Golden Rice: il Bangladesh potrebbe essere il primo paese ad approvarne la coltivazione per combattere la denutrizione

Dopo 20 dalla sua creazione, fra sostenitori, scettici e paesi del terzo mondo, sarà una coltivazione legalmente approvataGolden Rice e riso ordinario

Il governo del Bangladesh sta seriamente pensando di approvarne la coltivazione per uso alimentare che, grazie alle sue peculiarità nutrizionali, potrebbe mitigare la denutrizione in un paese piccolo ma sovrappopolato. 

Il Bangladesh

Con una superficie pari a metà di quella italiana, ed una popolazione che sfiora i 170 milioni di abitanti, il Bangladesh è uno stato schiacciato fra Birmania e India, con una storia nazionale fondata sul commercio. Tuttavia nonostante i continui sforzi in campo economico, rimane un paese in via di sviluppo, con la propria economica fortemente condizionata dal settore tessile, il basso costo della manodopera, e la rimessa di valuta straniera da chi lavora all’estero. Oltre a ciò l’alta corruzione ed una cattiva gestione del territorio non aiutano di certo. La denutrizione è un problema serio, con più del 50% dei bambini da 0 a 5 anni che presentano ritardo nella crescita. Ecco perché il governo del paese potrebbe essere il primo al mondo, dopo circa 20 anni, ad approvare ufficialmente la coltivazione del Golden Rice, un riso transgenico con un acceso colore giallo ed un alto contenuto di vitamina A, fondamentale ai fini di una corretta alimentazione e che potenzialmente potrebbe ridurre il rischio di cecità infantile.Ma andiamo a vedere nel dettaglio questo riso dorato e perché è coltivato solo in Bangladesh.

 

Il riso OGM

Il Golden Rice è un riso geneticamente modificato che introduce la via di biosintesi di beta-carotene, un composto organico del gruppo caroteni (C40H56), precursore della vitamina A o Retinolo,. Per crearlo sono stati aggiunti due geni, lo “psy” (fitoene sintasi) del mais e del  narciso, per indurre una maggiore produzione di beta-carotene, e il “crtl” (carotene desaturasi) di un batterio del suolo. Concepito inizialmente proprio per la sua coltivazione e distribuzione nei paesi poveri dove la carenza di vitamina A rappresenta un serio problema per l’alimentazione di milioni di persone (secondo l’OMS oltre 100 milioni di bambini non ne assumono abbastanza), con conseguenti problemi quali fragilità e deformazione ossea, cecità, e danni all’apparato riproduttore. La vitamina A, come tutte le vitamine, gioca un ruolo fondamentale in numerosi aspetti fisiologici. Può essere introdotto tramite numerosi alimenti, quali latte, carote, patate e addirittura olio di fegato di merluzzo. Il suo tasso d’assorbimento varia del 5 al 50% e tramite numerosi passaggi viene distribuita in varie parti del corpo svolgendo, a seconda dei meccanismi propri dei vari apparati e tessuti, mansioni differenti. Oltre alla sua importanza per l’apparato visivo, è responsabile dell’espressione di alcuni geni e della maturazione embrionale partecipando alla differenziazione di alcune linee cellulari. Inoltre sembra che agisca come donatore di zuccheri nella formazione delle glicoproteine (di cui fanno parte alcuni importanti anticorpi) e come antiossidante.Il Golden Rice rappresenta dunque una possibile fonte di questo importante composto, soprattutto se considerato che la coltivazione a terra ne produce da 4 a 5 volte rispetto a quella in serra. Tuttavia la sua coltivazione e distribuzione è rallentata e ostacolata dalle organizzazioni anti-biotech che temono ripercussioni sulla salute, oltre che a problemi in materia di copyright, dato che la sua coltivazione e distribuzione viola oltre 70 brevetti.

La Vitamina A
La Vitamina A

Il Futuro degli OGM

Oggigiorno quando si sente parlare di OGM sono molti i dubbi che sorgono ai più e ai meno informati. Fanno male? Non è come giocare a fare Dio? Siamo sicuri che non si ribelleranno schiavizzandoci? In verità in ambito scientifico si è raggiunto il consenso che gli OGM non più male di quanto non ne faccia quello normale. Va inoltre detto che che ogni organismo si può definire geneticamente modificato, perfino noi, che ci piaccia o no. Ad esempio gli occhi azzurri, oppure la variazione della concentrazione di melanina sono i risultati della migrazione a latitudini sempre maggiori. Esistono anche geni che conferiscono dei “superpoteri” quali il ACTN3 che incrementa lo scatto influendo sulle fibre muscolari veloci, oppure il CETP, che protegge il cuore dal colesterolo. Riguardo le piante invece si sospetta che lo stesso mais sia il frutto dell’incrocio di due piante selvatiche avvenuto migliaia di anni fa, e numerose piante oggi presenti e coltivate sono il frutto di incroci e addomesticamento di piante selvagge. Le carote sono arancioni solo dal 1500 ad esempio. Quindi i processi che hanno portato al Golden Rice sono si diversi nella tecnica, ma non concettualmente a quello che facevano i nostri antenati 500 anni fa. Va inoltre sottolineato come la modifica genetica non solo porterebbe numerosi vantaggi al sistema agricolo, generando piante resistenti a parassiti e malattie e con una resa migliore al netto di un minor dispendio di risorse, ma anche noi ne gioveremmo. Malattie genetiche, neoplasie, epidemie e molto altro ancora potrebbero essere debellate da un nostro sapiente utilizzo delle tecniche di ingegneria genetica. Certo che poi si tema che vengano utilizzate per creare una sorta di “Franken-zucchina” e comprensibile ma, non temete, siamo ancora lontani da quel traguardo

 

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