguenze emotive più forti
  • Mancata consapevolezza: la dissonanza cognitiva si verifica soprattutto se non ne siamo consapevoli. In caso contrario ci renderemmo conto dell’incoerenza, correndo ai ripari.
La dissonanza cognitiva è un’incoerenza tra atteggiamento e comportamento (fonte: learning-mind.com)

Le reazioni alla dissonanza cognitiva

Quando ci rendiamo conto di essere responsabili di una dissonanza cognitiva, avvertiamo una sensazione di disagio: dopotutto, gli incoerenti non sono ben visti da nessuno. L’immediata reazione è quella di cercare di ridurre questo disagio, utilizzando diverse strategie.
Si può scegliere di cambiare il proprio comportamento e adattarlo a ciò in cui si crede veramente. Ad esempio, un fan dei RATM di estrema destra potrebbe decidere di smettere di ascoltare la loro musica. In alternativa, potrebbe modificare il suo pensiero e renderlo congruente al comportamento manifesto: in questo caso, il suddetto fan cambierebbe orientamento politico, continuando ad ascoltare la musica della band.
Una gettonata alternativa per ridurre la dissonanza cognitiva è quella di trovare una giustificazione: “Anche se sono di destra, ascolto i RATM per la base musicale, non per i testi”.

Dunque, anche se apparentemente la dissonanza cognitiva s’insinua tra i fan dei Rage Against the Machine, Tom Morello rassicura che “tutti i fan sono i benvenuti. E non c’è un test politico da passare per ascoltare o apprezzare le nostre canzoni, perché so che la musica può redimerti e cambiare la vita.”

2 thoughts on “I Rage Against the Machine e la dissonanza cognitiva come provocazione

  1. Questo box viene dopo così tanta pubblicità che non so se sto commentando l’articolo o lo spot del panino qua sopra.
    Volevo solo puntualizzare che Tom Morello, pur essendo indubbiamente l’elemento più carismatico della band, non ne era il frontman cantante.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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