11/09/2001. Stati Uniti d’America. Classe 301 della Emma E. Booker elementary school, Sarasota, Florida. Il capo dello staff presidenziale si avvicina a G. Bush e gli sussurra: “Siamo sotto attacco”.

Gli attentati, quattro in tutto, coordinati e messi in atto dall’organizzazione terroristica al Qaida, cambiarono per sempre l’Occidente e le relazioni internazionali. Vediamo insieme quei fatidici e drammatici minuti di quella mattina di settembre.
I quattro attentati coordinati
Tutto iniziò la mattina di un martedì come tanti. Quattro aerei statunitensi di linea furono dirottati da 19 terroristi appartenenti ad al Qaida. Due aerei (il volo American Airlines 11 e il volo United Airlines 175) si schiantarono rispettivamente contro la Torre Nord (ore 8:46) e contro quella Sud (ore 9:03) del World Trade Center, nel quartiere Lower Manhattan di New York. Entrambe le torri crollarono nel giro di 1 ora e 42 minuti. Un altro aereo si schiantò contro la facciata ovest del Pentagono in Virginia alle 9:37. Infine, il Boeing 757 precipitò in Pennsylvania, alle 10:03, ma a causa di una rivolta dei passeggeri, l’aereo non colpì l’obiettivo previsto (probabilmente il Campidoglio o la Casa Bianca). In totale, più di 2 977 furono uccise e circa 6 000 rimasero ferite. Gli Stati Uniti reagirono aprendo la stagione della “guerra al terrorismo” e attaccando l’Afghanistan; il conflitto in Afghanistan (2001-2021) rappresenta il conflitto più lungo nella storia degli Stati Uniti. Esso “termina” ufficialmente il 31 agosto 2021 quando l’esercito statunitense lascia Kabul. L’obiettivo della “guerra al terrorismo” era deporre il regime dei Talebani in Afghanistan, neutralizzare al-Qaida e catturare il leader Osama bin Laden, ucciso il 2 maggio 2011.
L’attentato dell’11 settembre oltre agli incommensurabili danni a livello morale, le migliaia di morti e di feriti, é una delle pagine più nere della storia contemporanea. La rimozione dei detriti dal sito del World Trade Center (poi denominato Ground Zero) fu completata solo nel maggio 2002. Attualmente al Ground Zero sorge il National September 11 Memorial & Museum.

Tra memoria e storia
Diversi scrittori in tutto il mondo hanno composto poesie per ricordare l’11 settembre. Ricordiamo la celebre “11 settembre” di Mario Luzi (1914-2005), poeta, drammaturgo e critico letterario italiano. In questa lirica, composta nel 2002, l’autore, combattuto tra “enigma e dramma”, invoca la rinascita delle “torri” (=simbolo dell’umanità umiliata) e nel drammatico finale implora la pace.
“Risorgete, risorgete,
non più torri, ma steli,
gigli di preghiera.
Avvenga per desiderio
di pace. Di pace vera“.
Il desiderio di pace, il dolore e l’umanità perduta caratterizzano anche l’omonima poesia di Alda Merini (1931-2009), scrittrice e poetessa italiana. New York è stata “decapitata”, scrive.
“Ma questi giganti che ormai non parlano più
hanno sepolto sotto le loro macerie
anche i nostri sospiri d’amore“.

Combattere contro un nemico invisibile
Il terrorismo è assenza di amore, di umanità. È violenza, disprezzo. È solo terrore e dolore. Fa paura perché è imprevedibile. È un nemico quasi invisibile. Esiste un’arma efficace per combatterlo? La soluzione è promuovere valori come il rispetto, la fratellanza, l’incontro con culture diverse, coinvolgere tutte le maggiori istituzioni nelle decisioni intergovernative e cercare di risolvere le situazioni di conflitto che interessano, purtroppo, molti Paesi del mondo. Solo insieme possiamo sconfiggerlo.