Il Superuovo

Harry Potter e il dolore della morte: Seneca e Silente ci mostrano come accettarla

Harry Potter e il dolore della morte: Seneca e Silente ci mostrano come accettarla

Il mondo magico creato da J.K.Rowling incontra quello antico dei greci nel personaggio di Albus Silente la cui vita, ma ancor di più la morte, rispecchia l’etica degli stoici come Seneca.

Nella celeberrima saga “Harry Potter” Silente si presenta come la classica figura del saggio mentore anziano, il quale ha sempre un consiglio per il trio dei protagonisti grazie alla sua immensa saggezza ottenuta con gli anni e con i sacrifici. Nel suo modo di affrontate le varie vicissitudini della sua vita notiamo come abbracci la vita del saggio stoico in tutti i suoi aspetti, fino alla fine dei suoi giorni.

Seneca e il saggio stoico

Lucio Anneo Seneca nasce a Cordova tra il 3 e il 4 a.C. da una famiglia di ceto equestre, si trasferì a Roma per ottenere un’istruzione retorica e letteraria anche se si interesserà principalmente di filosofia, infatti avrà come maestri Sozione di Alessandria (neopitagorico), Attalo (stoico) e Papirio Fabiano (cinico). Dopo un soggiorno in Egitto tornò a Roma nel 31 d.C. e iniziò la sua carriera politica in cui ottenne un notevole successo grazie alle sue doti oratorie tanti da inimicarsi l’imperatore Caligola il quale nel 39 d.C. lo voleva condannare a morte ma si salvò grazie all’aiuto di uno degli amanti di Caligola stesso. Due anni dopo, con la successione dell’imperatore Claudio, Seneca venne condannato all’esilio in Corsica con l’accusa di adulterio fino al 49 d.C. quando Agrippina (nipote e moglie di Claudio) favorí suo rientro per potergli permettere di fare da tutore al proprio figlio, ossia il futuro imperatore di Roma Nerone. Seneca guidò l’imperatore sin dai suoi primi anni di governo, chiamato poi “periodo del buon governo”, anche se ben presto il rapporto fra discepolo e maestro inizierà ad incrinarsi tanto che considererà l’esecuzione da parte di Nerone di sua madre Agrippina come un “male minore”. L’insofferenza di Nerone nei riguardi del suo precettore crebbero fino a che non si presentò un occasione per liberarsene: con il fallimento della “congiura dei Pisoni” nel 65 d.C. Seneca venne condannato a morte come congiurato ma deciderà, non potendosi opporre, di suicidarsi. Proprio la scelta del suicidio rispecchia la visione del saggio stoico il quale, vedendo la morte come presupposto della vita, resta imperturbabile e domina le proprie passioni (“apatia”) accettando il proprio destino.

Albus Silente: una vita per un bene superiore

Albus Persival Wulfric Brian Silente è uno dei personaggi principali della saga “Harry Potter” scritta da J.K.Rowling in cui veniamo proiettati in un mondo del tutto uguale al nostro ma che nasconde la presenza della componente magica appartenente al “mondo nascosto” dei maghi, separati dagli uomini comuni (detti “babbani”). Albus è il primo dei tre figli nati da Percival e Kendra Silente, la sua infanzia viene sconvolta quando suo padre, per vendicare l’aggressione di Ariana, sorella minore di Albus, aggredisce dei babbani e viene rinchiuso ad Azkaban lasciando sola la propria moglie. All’inizio della sua carriera ad Hogwarts nella casa Grifondoro ottenendo diversi riconoscimenti tanto da oscurare la cattiva fama derivata dal padre, la sua grande intelligenza e la sua propensione alla magia gli permisero di stringere un forte legame con Gellert Grindelwald, colui che sarà tristemente noto come grande mago oscuro. Date le sue esperienze infantili concorderà con quest’ultimo riguardo la posizione di dominio che spetta ai maghi, i quali invece, nonostante lo strapotere rispetto le creature non magiche, vivono nascosti per paura di persecuzioni. Con la morte della madre Silente si trova costretto a badare ai due fratelli minori una volta finiti gli studi ma ciò gli porterà un senso di frustrazione e di insofferenza a causa del suo egoismo fino a che un giorno Grindelwald non gli proporrà di partire alla ricerca dei “Doni della Morte” in grado di rendere chi li possiede il padrone della morte stessa. Ciò porterà a una violenta colluttazione tra il fratello di Albus Aberforth e Grindelwald stesso i quali, durante il loro duello magico a cui prese parte anche il fratello maggiore, causeranno la morte di Ariana e, dopo la fuga del suo migliore amico nonché suo amato (si, Silente era omosessuale e la Rowling era già avanti), Albus resterà distrutto e i rapporti con il fratello saranno ormai irrecuperabili. Iniziò quindi ad insegnare ad Hogwarts fino a che, vedendo come in Europa Grindelwald stesse seminando morte e distruzione con la bacchetta di Sambuco (uno dei tre “Doni della Morte”); decise in fine di affrontarlo sconfiggendolo in quella che è considerata il più grande duello magico di sempre. Successivamente verrà eletto preside di Hogwarts negli anni in cui un giovane Tom Riddle (conosciuto poi con il nome di “Lord Voldemort”) inizierà i suoi studi e, una volta diplomatosi, inizierà a far parlare di sé tanto che Silente stesso creerà l’ “Ordine della Fenice”, un ordine composto da maghi e streghe schierati contro il “Signore Oscuro”, in cui vi saranno anche i genitori di Harry, James e Lily Potter. Alla scoperta dell’identità del bambino che secondo la profezia avrebbe favorito la caduta di Voldemort, quest’ultimo decise di dare la caccia alla famiglia Potter ma Severus Piton, suo fedele servitore innamorato fin dalla giovane età di Lily, passerà dalla parte di Silente pur di salvare la sua amata ma senza risultato. A questo punto Silente è consapevole sia del destino del giovane Harry sia del proprio in quanto, dopo aver indossato l’anello in cui era custodita parte dell’anima di Voldemort, resterà infettato da una potente maledizione che lo avrebbe portato alla morte. Nonostante ciò il momento più propizio per morire lo troverà quando, al sesto anno del suo ormai pupillo Harry, deciderà di farsi eliminare da Piton stesso pur di poter salvare l’anima di un giovane Malfoy dall’onta dell’omicidio e sapendo anche che così facendo avrebbe spinto il Signore Oscuro a sentirsi più al sicuro con la morte del mago che teme più di chiunque altro favorendo la sua definitiva sconfitta.

La redenzione attraverso la morte

A un buon saggio in vecchiaia si contrappone un irrequieto giovane Albus Silente il quale giunge alla “virtù”, principale componente del pensiero stoico, grazie a innumerevoli drammi interiori e dopo che le sue passioni e i suoi sogni lo hanno portato in un percorso tetro e oscuro. Traendo la forza e la saggezza delle sue esperienze di vita Silente, così come Seneca, cercano di mostrare la via da seguire ai propri allievi, rispettivamente Harry Potter e Nerone, il primo ci riesce anche in quanto predestinato ad essere il bene contrapposto al male, mentre il secondo fallirà a causa del suo spirito irrequieto e complottista. In una scena dell’ultima pellicola vediamo Silente apparire ad Harry in quello che sembra l’aldilà dicendo :”Non provare pietà per i morti, Harry. Prova pietà per i vivi, e soprattutto per coloro che vivono senza amore”, mostrandoci come  il dolore più grande della morte è sopratutto quello di chi resta su questa terra, i quali meritano pietà, sopratutto coloro che vivono “senza amore”, ossia un sentimento fondante dell’opera: è l’amore di Lily a permettere ad Harry di sopravvivere, è l’amore di Silente che gli permette di sacrificarsi, è l’amore di Piton per sua madre se Harry riesce a scamparsela in diverse occasioni. Un essere come Tom Riddle, nato da un rapporto senza amore (il padre venne incantato con un filtro magico), meritava pietà fin quando era in vita in quanto, chi nasce e cresce senza amore, non può pretendere né di comprenderlo né di provarlo.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: