Google lancia un sistema per combattere la pedopornografia

Dal 2000 Google stava lavorando ad un sistema che consentisse di analizzare le immagini e di riconoscere quelle pedopornografiche. L’ultimo algoritmo sembra avere un’efficacia del 700% rispetto ai precedenti, facilitando non solo il lavoro della polizia, ma permettendo di individuare i colpevoli più velocemente. Dall’anno scorso la polizia di Londra stava cercando di creare un’intelligenza artificiale che fosse in grado di riconoscere le immagini degli abusi diffusi in rete. Questo sistema non solo avrebbe velocizzato le ricerche, ma avrebbe anche evitato alla polizia di dover controllare manualmente migliaia di immagini spesso disturbanti.

Pochi giorni fa Google ha annunciato questo nuovo sistema che si basa sull’utilizzo di un’intelligenza artificiale in grado di analizzare database contenenti migliaia di immagini. Il sistema funziona come una rete neurale ed è costituita da un insieme di algoritmi capaci di apprendere a partire dai dati reali. Così facendo si spera che i bambini abusati possano essere individuati e protetti. Lo strumento inoltre è messo gratuitamente a disposizione delle Ong e dei partner industriali di Google attraverso il Content Safety Api. Quest’ultimo è un insieme di strumenti che consentono di analizzare i contenuti del web con l’aiuto di men persone possibile.

Le persone con disturbo pedofilico solitamente preferiscono bambini che conoscono
Il disturbo pedofilico

Il disturbo pedofilico, o pedofilia, è un disturbo riconosciuto che si trova nel DSM-5, nella categoria dei disturbi parafilici. Questi ultimi racchiudono tutti i disturbi legati alla sfera sessuale che rappresentano deviazioni (para) da ciò che normalmente attrae (philia). Si parla di disturbo pedofilico quando una persona adulta prova soddisfazione sessuale attraverso contatti di natura sessuali con bambini prepuberi. Per poter diagnosticare il disturbo è necessario che l’adulto abbia almeno 16 anni, mentre la differenze d’età tra lui e la vittima dev’essere di almeno 5 anni. Nella maggior parte dei casi è diagnosticato nel genere maschile, prevalentemente eterosessuali, ma ciò non significa che gli omosessuali non possano soffrire di tale disturbo.

Le attenzioni degli adulti sono normalmente rivolte a bambini che conoscono e spesso non si verifica una vera e propria molestia sessuale. Per questo spesso l’adulto può negare di aver rivolto le sue attenzioni al bambino. Ciò non toglie però che le molestie possano andare avanti per settimane, mesi o addirittura anni. Inoltre si parla di disturbo vero e proprio solo quando l’adulto agisce sulla base dei suoi impulsi sessuali verso i bambini.

Un sottotipo del disturbo pedoficilo è l’incesto. Si tratta di relazioni sessuali tra parenti stretti per i quali il matrimonio è proibito. Il tabù dell’incesto è ancora molto forte nella nostra società e si basa su conoscenze scientifiche molto valide. Per esempio i matrimoni tra consaguinei comportano gravi conseguenze per una probabile gravidanza perché il bambino rischia di ereditare molti geni recessivi, alcuni anche legati a gravi patologie. Quindi il tabù dell’incesto ha anche un significato adattivo. Normalmente gli uomini che commettono incesto abusano delle figlie pubescenti, mentre gli uomini con disturbo pedofilico non incestuoso di solito sono interessati a bambini prepuberi.

L’incesto spesso coinvolge anche bambini, come per esempio i propri nipotini
Trattamenti per i disturbi pedofilici

Le informazioni e le conoscenze di cui disponiamo in merito all’eziologia ed ai trattamenti di questi disturbi non sono ancora complete, occorrono ancora molti studi in merito. Le informazioni inoltre non sono generalizzabili alla popolazione per due motivi, anzitutto perché le ricerche sono state condotte solo su persone che si trovano in carcere per aver commesso dei reati sessuali. Il secondo motivo è che molti ricercatori non ritenevano etico non fornire un trattamento a queste persone, quindi non esistono molti studi con gruppi di controllo.

Detto questo, esiste una categoria particolare di trattamenti ancora oggi oggetto di grade dibattito, i trattamenti biologici. Tempo fa si ricorreva direttamente alla castrazione (l’asportazione dei testicoli), almeno fino a quando non è stata scoperta l’efficacia dei trattamenti ormonali. Sono farmaci sono in grado di ridurre gli androgeni, ormoni tipici del genere maschile che sembrano essere coinvolti nella genesi di tali disturbi. Il problema del trattamento è di natura etica poiché il loro uso prolungato è associato a numerosi effetti collaterali negativi quali diabete e problemi epatici.

Da un lato abbiamo persone che devono essere aiutate, ma i trattamenti oggi disponibili hanno gravi effetti collaterali, mettendo in pericolo la loro salute. Dall’altro invece troviamo le vittime e le persone a loro vicine che in molti casi sarebbero più che felici se accadesse qualcosa di brutto ai “carnefici”. Per quanto si cerchi di andare incontro ad entrambe le parti, una scelta implicherà sempre delle conseguenze fino a quando non verranno messi a punto trattamenti efficaci senza gravi effetti collaterali.