Il Superuovo

Gli errori degli adulti causano traumi nei bambini: l’esempio di una storia vera in “Split”

Gli errori degli adulti causano traumi nei bambini: l’esempio di una storia vera in “Split”

Ogni ferita emotiva infantile corrisponde a una cicatrice che rimane per sempre e caratterizza la personalità di ognuno.

“Split”, la storia di un uomo con 24 personalità, risultato di un’infanzia e un’adolescenza difficile. Ma i risultati di un abuso possono essere molteplici, in base alla forza che risiede in ognuno, e anche le cause, dovute ad errori genitoriali.

Cosa succede nel film

La vicenda del film “Split”, del 2016 di M. Night Shymalan, è ambientata a Filadelfia, dove, in un parcheggio, Dennis (James McAvoy) rapisce tre studentesse in pieno giorno. Le tre ragazze sono disorientate e spaventate dai repentini cambiamenti di Dennis che, a distanza di pochi minuti, muta atteggiamento, postura e voce. Parallelamente, scopriamo che l’uomo è in cura da anni presso una psichiatra, la quale gli ha diagnosticato un grave disturbo della personalità. Kevin Wendell Crumb, infatti, ha creato ben 23 identità tutte diverse tra loro, che prendono vita a seconda dello stress che sta subendo.

Un passo falso separa le tre ragazze rapite e Casey (Anya Taylor-Joy) rimane l’unica a poter tentare un approccio con il rapitore. L’unica chance che Casey ha di poter fuggire è quella di plagiare l’identità del piccolo Hedwig, la personalità infantile di Crumb. Ma come scopriamo poco per volta, si sta innescando un ennesimo meccanismo schizofrenico: La Bestia, nonché la sua 24esima personalità che lo trasforma in un feroce animale affamato, e le ragazze rapite non sono altro che il sacrificio, il pasto per “l’animale”. Il motivo per cui la ferocia della 24esima personalità non si scagli anche contro Casey risiede nel passato della ragazza. La Bestia riconosce nelle cicatrici sul suo corpo un trascorso di abusi, infatti, come si può vedere in alcuni flashback, Casey da bambina aveva subito violenze da parte dello zio. Per un istante nella sua mente si apre uno spiraglio di pensiero con un risvolto emotivo. Crumb vede Casey come una sua simile, come una persona sola e “danneggiata”, che proprio come lui era stata una vittima di maltrattamenti e che aveva sofferto, così scatta in lui un sentimento di compassione che anche lei percepisce reciprocamente.

La vera storia di un uomo dalle 24 personalità

La trama di questo film, tranne in alcune parti, come ad esempio la comparsa della “Bestia”, è ispirata alla storia di una persona realmente esistita. Si chiamava Billy Milligan ed è uno dei casi più celebri della storia di disordini da personalità multipla.

Nel 1977 venne arrestato all’età di 22 anni per aver rapito e violentato tre studentesse universitarie. Ha già precedenti penali, ma durante la perizia psichiatrica emerge che soffre di un gravissimo disturbo dissociativo dell’identità. Nella sua mente vivono ben 10 personalità distinte. Così, per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale.

Durante il ricovero in un istituto specializzato, emergono altre 14 identità, tra cui spicca il “Maestro”, la sintesi della vita e dei ricordi della sua vita. Grazie al quale è stato possibile scrivere anche un libro (“Una stanza piena di gente” -D. Keyes).

Come si è sviluppato questo disturbo, gli errori degli adulti

L’infanzia di Billy, non era stata per nulla facile: era il figlio del secondo matrimonio di sua madre, una donna molto pressante, dalla quale subiva violenze psicologiche e che ha reso difficile la sua adolescenza, suo padre soffriva di depressione ed alcolismo e si suicidò quando lui aveva quattro anni. Infatti le prime personalità di Billy vennero fuori quando aveva cinque anni. Per di più fu vittima di sadismo e abusi sessuali a opera del patrigno all’età di circa otto anni. Le diverse personalità si sono generate come meccanismo di difesa per sopravvivere nel difficile contesto familiare, per salvarlo da tentati suicidi e per proteggerlo da atti illegali, infatti la sua vera personalità è stata tenuta nascosta dalle altre per diversi anni.

È un meccanismo psicologico: quando la vittima non riesce a sottrarsi da una condizione razionalmente difficile da accettare, la mente fabbrica una personalità alternativa che viva quegli eventi, nel tentativo di preservare la salute mentale dell’io.

 

Cause ed effetti dei maltrattamenti sui minori

Ma cosa si intende per abusi? Sono atti che turbano gravemente i bambini e le bambine, danneggiando la loro integrità corporea, affettiva, intellettiva e morale, le cui manifestazioni sono la trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di genitori, altri membri della famiglia, altre persone che si prendono cura del bambino, amici, estranei, persone con una posizione di autorità (insegnanti, ecclesiastici, etc.), operatori dei servizi socio sanitari o altri minori.

Più la vittima ha un’età inferiore, più i danni sono disastrosi. Infatti se la vittima è troppo piccola, non ha la capacità o la maturità di spiegare l’accaduto, quindi l’indice di occultamento è molto elevato; oppure viene negato, gli adulti o operatori pongono resistenza per l’ascolto, per impotenza, confusione e paura di andare incontro a conflitti e rischi personali. In molti casi, quando non viene effettuato in intervento di nessun tipo, tende a perpetuarsi, dunque le violenze continuano, e un bambino che subisce violenze e maltrattamenti ha più possibilità di diventare a sua volta un genitore maltrattante e/o a sviluppare una patologia psichiatrica.

Il maltrattamento fisico sui minori è dovuto a fattori di rischio nei genitori:

  • non riescono a instaurare un legame affettivo con il bambino, dovuto a una complicazione durante la gravidanza/nascita, o un senso di delusione nei confronti del bambino;
  • hanno subito a loro volta dei maltrattamenti da piccoli;
  • vedono i comportamenti scorretti del bambino, dovuti allo sviluppo, come intenzionali, dando punizioni eccessive e violente;
  • usano punizioni corporali per insegnare la disciplina;
  • soffrono di patologie psicologiche;
  • mancanza di autocontrollo quando sono arrabbiati o stressati;
  • abusano di alcool e/o droga;
  • sono coinvolti in attività criminali;
  • soffrono di depressione e sono socialmente isolati;
  • sono di giovane età e quindi c’è mancanza di educazione;
  • hanno vissuto in difficoltà economiche.

Se in queste figure esalta un elevato autoritarismo, che danneggia i figli, dall’altra parte abbiamo invece dei genitori con mancanza di autorevolezza che sono egualmente nocivi per lo sviluppo dei bambini. Genitori che pensano di poter educare i figli senza regole e discipline, cercando di avvicinarsi a loro imitandoli negli atteggiamenti e nel modo di vestire, che non fanno altro se non danneggiarli.

Ogni ferita emotiva infantile corrisponde a una cicatrice in età adulta, che costruisce la personalità dell’uomo che sarà in futuro

  • Annullare le emozioni>freddo e impulsivo
  • Umiliazioni>timidezza e prepotenza
  • Ingiustizia> porterà ad avere un carattere autoritario
  • Sentirsi respinti>solitudine
  • Mancanza di affetto> nessuna empatia ne compassione
  • Tradimento dei genitori>controllato e perfezionista
  • Trattati come adulti>mancanza di fiducia
  • Genitori assenti>relazioni problematiche

Essere genitori è un’arte che si impara e si applica sul campo, inventandosi e reinventandosi metodi. Ma prima di tutto per essere genitori, l’importante è donare un amore che lascia liberi per non limitare la crescita e l’indipendenza dei figli. Amando in modo autentico e equilibrato i genitori educano all’amore per la vita in tutte le sue forme.

 

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