Il Superuovo

Hitchcock e Freud ci insegnano a far emergere l’inconscio che è dentro di noi

Hitchcock e Freud ci insegnano a far emergere l’inconscio che è dentro di noi

Sono passati 40 anni dalla scomparsa di Halfred Hitchcock , genio e maestro della cinepresa, oltre che grande evocatore dell’ inconscio umano, che insieme a Freud riesce a far finalmente emergere.

Nel cinema Hitchcock ha avuto una lunga e costante carriera, innovando ma allo stesso tempo conservando approcci già noti. Una volta che ci si è fatto l’occhio, è relativamente facile capire quando ci troviamo davanti ad un suo film. In breve Hitchcock ha rappresentato la storia del cinema ed è per questo che lo ricordiamo, influienzando anche altri registi com Scorsese e Tarantino.

Come esordì in questo mondo?

Hitchcock entrò a far parte del cinema britannico disegnando titoli per i film muti. Dopo cinque anni idi gavetta ricoprendo moltissimi ruuoli cinematografici, diresse nel 1925 il suo primo film: Il labirinto delle passioni. Si tratta di un thriller drammatico che si focalizza sul mondo del teatro, con alcune scene girate tra il lago di Como e la Liguria. Un paio di decenni più avanti, però, Hitchcock avrebbe detto di considerare il suo vero primo film Il pensionante, che uscì nel 1927, poichè riuscì ad esaltare meglio le sue qualità , introducendoci realmente nel suo mondo.

Poi per gran parte della sua carriera fu considerato un bravo regista ma il definitivo salto di qualità arrivò con la pubblicazione di un libro: ” Il cinema secondo Hitchcock che risente anche dell’influenza del regista e critico francese François Truffaut. Il libro  riscosse successo, tanto da meritarsi anche un documentario , contenente aneddoti, frasi a effetto , su cosa significhi pensare, girare, e montare un film.

Oltre a lavorare per il settore cinematografico, si divertendosi anche a produrre film per la televisione, dove potè espriumersi liberamente, dimostrando tutta la sua passione per la macchina da presa.  Importantissime sono rimaste le antologie del mistero per il piccolo schermo come “Regali di Hitchcock” e “L’ora di Hitchcock”; produzioni che contribuirono ad accrescere non poco la sua popolarità

Tecnico meticoloso ma dall’arte sopraffina, i suoi film erano confezionati meeticolosamente. L’ultimo film del maestro è “Complotto di famiglia”, del 1976. Alfred Hitchcock muore a Los Angeles il 29 aprile 1980mentre lavora cad un’opera che avrebbe dovuto intitolarsi “La notte breve”.

L’attrazione per  il mondo del crimine e l’inconscio

Fin da quegli anni in cui era sconosciuto, Alfred Hitchcock si dimostra molto interessato verso il mondo del crimine e verso gli omicidi, collezionando articoli tratti dai giornali e visitando spesso il museo del crimine di Scotland Yard. Per quanto riguarda l’esaltazione dell’inconscio , il celebre film” Io ti salverò ” rappresenta una pietra miliare.

Il punto focale del suo film infatti, è la mente umana e i suoi complessi meccanismi. Hitchcock porta per la prima volta sul grande schermo la rappresentazione della psicoanalisi, passando attraverso il sogno e rifacendosi quindi alle teorie dello psicoanalista e filosofo Sigmund Freud. La storia è contorta ma allo stesso tempo suggestiva: la giovane dottoressa in carriera Constance Peterson si innamora del nuovo direttore dell’ospedale psichiatrico in cui lavora, il dottor Anthony Edwards . Presto però scoprirà che egli non è il dottor Edwards, ma un malato psichico che non ricorda la sua vera  identità. Egli però è convinto di aver ucciso Edwards, così Constance rischierà il tutto per tutto per scoprire la verità e l’origine dello squilibrio mentale del suo innamorato. Io ti salverò è il primo film che ha come argomento la psicoanalisi e le teorie freudiane, tra cui l’interpretazione del sogno, il senso di colpa e soprattutto il trauma infantile che ben presto verrà fuori grazie agli intrecci di trama che il regista è solito proporci.

La psicoanalisi freudiana

Psicoanalisi e cinema nascono insieme circa cent’anni fa: nel medesimo periodo storico. Una vicinanza che possiamo definire  somiglianza anche grazie ad un grande regista come Alfred Hitchcock di cui ricordiamo il quarantesimno aniversario dalla scomparsa. La stessa data in cui uscì a Vienna L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud. La contemporaneità non può esserecasuale perché fra la produzione cinematografica di Hitchcock e le teorie  scientifiche-fiilosofiche  di Freud vi sono straordinarie coincidenze. Il grande spettacolo dell’inconscio, l’esaltazione dell’inonscio e dell’irrazionalità, quella che, pur rimossa dalla censura, non smette mai di condizioanare la nostra vita e di deformare le nostre più razionali intenzioni. Essa è sempre esistita e gli artisti non hanno mai cessato di darle voce e figura.  Il Novecento,studiandola approfonditamente e sottraendola ad una penombra a cui era destinata, anche a causa dell’ignoranza e della poca curiosità che aveva suscitato questo grande tema, la pone al centro dell’uomo e della cultura grazie a due grandi come Freud e Hitchcock.

Nelle parole di Freud, la scoperta dell’inconscio è il terzo avvenimento che mette in pericolo il narcisismo che ha caratterizzato la storia umana : con Copernico l’uomo non è più al centro dell’universo, con Darwin non è creato direttamente da Dio, con la psicoanalisi non è più padrone in casa propria. Si distinguono un inconscio descrittivo, per cui si dicono inconscie le rappresentazioni non disponibili a seguito della rimozione, e un inconscio topico. L’inconscio studiato da Freud è caratterizzato da dinamicità e conflittualità, in quanto è sede di processi causativi quali le pulsioni e i desideri, e insieme effetto di processi difensivi quali le rimozioni. Si pone come alterità rispetto alla coscienza nel senso di essere un’altra scena, un altro soggetto: no. L’inconscio infine è caratterizzato dall’infantile che permane nell’adulto.

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