Grecia, culla della retorica. Quali sono stati i retori greci più importanti?

La Grecia antica è stata sicuramente culla della democrazia e di buona parte del pensiero occidentale, ma anche della retorica e dell’eloquenza.

Ogni studente di liceo classico conoscerà i nomi in questa lista, ma l’eredità di questi oratori è in realtà nota, in maniera più o meno diretta, a tutto il mondo occidentale.

Isocrate

Isocrate è principalmente noto per le sue orazioni di carattere epidittico, ossia pronunciate in lode o biasimo di qualcuno. Un esempio chiaro può essere la Contro i sofisti, nella quale il retore attacca duramente quei cosiddetti intellettuali che, chiedendo ingenti somme di denaro, ingannano i giovani e gli sciocchi, promettendo loro di trasformali in grandi retori senza però avere le competenze necessarie. Un esempio di lode, o comunque apprezzamento, è il Filippo, che pare una vera e propria lettera al sovrano macedone, nella quale Isocrate riconosce in Filippo l’uomo giusto per permettere la rivalsa della Grecia contro la Persia e terminare una volta per tutti i conflitti tra le diverse poleis. Tutte queste orazioni, per volontà dello stesso Isocrate, non furono mai pronunciate in pubblico, ma si configurarono fin da subito come testi di studio per gli allievi della sua scuola. Proprio per questo sono tra i modelli più famosi di retorica per gli autori successivi e tutt’ora per i moderni.

Demostene

Demostene è forse il più noto in questa lista. Nella partizione tradizionale delle tipologie di retorica in ambito greco, deliberativa, giudiziaria ed epidittica, si è dedicato principalmente al primo tipo. I suoi discorsi erano pensati per essere pronunciati in pubblico, davanti all’assemblea ed avevano il compito di smuovere l’opinione pubblica verso una certa posizione. Sue sono le celeberrime Filippiche, quattro orazioni con le quali invitava il popolo ateniese a prendere una posizione netta contro Filippo di Macedonia. Di argomento simile sono anche le Olintiache, con le quali cercava di incitare l’assemblea ateniese a inviare rinforzi contro Olinto, città assediata dai Macedoni. Quali che furono i risultati di Demostene, all’apparenza piuttosto scarsi, il suo modello di retorica fu certamente apprezzato ed ebbe degno seguito. Basti pensare alle Filippiche di Cicerone, che sul modello dell’ateniese mirarono a colpire Marco Antonio, visto come un novello Filippo.

Lisia

Lisia, a differenza di Demostene e Isocrate, non era cittadino ateniese di pieno diritto. Apparteneva ai cosiddetti meteci, figli di stranieri che possono vivere ad Atene ma senza diritti civili e politici. Proprio questo gli impediva in prima persona di intervenire su argomenti di tema politico e fu di certo uno sprone all’attività giudiziaria. Lisia scrisse soprattutto orazioni rivolte ai giudici della bulè ateniese quando era incaricata di amministrare la giustizia. Divenne ben presto un modello di stile chiaro e semplice ma efficace perché diretto. È ben nota anche la sua capacità narrativa, che permetteva ai suoi clienti, che erano coloro che avrebbero dovuto pronunciare le orazioni, di esplicare la materia alla giuria in maniera agile.

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