Gli eventi letterari in Italia: confrontiamo le iniziative di una città e di un borgo

Torino e Torrita di Siena, una città e un borgo, entrambi vicine alla lettura, si impegnano per coinvolgere la comunità.

Il “Salone internazionale del libro” di Torino, XIX° edizione, 2006. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Salone_internazionale_del_libro#/media/File:Torino-Fiera_libro_2006-DSCF6977.JPG

Oggi prende avvio il “Salone internazionale del libro” di Torino, la fiera editoriale più importante d’Italia. Nell’occasione valutiamo la risposta di un piccolo borgo toscano nel contesto degli eventi culturali in Italia, ragionando sulla necessità di leggere di più.

Torino, la città del libro

Il “Salone internazionale del libro” rappresenta l’iniziativa letteraria più grande in Italia, e seconda in Europa per numero di espositori subito dopo la “Buchmesse” di Francoforte.  Nata nel 1988 dopo una polemica con Milano su chi dovesse ospitare l’iniziativa, il Salone di Torino continua tutt’oggi con alti e bassi.

Oggi siamo arrivati alla 35° edizione, nel corso delle quali si è cercato di ingrandirsi, innovarsi e talvolta anche reinventarsi. Già dalla 5° edizione del ‘92 si sentì la necessità di trovare un nuova location capace di ospitare i circa 800 espositori di allora. Da quel momento il numero di visitatori andò sempre più aumentando in maniera graduale. Se nel 1988 se ne contarono già 100.000 con circa 500 espositori, il picco fu raggiunto nel 2014 vedendo i propri numeri triplicare

Dal 1996 in poi si è voluto dare un nuovo taglio al Salone, istituendo dei temi conduttori diversi per ogni edizione. Temi che vanno in qualche modo a rappresentare gli argomenti di attenzione collettiva. Basta solo citare l’edizione del ‘96, intitolata “Il secolo delle donne?”, argomento al centro delle guerre all’ultimo inchiostro

Dal 2014 il numero di visitatori ed espositori è andato sempre più calando. Nel 2016 si contarono 1000 stand, 500 in meno rispetto al 2012, mentre 150.000 sono stati i visitatori, più che dimezzati rispetto al 2014. In questo trend al ribasso non si può dire che abbia influito la pandemia, in quanto avviatosi già dal 2015, ma è vero che il 2020 ha rappresentato un edizione diversa dalle altre. Si è optato infatti per un incontro virtuale tra pubblico ed editoria tramite delle live streaming. Certo non ha avuto lo stesso sapore, ma la vicinanza dei libri in un momento di clausura come quello, non può che aver fatto del bene.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Salone_internazionale_del_libro#/media/File:Logo_salone_libro.png

Torrita di Siena, il borgo dei libri

Passiamo adesso ad una scala più ridotta, ma allo stesso modo importante. Ci troviamo a Torrita di Siena, un piccolo borgo nella campagna della Toscana meridionale. Ogni maggio da 8 anni va in scena nella piazza del paese l’iniziativa “Il borgo dei libri”, concepito per avvicinare la comunità alla lettura. Torrita di Siena si anima così di stand di ogni tipo, dalle case editrici, ad antiquari e collezionisti ma non solo, dalle parole del Sindaco Giacomo Grazi:

«Il Borgo dei Libri è un itinerario tra i libri, l’arte, le tipicità locali, che fornisce una piacevole occasione di incontro e di socializzazione»

L’attenzione ai bambini è particolarmente sentita, le lettura infantili e le iniziative di coinvolgimento delle famiglie è una delle caratteristiche principali. Per avvicinare la comunità alla lettura è infatti necessario partire dalle basi della piramide delle età. L’importanza delle scuole e degli studenti è un punto focale della buona riuscita de “Il borgo dei libri”, tuttavia anche in questo caso, la pandemia non ha aiutato a raggiungere l’obiettivo. 

Se per il Salone di Torino si è comunque messo in piedi un sistema relativamente funzionante, per Torrita di Siena le difficoltà sono state maggiori. Nelle edizioni 2020 e 2021 l’impossibilità di organizzare l’evento in piazza, ha obbligato ad una riconversione in live streaming. Attraverso le pagine social si è tentato di non lasciare la comunità “a secco” di libri. Presentazioni di nuove opere, letture per bambini e spettacoli teatrali online hanno puntellato le pagine home dei follower dell’iniziativa. Inutile dire che la modalità a distanza è stata solamente un ripiego, a causa degli divieti allora vigenti. Quest’anno infatti, il 7-8 maggio, si è finalmente ritornati in piazza a toccare con mano i libri, con una parvenza di ritorno alla normalità. 

Fonte: https://www.facebook.com/borgodeilibritorritadisiena/photos/a.1058074954297684/1058074960964350/

Il bisogno di leggere e le iniziative culturali 

Perché abbiamo bisogno di leggere? Sarebbe riduttivo rispondere semplicemente dicendo che lo si fa per svago, oppure perché fa bene, ce lo siamo sentiti dire tutti da bambini. Leggere serve per ragionare immaginando. Potranno sembrare due termini ossimorici, ma già Leopardi (Zibaldone, 3717) ragionava su queste tematiche:

«immaginazione continuamente fresca e operante si richiede a poter saisir i rapporti, le affinità, le somiglianze ecc., o vere o apparenti, poetiche, [o scientifiche] ecc., delle cose tra loro, o a scoprire questi rapporti o a inventarli»

Oggi viviamo in un periodo storico paradossale, dettato da una mole incalcolabile di informazioni che necessitano di essere selezionate se vogliono essere recepite. Il libro ha assunto una nuova forma, quella del supporto digitale, ampliando la sua capacità di circolazione ma in qualche modo allontanandoci da esso. I dati ISTAT del 2017 ci danno da pensare in questo senso. Nel migliore dei casi poco più del 50% del campione preso in considerazione si dichiara lettore, e in fondo alla classifica un misero 25% va a chiudere la fila. Il problema c’è ed è evidente, si ha avuto bisogno di un ritorno alle origini. 

In questa prospettiva si inseriscono Torino e Torrita di Siena, una città e un borgo, due esempi rappresentativi che fanno da cartina tornasole di un sentimento diffuso. Secondo un censimento del 2021 si tentato di conteggiare gli eventi letterari sul nostro territorio. Tra iniziative maggiori nelle grandi città e quelle minori in paesi di provincia, se ne contano 157 lungo tutto lo stivale. Decisamente un buon numero, ma serve una partecipazione attiva della comunità per non rendere vani gli sforzi fatti. Bisogna assecondare quella disposizione essenziale nell’uomo di ragionare immaginando, bisogna salvaguardare la lettura e i libri.

Fonte: https://www.illibraio.it/news/editoria/lettura-dati-istat-944899/

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