Grey’s Anatomy e la Costituzione italiana ci spiegano il diritto alla salute e l’obbligo vaccinale

Manifestazioni no vax da una parte e inviti all’obbligo vaccinale dall’altra. Ormai vi è una spaccatura profondissima fra questi due fronti, ma chi ha ragione? Scopriamolo.Dopo un anno di convivenza forzata con il Covid-19, stiamo iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel. Infatti, dal 27 dicembre 2020, in Italia sono iniziate le somministrazioni di vaccino anti-Coronavirus al personale medico-sanitario e agli ospiti e lavoratori delle RSA. Dopo ciò, la palla è passata agli ultra-ottantenni, ai portatori di handicap gravi e al personale scolastico. Nell’attesa di tornare alla normalità, però, si sono create molte discussioni sul vaccino, a partire dalla sua reale efficacia, fino alla sua obbligatorietà o pericolosità. Cerchiamo di fare chiarezza sul tema.

La situazione vaccinale italiana

Attualmente, in Italia sono somministrabili tre vaccini: Pfizer&Biontech, Moderna e Astrazeneca. Il piano vaccinale è stato gestito, inizialmente, su base statale: il Comitato Tecnico Scientifico di Palazzo Chigi ha stilato un programma generale di somministrazioni. L’obiettivo principale è stato quello di individuare le fasce di popolazione più fragili e, in base a questo criterio, creare una scaletta di lavoro, con scadenze temporali legate alla vulnerabilità degli italiani. Dopo questo primo step, il comando è passato alle Regioni e alle Province Autonome: ognuna può decidere il modo e il tempo della vaccinazione, oltre che la strategia vaccinale. Se la fase 1 del piano governativo, ossia l’immunizzazione professionisti medici e sanitari, ospiti delle RSA e ultra-ottantenni è ormai in via di completamento in tutta le penisola, si apre la fase 2, grande incognita. In essa rientrano persone dai 56 ai 79 anni, portatori di handicap e di altre patologie croniche, oltre che alcuni lavoratori del settore pubblico. Ma come sarà gestita? Ed è giusto dare la precedenza a queste fasce?

Grey’s Anatomy e il Covid

La diciassettesima stagione del medical drama più famoso di tutti i tempi, Grey’s Anatomy, è ambientata nell’aprile del 2020, allo scoppio dell’epidemia da Covid-19 negli Stati Uniti. Nei sei episodi trasmessi finora, Meredith Grey e colleghi devono affrontare lo strabiliante dilagare di una malattia infida, riconosciuta inizialmente come una normale influenza, ma che spesso porta a insufficienza respiratoria, con conseguente intubazione, sedazione e, nei casi più critici, morte. Eroi in camice bianco e visiera, che cercano di salvare le vite minacciate da questo nuovo, misterioso virus, senza una vera e propria cura. Non si può agire d’anticipo, ma solo provare ad alleviare i sintomi dei malati gravi, una volta che sono arrivati in ospedale. E fin dalla prima puntata, il capo di chirurgia del Grey Sloan Memorial, Miranda Bailey, esprime tutta la sua frustrazione di medico, sola di fronte a una cosa più grande di lei, senza un vaccino. Quando arriverà? Quando le persone smetteranno di ammalarsi e di morire?

Cosa dice la Costituzione sulla salute?

Il diritto alla salute è sancito all’articolo 32 della Costituzione, appartenente alla serie dei diritti sociali. Questi ultimi riguardano servizi pubblici, tipici del welfare State, dovuti ai cittadini, per esigenza di eguaglianza formale e sostanziali, con principio di solidarietà. Il 32 è l’unico diritto fondamentale fra quelli sociali che, interpretato in senso lato, è diritto non solo alla salute, ma alla vita, a un ambiente salubre, ma anche a rifiutare trattamenti sanitari. Sebbene sia spesso inteso come garanzia per il singolo, è, in realtà, per la comunità tutta, secondo il volere dei nostri padri e delle nostre madri costituenti. Dal 1978 esiste il Servizio Sanitario Nazionale, a cui tutti i cittadini italiani sono iscritti gratuitamente e obbligatoriamente dalla nascita; i servizi, però, sono erogati dalle Aziende Sanitarie Locali, su base territoriale.

I vaccini possono essere obbligatori?

La risposta è: si pensi ai vaccini obbligatori in età infantile che, qualche anno fa, hanno attirato molte polemiche con l’esclusione dei bambini non vaccinati dalle scuole pubbliche. Quindi, è possibile, sulla carta, che sia esteso l’obbligo vaccinale anche al vaccino contro il Covid-19. Questo, infatti, può essere ottenuto con una normale legge parlamentare, approvata dalla maggioranza semplice dei componenti di entrambe le Camere. In ambito di probabilità che questo accada, le prospettive sono meno ottimiste: naturalmente, ora ci sono altre esigenze più urgenti, principalmente sul versante economico. Oltre a ciò, i legislatori temono di guadagnarsi l’odio dei contrari ai vaccini: mossa non augurabile in questo fragile momento istituzionale. Si è pensato, quindi, a un obbligo vaccinale solo per il personale medico-sanitario, ma questo va contro i fondamenti della giurisprudenza italiana. Infatti, le leggi devono essere il più generale possibile; la presenza di leggi specifiche per gruppi ristretti è pericolosa e, spesso, incostituzionale. Un bel rebus, eh?

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