Il Superuovo

I 7 ambiti delle neuroscienze sociali: scopriamo come studiare insieme economia, politica e neuropsicologia

I 7 ambiti delle neuroscienze sociali: scopriamo come studiare insieme economia, politica e neuropsicologia

Unire gli studi sulle neuroscienze a campi tipicamente sociali come l’economia, la psicoterapia o il diritto sta prendendo sempre più piede. 

Sono molte le posizioni su questo tema. Questo perchè il dibattito è piuttosto acceso sulle possibilità o meno che i correlati neurali possano aggiungere conoscienza sulle dinamiche sociali.

Le neuroscienze, per definizione plurali, hanno sempre attinto a discipline diverse come la biologia, la fisica o l’ingegneria.

Aggiungere studi sui fenomeni sociali è il compito che si sono presi molti ricercatori e i temi non sono certo pochi! Vediamoli insieme.

La Neuropsicoterapia

Chi ha studiato bene Freud sa perfettamente che il fondatore della psicoanalisi fosse un neurologo. Difatti inizialmente propose, con una teoria rudimentale e alquanto bizzarra, di suddividere i neuroni in sistemi phi (φ), psi (Ψ) e omega(ω) attribuendo ad ognuno un significato psicologico. Fu lo stesso Freud a confutare la sua teoria, dichiarando di non avere ancora i mezzi per poter collegare gli studi neurologici a quelli della sua psicoanalisi, ma auspicando un futuro in cui questo sarebbe stato possibile.

Siamo ancora lontani da comprendere meccanismi come la negazione o la rimozione, tuttavia, per quanto riguarda l’ipnosi per esempio, ci sono numerosi studi che hanno rilevato attivazioni celebrali degne di nota. Il più famoso esponente di questa disciplina è stato il premio nobel Eric Kandel, il quale si è soffermato sugli studi neurologici della memoria.

La disciplina, più esattamente chiamata neuropsicoanalisi perchè si sofferma prevalentemente sui meccanismi della psicologia freudiana tralasciando in grande parte le altre scuole di pensiero, si occupa di studiare:

  • gli stati di coscenza
  • i sogni (approfonditi in particolare da Solms)
  • la relazione tra emozioni e ragione
  • la confabulazione e i deliri
  • le false memorie
  • e le risposte implicite (o più psicoanaliticamente parlando, inconsce).

Da notare come tutti questi campi sono collegati quasi esclusivamente alla psicoanalisi di Freud.

Lo studio più interessante sulle dinamiche sociali attraverso le neuroscienze è lo IAT, che ha studiato le associazioni implicite del razzismo etnico e di genere.

La Neuroeconomia: Allargando le frontiere della Psicologia ⋆ Angolo della Psicologia

La Neuroeconomia

Molto più longeva della neuropsicoanalisi, sono già diversi anni che i ricercatori si sono soffermati sulla componente neurologica delle scelte di acquisto. Esattamente vent’anni fa Daniel Kahneman, grazie anche agli studi con Amos Tversky morto nel 1996, ha ricevuto il premio Nobel per l’economia per gli studi sulle euristiche e sui bias legati alle scelte di acquisto. In merito ha scritto scrivendo nel 2012 il libro “Pensieri lenti, pensieri veloci” (che consiglio caldamente perchè di facile comprensione anche a chi non è del mestiere).

È stato più facile studiare l’economia rispetto alla psicoanalisi per i ricercatori, un po’ per i fondi a disposizione che sicuramente sono di gran lunga superiori visto che si concentrano sul miglioramento della macchina economica, e un po’ perchè le decisioni economiche portano sempre a guadagni e a perdite chiaramente osservabili e questo aiuta notevolmente i ricercatori nell’esclusione di variabili esterne.

Lo studio più famoso è l’Iowa Gambling Task, il quale si sofferma prevalentemente sulla propensione al rischio e sulla dinamica del gioco d’azzardo. Tuttavia ci sono numerosi altri studi, per esempio l’Ultimatum game, che superano quanto scoperto con il test appena descritto, inserendo variabili come la giustizia sociale.

Piazza della Signoria a Firenze

La Neuroestetica

Questo campo delle neuroscienze studia come noi percepiamo la bellezza delle cose (o delle persone) e allo stesso tempo come siamo capaci di creare qualcosa che susciti “bellezza” negli altri. Tra gli studi più importanti abbiamo quelli di Zeki che correla l’arte con l’organizzazione del sistema visivo. Questo studio osserva come certe forme siano più facilmente percepibili e come il nostro cervello le discrimini da altre meno “facili” e quindi meno attraenti.

La neurostetica studia anche altri campi artistici come la musica, la scultura e la danza.

Nello specifico si pone l’obbiettivo di esplorare la capacità di creare oggetti che possono provocare emozioni estetiche e la capacità di provare tali emozioni di fronte a creazioni artistiche.

Quello che osserva maggiormente è l’attivazione delle aree cerebrali durante esperienze estetiche e i cambiamenti sul giudizio estetico dopo lesioni cerebrali con diversa localizzazione. Questo ambito è molto molto giovane (come la neuropsicoanalisi) e per questo si sta esplorando ancora liberamente.

Il dilemma del carrello. E tu cosa scegli? - La Testata Magazine

La Neuroetica

L’etica, come branca della filosofia chiamata anche filosofia morale, studia i fondamenti che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o cattivi secondo un ideale modello comportamentale.

Nel campo delle neuroscienze sociali bisogna distinguere due branche riguardo all’etica: l’etica delle neuroscienze e le neurosciende dell’etica.

L’etica delle neuroscienze serve a regolare la ricerca psicologica e neurologica a favore delle persone che sono sottoposte a esperimenti. Questo riguarda la condivisione dettagliata dei passaggi e dei criteri della ricerca alle persone oggetto di esperimenti, il trattamento dei dati, la garanzia dell’anonimato, ecc… Sono le procedure necessarie perchè una ricerca scientifica venga validata, e per questo esiste una vera e propria commissione etica o comitato etico.

Le neuroscienze dell’etica, invece, studiano per esempio i dilemmi morali e i conseguenti correlati biologici annessi alle scelte etiche. Nel contesto del cervello sociale, la corteccia cingolata anteriore è particolarmente nota in quelli che vengono chiamati i dilemmi morali, in cui la persona è chiamata a decidere come comportarsi in una situazione di paradosso. Quando ci si trova a prendere una decisione di paradosso morale, un paziente con lesione alla corteccia cingolata risponderebbe in maniera puramente logica, senza considerazioni di tipo morale. Il dilemma morale più studiato e famoso è il Dilemma del treno.

Altro campo di azione sono gli aspetti degli effetti collaterali dei farmaci e la conseguente scelta etica della somministrazione di un farmaco o di un altro.

Il Neurodiritto: portare le Neuroscienze in Tribunale? - Valerio Rosso

Il Neurodiritto

In questo caso gli studi e gli ambiti di ricerca sono molteplici.

Il primo tra tutti gli studi delle neuroscienze sociali in tema di diritto è lo studio delle evidenze giuridiche ammissibili durante un processo penale.

Un secondo campo molto in voga è lo studio dei testimoni oculari. L’obiettivo di questi studi è il meccanismo di modificazione del ricordo quando lo si esponde (specie se ripetutamente nel tempo).

La valutazione di infermità mentale, soprattutto di base neuropsicologica, è quello più legato alla medicina e, di conseguenza, quello con più sovvenzioni e studi a supporto.

Infine la capacità decisionale studiata dalla neuroetica prende anche il neurodiritto in quanto, per esempio, una persona anziana o con un deficit permamente causato da un evento traumatico può richiedere l’intervento di un tutore o di un amministratore di sostegno. Questi protocolli devono sempre essere approvati da un giudice e molto spesso i tutori e gli amministratori di sostegno di professione fanno gli avvocati. A tale scopo la figura dell’amministratore di sostegno ha la delega esclusivamente per le capacità in cui l’individuo è deficitario e non per tutte come il tutore.

Altri ambiti sono quello del diritto sanitario, il diritto ereditario o successorio e il diritto finanziario.

Neuroscienze e Pensiero Politico - Annamaria Testa

La Neuropolitica

Questo campo delle neuroscienze si occupa di studiare i correlati cerebrali delle preferenze, degli orientamenti e dei comportamenti politici. Inoltre studia l’adesione a partiti o alle colazioni, alla partecipazione alle manifestazioni e alla decisione di voto.

Uno dei paradigmi sperimentali più utilizzati è il “meccanismo dell’attenzione congiunta“. Quando orientiamo lo sguardo verso una persona e questa mira un punto indefinito nello spazio automaticamente ci viene da guardare nella medesima direzione. Questo meccanismo risulta più forte e più veloce quanto più la persona è vicina e quanto più ha un ruolo di leader nei nostri confronti.

Sembra che per quanto riguarda i partiti di destra questo meccanismo sia ancora più forte rispetto agli altri partiti.

Altro studio riguarda le attivazioni cerebrali di persone mentre osservano il volto del candidato favorevole e di quello opposto alla preferenza espressa. Si è visto come per i primi c’è una maggiore attivazione dell’insula (empatia tra le altre funzioni) mentre per i secondi dell’amigdala.

 

Neuroeducazione: apprendimento basato sulla neuroscienza - yes, therapy helps!

Neuroeducazione e altri ambiti meno studiati delle neuroscienze sociali

Ultimo grande ambito di studi delle neuroscienze sociali è la neuroeducazione.

Questa studia prevalentemente la plasticità sinaptica ovvero come le reti neuronali cambiano in base all’esperienza. Altro campo di studi è l’apprendimento per imitazione che include gli studi sui neuroni specchio (Rizzolatti) e quelli sui sistemi di apprendimento pre-cognitivi.

Altri ambiti meno studiati sono la neurofilosofia, la neuroarchitettura e la neuroteologia (la quale studia gli aspetti mistici e spirituali dal punto di vista neurologico).

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: