Il Superuovo

È possibile un Papa senza palle? Scopriamo, tra film e leggenda, la storia della Papessa

È possibile un Papa senza palle? Scopriamo, tra film e leggenda, la storia della Papessa

“Testiculos qui non habet Papa esse non posset“ scrive Francesco Sorrentino nella sua “Prova di virilità”, ma perchè è stato proprio necessario specificare qualcosa di così ovvio? La risposta è nella storia della Papessa.

Che sia una semplice leggenda o meno non ci è dato saperlo, sappiamo peró che la storia di Papa Giovanna ha incantato autori e registi, che hanno dato voce a questa donna che altrimenti sarebbe andato dimenticato.
Oggi ve la raccontiamo cercando di fare un excursus sulla vita di Giovanni Anglicus.

 

Una donna al potere


Se c’è qualcosa che il clero, soprattutto quello medievale, teme più di ogni altra cosa al mondo, queste sono le donne, e se una donna in quanto tale già di per sé incute non poco timore, una donna intelligente, risoluta e colta terrorizza a dir poco.

Così, tra versetti biblici interpretati male, ignoranza, e la giusta dose di misoginia che non guasta mai, il clero è stato fin da subito concorde nell’affermare un dogma indiscutibile: le donne non possono guidare la Chiesa.

La storia peró è burlona, è così, leggenda o realtà che sia, arriva fino a noi il racconto di un papa donna, anzi, di una papessa (col suffisso in -essa che, ricordiamolo, nasce con uso dispregiativo), pare che il suo nome fosse Giovanna, e che i documenti attribuiti al suo pontificato siano stati eliminati per cancellarne la memoria, ma la Chiesa, tra un’indulgenza e un’eresia, ha tralasciato qualche piccolezza, che, tramandata nella storia, ha fatto sì che si creasse il mito di questa giovane donna che ha conquistato il Soglio pontificio.

Cerchiamo quindi, tra leggenda e cinematografia, di ricostruire il racconto della vita di Papa Giovanna.

 

Il film

 

Il film “La papessa”, uscito nel 2009 con la regia di Sönke Wortmann, racconta la storia (più o meno romanzata) di Giovanna fin dalla tenera infanzia.

Nata da madre pagana e da padre cattolico, Giovanna si dimostra da subito una figlia disobbediente al buon costume suo tempo, che passa le giornate a osservare il mondo con estrema curiosità, studiando insieme ai fratelli, seppur di nascosto dal padre violento, che non perde occasione per abusare della madre e della piccola (n.d.a. perchè si sa insomma che, se è vero, come è vero, che Dio ama tutti gli uomini allo stesso modo, è anche vero che ama, appunto, gli uomini e non le donne, di cui l’uomo è padrone e puó disporre a suo piacimento, e tante altre belle convinzioni che il cattolicesimo ha trasmesso a ognuno di noi come la peggiore delle pesti).

Arriviamo alla svolta: Giovanna riesce a scappare di casa, e dopo varie peregrinazioni, capisce che nessuno apprezzerá mai il suo talento in quanto donna, ragion per cui decide di fingersi uomo ed entrare a far parte di un’abbazia benedettina con il nome di Giovanni Anglicus, riuscendo finalmente a predicare la Bibbia e usare le sue conoscenze mediche per aiutare i più bisognosi.

Nel suo lungo peregrinare Giovanna arriva a Roma, dove guarirà Papa Leone IV e diventerà suo consigliere, fino a diventare Papa col nome di Giovanni VIII, seppur con l’antipatia del suo rivale alla gara per il Soglio pontificio: Anastasio.

 

Ma si sa che dove puó l’amore semina discordie, e Giovanna non è immune al fascino di Gerold, da cui finirà per aspettare un figlio.

La vicenda si conclude tristemente: durante la processione pasquale Gerold sfida a duello dei detrattori di Giovanna, e in questa sua ultima battaglia perde la vita, Giovanna per il dolore ha un aborto e muore anche lei a sua volta.

wikipedia.org

Dopo vari anni Anastasio scriverà una cronaca papale in cui non includerá l’operato di Giovanna, facendo sì che il suo pontificato venisse dimenticato.

 

Tra leggenda e fonti

 

Quanto abbiamo ricevuto dalle fonti è estremamente inferiore rispetto a ció che riportano il romanzo di Donna Woolfolk Cross e il film; ció che peró ci fa credere nella leggenda è una buon numero di fonti che la riporta, a partire dalla prima cronaca (1240) che attesta la vicenda, ad opera domenicano Giovanni di Metz, seppur con finali diversi: talvolta l’inganno di Giovanna viene scoperto e lei viene lapidata; talvolta muore di parto; talvolta viene rinchiusa in convento dopo essere stata smascherata.

 

wikipedia.org

Ció che sappiamo per certo è che nel 1500 circa si diffuse la voce che il Papa venisse sottoposto a una prova di virilità una volta assunto il suo ruolo (pratica insolita e anche immotivata qualora non si fosse temuto il ritorno di una donna), come ci racconta Felix Hamerlin nel suo “De nobilitate et rusticitate Dialogus”:

 

“E allo scopo di dimostrare il suo valore, i suoi testicoli e la sua verga vengono tastati dai presenti più giovani, come testimonianza del suo sesso maschile. Quando questo viene determinato, la persona che li ha tastati urla a gran voce: “Virgam et testiculos habet” e tutti gli ecclesiastici rispondono: “Deo gratias!”. Quindi procedono alla gioiosa consacrazione del papa eletto.”

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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