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Gli errori storici di Quentin Tarantino sono davvero errori? Capiamolo insieme analizzando la storia

A quanto pare, il regista più amato di Hollywood ha qualche problema con i contesti storici delle sue pellicole. 

Quentin Tarantino è senza dubbio uno dei personaggi più influenti del cinema mondiale. L’autore di capolavori come Kill Bill, Pulp Fiction e Django Unchained ha però un conto in sospeso con delle incongruenze storiche in alcune delle sue produzioni. Sembrerebbe però che ci sia dietro qualcosa.

“Django Unchained”: un western che viene dal ‘futuro’

La storia dello schiavo Django Freeman (Jamie Foxx) e del cacciatore di taglie, il Dr.King Schultz(Christoph Waltz) si annovera di diritto come uno dei colpi di genio del nostro regista di Knoxville. Vincitore di due premi Oscar per “il miglior attore non protagonista” e per “la miglior sceneggiatura originale”, il film si colloca in una posizione di prestigio nell’industria cinematografica americana. Basta pensare ai famosi memes con protagonista Calvin Candie (alias Leonardo Di Caprio) e le sue iconiche citazioni come

Signori, avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione.

Ma purtroppo Django Unchained è conosciuto anche per le numerose inesattezze anacronistiche del suo periodo, vale a dire il 1858. Infatti gli occhiali da sole che il protagonista indossa, sono stati messi in commercio nel 1929. E solamente nel 1867, il chimico Alfred Nobel inventò la dinamite, fatta esplodere nella scena finale, quando Django spara allo stesso Tarantino. Per non parlare della storia inverosimile di Alexandre Dumas, raccontata dal Dr.Schultz. Come direbbero i tedeschi,’Das ist Wahnsinn!’. L’autore francese non era nero, e anche se si volesse parlare del padre, sarebbe stato più opportuno dire che era mulatto. E inoltre Dumas nel 1858 non era morto, come il dottore insinuò a Calvin Candie nel suo discorso. Padre e figlio morirono rispettivamente nel 1870 e nel 1895. Se invece vogliamo essere ancora più puntigliosi, possiamo notare come veniva data la birra ai personaggi. In effetti uno spillatore ed una bottiglia dal tappo meccanico sono oggetti piuttosto moderni per un periodo come il XIX secolo.

“Bastardi senza gloria”: quando il nazismo diventa una favola

Nein nein nein nein nein nein!

La famosa strillata di Adolf Hitler (Martin Wuttke) descriverebbe in maniera perfetta l’attenzione al periodo storico che Tarantino ha riservato a questo film. Parliamoci chiaro: considerate il colonnello austriaco Hans Landa (sempre Christoph Waltz) come un antagonista da odiare visceralmente? E soprattutto, il tenente Aldo Raine (Brad Pitt) ed i suoi ‘bastardi‘ incarnano veramente degli ideali eroici che salvano il mondo dalla furia nazista? Questa pellicola, per quanto straordinaria possa essere, rappresenta infatti un totale scostamento dalla realtà dei fatti. Nonostante venga etichettato da Wikipedia e altri siti come film storico. Ad esempio, il ministro Joseph Goebbels (Sylvester Groth) non appare zoppicante, come in verità lo era per via di una malformazione al piede. Oppure il maggiore Dieter Hellstrom (August Diehl) e la sua divisa nera della Gestapo, caduta già in disuso nel 1940 (la storia si svolge nel 1944). Mentre Hans Landa nel suo monologo con il contadino Perrier LaPadite (Denis Ménochet) menziona un tale Reinhard Heydrich, il sanguinario generale tedesco soprannominato “il Boia di Praga“. Il colonnello ne parla al passato, nella prima scena ambientata nel 1941. Heydrich invece morirà un anno più tardi, per mano dei partigiani cecoslovacchi. Tralasciando anche l’assurda uccisione di Hitler in una sala cinematografica, il film presenta talmente tante lacune che elencarle tutte sarebbe solo infruttuoso da un punto di vista cinematografico. E di sicuro, non vi renderà simpatici!

“C’era una volta a…Hollywood”: una questione di marketing

L’ultimo kolossal di Quentin Tarantino è situato in una pittoresca Los Angeles, ad Hollywood. La fantasiosa storia dell’attore Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) e dello stuntman Cliff Booth (Brad Pitt) fa da sfondo in quella che all’epoca era in America, la modernizzazione dell’industria cinematografica. E soprattutto ricorda un avvenimento in particolare: quello dell’eccidio di Cielo Drive. A modo suo, poiché i membri della “Famiglia Manson” sono stati uccisi da Cliff, poco prima di voler compiere il misfatto a casa di Sharon Tate (Margot Robbie). E in che modo poi! Ma tornando al punto, gli errori presenti in questo film si limitano perlopiù alle marche delle grandi aziende che a quel tempo (1969non esistevano. Ad esempio, quando la Tate stava parlando con la ragazza al botteghino, si può vedere un enorme logo di Starbucks dietro, multinazionale fondata nel 1971. E mentre Cliff stava guidando di notte sulla boulevard hollywoodiana, si può intravedere l’insegna di un ristorante Subway, catena di fast-food commercializzata nel 1968, ma solamente nel Connecticut. Per la prima apertura sulla West Coast, dobbiamo aspettare altri dieci anni. E perché, nel 1969 sempre sulla boulevard esistevano i lampioni con le luci LED, inventate solo nel 2010?! Addentrandoci sempre di più nella folta nube delle incertezze anacronistiche, possiamo notare che lo stesso John Travolta ne ha trovata una, non di vana importanza.

Leonardo sta tornando dall’Italia o dovunque fosse stato e il narratore dice che sarebbe salito su un 747. Beh, il 747 ha effettuato il suo primo volo di prova nel febbraio del 1969, per diventare operativo solo nel 1970. Avrebbe al massimo dovuto essere su un Boeing 707!

Beh, che dire. Il nostro Vincent Vega ha scovato un paradosso del tutto astruso. Ma che entra di diritto nella nostra lista di errori storici dei film ‘tarantiniani’.

Il genio di Tarantino sta nell’ignorare la realtà

La domanda che ci sorge è la seguente. Davvero uno dei registi più apprezzati al mondo, può risultare così impreparato sulla storia e l’anno di certi avvenimenti/cose? Se così fosse, toccherebbe che considerassimo Quentin Tarantino come un buzzurro, incapace di rappresentare il passato secondo canoni specifici. Ma avreste ammirato lo stesso Django vestito come un cowboy? Oppure l’ennesima storia di Hitler e della sua morte vi avrebbe tenuto con gli occhi sullo schermo per due ore e mezza? E non vi avrebbe fatto angosciare e deprimere l’eccidio di Cielo Drive raccontato nei minimi dettagli? Sia chiaro, essere acculturati è sempre bello. Ma quando vediamo nella scena iniziale “written and directed by Quentin Tarantino“…lasciamo i nostri dubbi a parte.

 

 

 

 

 

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