Il protagonista delle serie tv Dexter potrebbe rappresentare perfettamente un soggetto con un disturbo di personalità. Quali solo le sue caratteristiche?

Dexter è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2006 al 2013. La prima stagione è basata sul romanzo La mano sinistra di Dio di Jeff Lindsay. La storia ruota intorno alle vicende del protagonista Dexter Morgan, all’apparenza un tranquillo e metodico tecnico della polizia scientifica di Miami, in realtà un feroce e spietato serial killer. Ciò probabilmente è scaturito dalle vari traumi e turbe che ha subito quando era bambino. Vi è, però, una peculiarità nel suo modus operandi, Dexter segue infatti un rigoroso codice. Codice impartitogli dal padre per risparmiargli la pena capitale e nel contempo per riuscire a incanalare “positivamente” e sfogare le sue pulsioni. Le vittime scelte dal nostro killer sono infatti criminali sfuggiti alla giustizia. Egli studia meticolosamente il fascicolo delle possibili vittime, decidendo di ucciderle solo nel momento in cui è sicuro della loro colpa.
Dexter Morgan
A Dexter potrebbe essere diagnostica un disturbo antisociale di personalità. Tale disturbo rientra nei disturbi di personalità, in particolare nel Cluster B dove vi è un grande coinvolgimento della dimensione cognitiva e una compromissione nel funzionamento del sé e interpersonale. Le caratteristiche principali sono: la presenza di comportamenti socialmente irresponsabili o violenti che riflettono l’inosservanza dei diritti altrui e l’assenza di regole morali e sentimenti, quali la colpa, il rimorso, la lealtà, ecc. Le caratteristiche psicopatologiche nucleari invece sono l’impulsività, l’irritabilità e l’aggressività. Le manifestazioni raggiungono l’acme in adolescenza per poi declinare nell’età senile. Inoltre vi è la possibilità di specificare eventuali caratteristiche psicopatiche. Tale variante è caratterizzata dalla mancanza di ansia e paura, che conferiscono al soggetto un’elevata immunità allo stress, e per uno stile interpersonale assertivo e dominante. Sul piano terapeutico le attuali linee guida prevedono l’integrazione di psicoterapie individuali, trattamenti farmacologici, attività occupazionali, riabilitative, interventi psicosociali nell’ambiente e nella famiglia.

Julia Trifiletti

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