Il movimento delle suffragette ed il famoso brano di Ariana Grande, scopriamo come quest’ultimo è simbolo della lotta secolare che le donne portano avanti.

Ariana Grande, nota soprattutto per aver recitato, nel suo ruolo di attrice, in famose serie quali “Victorious” e “Sam e Cat”. Nonostante lei abbia interpretato “Cat”, la classica ragazza buona e ingenua, nella realtà spicca per la sua capacità artistica e per la sua vicinanza verso le donne. Ne è un esempio “God is a woman”, una sorta di omaggio alle lotte condotte dalle donne, tra cui quella delle suffragette
ARIANA GRANDE, COLEI CHE CANTA AL SUO PUBBLICO IL DIO DELL’IMMAGINE FEMMINILE
Ariana Grande è una cantante nata a Boca Raton, in Florida nel 1993. Sin da piccola mostra interesse nei confronti della musica, dimostrandosi come astro nascente della nuova scena fino ad affermarsi come una delle figure pop più importanti.
Dopo la sua parentesi da attrice, inizia a sfornare hit come: Problem. Into you, Bang Bang. Insomma, il suo nome stava diventando una garanzia per le radio e le case discografiche. Ogni suo album rappresenta una crescita graduale che la cantante avanza ogni volta. In più brani lei ha idolatrato la figura femminile, in particolar modo in “God is a woman”.
Appartenente all’album Sweetener, pubblicato il 17 agosto 2018, il singolo God is a woman è simbolo di unione e solidarietà femminile, dal testo fino allo stesso video.
Dimostriamolo tramite alcuni stralci del testo del brano:
“You, you love it how I move you
You love it how I touch you
My one, when all is said and done
You’ll believe God is a woman”
“Tu, ti piace come ti faccio muovere
Ti piace come ti tocco
Mio prediletto, quando tutto sarà detto e fatto
Crederai che Dio sia una donna”
Da questi pochi versi emerge il classico stereotipo della donna, vista come una figura dedita solo all’appagamento sessuale dell’uomo che viene abbattuto dalla stessa artista. Come si evidenzia dal significato, Ariana afferma che, solo quando “sarà stato fatto e detto tutto” ovvero solo quando l’uomo avrà consapevolezza della potenza della donna, la idolatrerà come se fosse un Dio
Altro passaggio importante è il seguente:
“And I can be all the things you told me not to be
When you try to come for me, I keep on flourishing
And he see the universe when I’m in company
It’s all in me”
“E posso essere tutte le cose che mi hai detto di non essere
Quando provi a ferirmi, io continuo a fiorire
E vede l’universo quando è in mia compagnia
E’ tutto in me”
Ed ecco che qui Ariana esprime il concetto cardine: l’emancipazione femminile. E’ una sorta di liberazione, di scarcerazione dalla prigione patriarcale che il genere femminile ha dovuto subire per anni e che, in forme diverse, ne subisce in parte anche oggi. L’esaltazione della donna in questo brano è fondamentale ai fini di dimostrarne il suo valore da singola e non necessariamente affiancata ad una figura maschile.
Per anni movimenti femministi si sono battuti per gridare la loro voce, per rivendicare i loro diritti, ne è esempio lampante il movimento delle suffragette.

LE SUFFRAGETTE: TAPPA FONDAMENTALE PER L’EMANCIPAZIONE DELLA DONNA
Negli anni fra l’‘800 ed il ‘900, cominciò ad essere presa in considerazione la “questione femminile”. Mai trattata dai governi in quanto non risultava essere di estrema importanza, questa questione inizia ad emergere da sé, in maniera del tutto autonoma.
Stanche di ricevere un trattamento economico diverso, non partecipare alla vita politica del proprio paese, di essere obbligate a prendersi esclusivamente cura della famiglia, le donne di tutto il mondo si iniziano ad organizzare in movimenti femministi che rappresentano una “voce fuoricampo” in una società così strettamente maschilista.
In particolare il “movimento delle suffragette” spiccò per l’impatto che ebbe nella società. Nato nel 1903 grazie alla fondatrice Emmeline Pankhurst, questo gruppo nasce, come suggerisce il nome stesso, da una richiesta necessaria delle donne, desiderata da sempre, ovvero il diritto di voto.
Ad oggi, 120 anni dopo, sembra quasi ovvio che tutti noi godiamo del privilegio di votare ma in passato, nascere donna avrebbe portato all’esclusione, senza esclusione di colpi, di usufruire di tale diritto.
A tal punto sorge spontaneo domandarsi il perché non potessero votare. La risposta è presto data.
In una società, in particolar modo quella di massa ed anche le precedenti, era diffusa la convinzione secondo cui la figura femminile non avesse la capacità di prendere decisioni così importanti quali la scelta dei suoi rappresentanti, doveva semplicemente provvedere al mantenimento ed alla cura dei figli perché il suo scopo era quello.
Il patriarcato non conosceva sogni o aspirazioni ma solo clausura e sofferenza per tutte quelle generazioni di donne che, solo per votare in Gran Bretagna, hanno dovuto aspettare il 1918, peggio in Italia dove la data si protrasse fino al 1946.

LA DONNA: TEMA PRESENTE E PARTE INTEGRANTE DEL PANORAMA MUSICALE
Non solo Ariana Grande ha cantato le lotte di milioni di donne ma anche Miley Cyrus, Taylor Swift, Beyoncé e molte altre che più volte hanno preso parte a marce e manifestazioni a favore di questa causa.
Ad oggi la musica non rappresenta uno squilibrio tra i due sessi anzi, la donna sta prendendo sempre più importanza e fama attribuendosi la fetta che le spetta. Potrebbero essere citate a tal proposito artiste italiane quali:
-Levante con “Gesù Cristo sono io”, una sorta di inno italiano alla figura della donna che, analogamente al brano della cantante di Boca Raton, viene idolatrata come un essere divino
-Chadia Rodriguez, rapper molto nota della new school, popolare per aver espresso in note più volte i soprusi e gli abusi quotidiani sofferti da lei stessa e dal genere femminile nel brano “Bella così”, in collaborazione con Federica Carta
-Fiorella Mannoia con “Quello che le donne non dicono”, singolo portato a Sanremo dalla stessa cantante nel 1987, dove interpreta tutto ciò che le donne non esprimono, le “giornate amare” che son costrette a sopportare per mantenere quella maschera indistruttibile e non mostrare la loro debolezza
Di artiste che hanno effettuato un’operazione del genere ce ne sono tantissime altre ma anche solo loro tre, sono la dimostrazione di come un messaggio così importante, espresso nella maniera giusta, abbia una propria valenza ma soprattutto, queste guerriere anche solo con le loro canzoni, mostrano tanta vicinanza a chi nel mondo, soffre ancora questa condizione di segregazione. Il loro gesto, seppur limitato, dimostra che nessuna donna sarà mai sola.