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Confine tra giusto e sbagliato: il dilemma di Heinz nella serie tv Good Girls

Arrivi a casa la sera, ti siedi sul divano, accendi la tele e voilà si cerca qualcosa su Netflix. Nella home ti sarà comparsa di sicuro la serie tv Good Girls, magari avrai anche deciso di guardarla per una visione leggera e divertente. Nondimeno, sotto sotto, è una visione che fa anche pensare.

 

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Tre donne si attrezzano di pistole finte, maschere, una buona dose di disperazione e rapinano un supermercato. Immorale e ingiusto, vero? Forse c’è di più da tenere in considerazione: i motivi che spingono una persona a commettere un crimine non sono da sottovalutare.

Rubare o non rubare? Questo è il dilemma.

Il dilemma di Heinz è un esempio di dilemma morale, usato per esempio da Lawrence Kohlberg, psicologo e filosofo statunitense, personaggio noto per teorie sullo sviluppo morale e gli stadi che lo caratterizzano.

Da dove scaturisce la scelta che il protagonista deve compiere? La situazione presentata riguarda Heinz, ipotetico marito di una donna malata di cancro, una malattia grave da cui potrebbe venire salvata grazie a un farmaco speciale, presente unicamente nella farmacia di paese. Il prezzo del prodotto è esorbitante e quando al farmacista viene richiesto un prezzo ridotto (poiché le condizioni economiche dei due coniugi non sono esattamente alle stelle), egli si rifiuta, deve assolutamente trarre il maggior profitto possibile dalla medicina.

Heinz si trova di fronte ad un bivio: rubare il farmaco e salvare la moglie, oppure rimanere sulla retta via e guardare la moglie soffrire? Analogamente a questo dilemma, cosa potrebbe portare le protagoniste di Good Girls a commettere un crimine? La vicenda è più simile di quanto potrebbe sembrare.

Tra reni, mutuo e speranza di una vita migliore.

Tre normalissime mamme della Detroit suburbana sono le protagoniste di Good Girls. Beth, perfetta soccer mom, madre di quattro figli e sposata con un uomo di successo, proprietario di un concessionario di auto.  Annie, sorella minore di Beth, single ma con una figlia meravigliosa avuta negli anni del liceo, lavora in un supermercato come cassiera. Ruby, felicemente sposata con un poliziotto e madre di due figli, molto religiosa e sempre in chiesa la domenica, lavora in un bar-ristorante.

Apparentemente sembra conducano delle vite senza problemi. Ma c’è sempre qualcosa sotto, difficoltà e ostacoli in agguato: Beth scopre di essere stata tradita innumerevoli volte dal marito, il quale non è poi così di successo come si pensava, bensì si trova in grande debito e senza sapere di poter pagare il mutuo della loro bellissima casa. Annie, cassiera fintamente sorridente per i clienti, guadagna un salario minimo e tutto quello che desidera è poter dare un futuro migliore alla brillante figlia. Ruby si ritrova sommersa da conti dell’ospedale, dovuti alla malattia rara che affligge la figlia Sarah: le medicine costano e figuriamoci il trapianto di un rene.

Come possono avere la vita che meritano, che vorrebbero per se stesse e la loro progenie? Si trovano anch’esse di fronte ad un bivio: soffrire in silenzio e accettare ciò che la vita propone loro, nel bene e nel male, oppure prendere in mano la situazione, cambiare le loro vite ma commettere un crimine?

Ruby e Sarah.

Giusto o ingiusto: il confine non è così netto.

Cosa hanno in comune la serie tv e il dilemma di Heinz? Innanzitutto, ci troviamo di fronte a situazioni di ingiustizia con un pizzico di sfortuna: l’analogia più grande la si trova tra il personaggio di Ruby e il personaggio di Heinz, come si può ben notare. Essi considerano l’idea di prendere ciò di cui hanno bisogno per i loro cari in maniera illegale: nel caso di Heinz, irrompendo nel laboratorio del farmacista, nel caso di Ruby rapinando un supermercato. Hanno fatto la cosa giusta o sbagliata?

Posti dinanzi al dilemma, siamo indotti a pensare a “che cosa sia giusto fare” e “perchè sia giusto agire in un determinato modo”. Sulla base delle risposte, Kohlberg  individua tre livelli di ragionamento morale:

  • il livello preconvenzionale, in cui contano solamente gli interessi personali;
  • il livello convenzionale, in cui l’individuo si identifica con un sistema più ampio di obblighi e aspettative verso organismi sociali;
  • il livello postconvenzionale, in cui i giudizi morali sono incentrati sui valori universali della libertà, equità e solidarietà.

Quindi che dire di Heinz, Ruby, Annie e Beth riguardo alle domande poste da Kohlberg. Rapinare e rubare è stata la cosa giusta da fare? Molti direbbero di no. È stato giusto agire in un determinato modo? La risposta è: dipende. Il dilemma di Heinz insegna che le motivazioni dietro un ragionamento non sono da sottovalutare.

 

 

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