I 4 consigli di Ovidio per godere dell’amore o dimenticare le pene che ti procura

I piaceri dell’amore sono sempre gli stessi dalla notte dei tempi. Scrittori e artisti di ogni genere spesso ce ne parlano, ma uno in particolare è noto per averci fornito, più di duemila anni fa, istruzioni non solo su come sedurre e farci amare, ma anche su come liberarci dagli amori infelici.

Publio Ovidio Nasone, nato nel 43 a.C., viene studiato in letteratura latina per alcune delle sue opere come le Metamorfosi o le Heroides. Tra i suoi vari componimenti, alcuni hanno come oggetto l’amore, a volte preso in esame come passione e divertimento, altre volte come una grave malattia da cui guarire.

Il poeta veste i panni di un maestro saggio, ormai esperto e obiettivo sul tema per fornire dei precetti d’amore in base alle sue esperienze precedenti. Uno degli scopi di questi ”manuali” è quello di fornire delle ”regole precise d’azione”, istruire i giovani, consigliarli e consolarli nelle varie questioni sentimentali in cui serve abilità, passione e furbizia. L’amore viene trattato come un fenomeno scientifico e con un lessico così specifico da sembrare ironico.

Già dai titoli è facile capire il loro fine, le 3 opere sono: l’Arte di amare, i Rimedi contro l’amore e i Rimedi per la bellezza delle donne.

1. Tecniche di conquista e seduzione

Ovidio suggerisce strategie di approccio alla donna: farle molti regali, scriverle lettere d’amore, curare molto l’aspetto della persona per gli appuntamenti, scegliere luoghi adatti, avere atteggiamenti espliciti come baci e carezze… Ma questo non basta, bisogna avere anche molta fiducia in sé stessi perché l’autore ci dice chiaramente che ”soltanto chi conoscerà se stesso sarà in grado di amare saviamente, ed ogni impresa saprà commisurare alle sue forze”. Bisogna avere una sicurezza tale da sapersi imporre in quel modo che può risultare gradito alla donna.

Inoltre, specifica che per riuscire nella conquista, è bene essere gentili anche con la sua ancella che può diventare complice dell’amante. Ma consiglia di non far innamorare anche lei, o meglio, non prima di aver conquistato ”la sua padrona”.

” Ma pure se costei, quando messaggi porta e riceve, non per il suo zelo solo ma per il corpo anche ti piace, prima tu fa’ di aver la sua padrona, poi l’ancella si aggiunga: non da questa tu devi cominciare l’opera d’amore”

2. Il sesso femminile

Le ragazze devono essere istruite e intelligenti, è necessario che sappiano riconoscere i vari tipi di relazione e i diversi intenti degli amanti per sviare inutili inganni. Devono conoscere quali sono i piaceri che l’amore permette loro di godere e interessarsi alle tecniche di conquista. Inoltre, deve essere concessa loro la possibilità di farsi belle per correggere i difetti e mettere in evidenza ciò che può renderle attraenti.  Infatti, Ovidio va contro i principi del tempo che esaltavano la grazia di un corpo naturale in opposizione ad una ”bellezza ingannevole”, proponendo la cura di sé come una pratica positiva. L’uso dei cosmetici e dei vari rimedi deve però essere fatta in segreto, gli uomini potrebbero non capire o addirittura essere disgustati dai più bizzarri trattamenti del corpo.

3. Un amore duraturo

Dopo aver conquistato la persona scelta, per mantenere vivo l’amore è necessario essere premurosi e obbedienti, trasformare i suoi difetti in pregi. Infatti, nell’Arte di Amare scrive: ”se dolce ella non è né all’ardor tuo abbastanza arrendevole, sopporta e pazienta: poi si addolcirà”. È bene lodarla per farle credere, in ogni caso, di essere estasiato dalla sua bellezza, anche se ‘‘ella è tutt’oro a te? A te è più preziosa sia pur dell’oro.”

Inoltre, bisogna condividere molti momenti con lei ma anche separarsi per qualche tempo per far nascere interesse e gelosia, quest’ultima deve alludere all’infedeltà ma mai darne prova e l’offesa dalla donna deve durar poco per non far in modo che diventi ira.

Consiglia di non usare la magia e non farsi illudere da falsi rimedi perché a poco servono quando in gioco c’è l‘amore, piuttosto suggerisce di non curare solo l’aspetto, che con il tempo va via, ma di acculturarsi per rendersi interessanti agli occhi dell’amata.

4. Quando e come dimenticare l’amato

Ovidio si pone come poeta-medico e ci parla di vere e proprie terapie da mettere in atto per alleviare il ”dolore”.  Consiglia all’amante di intervenire prima che il sentimento diventi troppo forte per farne a meno. Infatti, l’amore coincide con la malattia quando non è un amore galante, ma è una passione così coinvolgente e totale da diventare inevitabilmente fissazione e provocare sofferenze, a volte tali da generare anche la morte come il suicidio.

Per liberarsi dall’amore è necessario tenersi occupato in varie attività come pesca, caccia, agricoltura o dedicarsi alla vita politica. Per non ammalarsi di nuovo è strettamente indispensabile dimenticare l’amato e per farlo occorre fare viaggi per essere distanti e aprirsi ad altre relazioni amorose per soffocare la passione precedente. Bisogna eliminare ogni traccia della storia, come lettere o ricordi, per non cadere nella tristezza e nella voglia di tornare assieme. È utile allontanare l’ozio, ma senza dedicarsi ad attività (come leggere poesie erotiche) che possano far tornare la passione. L’unico modo per dimenticarsi un amore è allontanarlo in ogni modo possibile, soprattutto dai nostri pensieri!

Ovidio nel suo poema, rivolgendosi agli innamorati, scrive:

”Chi ama ciò che gli piace amare, si consumi contento; continui a godere […] ma se esiste qualcuno che non sopporti la tirannia di un’amante immeritevole, non si strugga: sperimenti la validità dei miei precetti […].  Colui che è destinato a morire di sventurato amore […] rinunci”.

È facile notare quanto un’opera così antica risulti attuale. Studiare i classici può farci capire che l’amore, come la passione, la gelosia o il dolore per una persona amata, resta immutato nel corso dei secoli. Anche un uomo vissuto due millenni fa, può fornirci una guida valida per i problemi d’amore che, a quanto pare, non cambiano mai!

 

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