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Uğur Şahin, il ricercatore turco-tedesco del vaccino anti-Covid, dimostra che l’immigrazione non è un nemico

Uğur Şahin, il ricercatore turco-tedesco del vaccino anti-Covid, dimostra che l’immigrazione non è un nemico

Uğur Şahin, l’uomo turco-tedesco che ha sviluppato il vaccino anti-Covid, ha raggiunto dei buonissimi risultati passando alla storia, insieme a sua moglie Özlem Türeci.

Uğur

Şahin è stato tra i primi a livello globale a dare il via a una ricerca sul vaccino anti-Covid e ha portato la BioNTech, ovvero la sua compagnia di biotecnologie, a incassi record, dimostrando un’efficacia del 90% del vaccino, ben al di sopra delle aspettative.

Chi è Uğur Şahin

Uğur Şahin ha 55 anni ed è figlio di immigrati turchi. Arrivò all’età di quattro anni in Germania insieme a sua madre, per raggiungere suo padre che all’epoca lavorava per la fabbrica della Ford di Colonia. Il piccolo Uğur ha sempre saputo che da grande la sua professione sarebbe stata la medicina. Iniziò a lavorare alla clinica universitaria della città renana, poi ad Homburg, dove conobbe l’immunologa turca Özlem Türeci, che diventerà sua moglie e socia in affari.

Uğur e Özlem nel 2001 fondarono la loro prima azienda, “Ganymed”, che nel 2016 venne acquistata dal colosso giapponese Astella per 1,28 miliardi di euro, grazie allo sviluppo delle innovative terapie contro il cancro fondate sugli anticorpi.

Sin dallo scorso gennaio, ossia prima che il Coronavirus si espandesse in Europa, Şahin è stato il primissimo a livello globale a iniziare le ricerche per il vaccino anti-Covid.

Nonostante i successi raggiunti, i colleghi di Şahin lo descrivono come una persona molto umile che non si separa mai dalla sua bicicletta, con la quale va anche a lavoro.

La nascita e i successi della BioNTech

Şahin fonda la BioNTech nel 2009 insieme a sua moglie, che da subito ne è diventata chief medical officer. Il loro obiettivo è sempre stato quello di riuscire a trovare la terapia specifica per ogni singolo paziente oncologico. L’anno scorso l’uomo è stato onorato con il Premio tedesco per la lotta contro i tumori.

L’azienda farmaceutica BioNTech, ha realizzato, insieme all’azienda americana “Pfizer”, il vaccino anti-Covid che annuncia un’efficacia pari al 90% dei pazienti, e va ben oltre le aspettative.

Secondo il settimanale “Welt am Sonntag”, Uğur Şahin e sua moglie Özlem Türeci, oggi sono tra i 100 tedeschi più ricchi. Il valore di mercato della BioNTech è oggi di 21 miliardi, mentre un anno fa era di 4,6 miliardi.

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I fattori principali che spingono gli individui a emigrare

Negli ultimi anni i movimenti migratori hanno subito un forte sviluppo, non a caso ci troviamo nell’era delle migrazioni. Esistono diversi fattori che portano determinati individui a emigrare: lavoro e denaro, famiglia ecc.

Restando più sul generico, i due fattori più importanti sono: i fattori di espulsione, ovvero un insieme di problematiche interne al Paese d’origine che spingono le persone a emigrare; e i fattori di attrazione, elementi tipici dei paesi di destinazione che attirano i migranti nei paesi più ricchi.

Nel caso della Germania, la popolazione turca costituisce la più grande comunità straniera del Paese. Qui si parla di una diaspora. Le diaspore sono fenomeni per cui una popolazione abbandona il proprio paese disperdendosi in diversi paesi stranieri. Il sociologo Cohen divide le diaspore in diverse tipologie: le diaspore di vittime, generate da eventi drammatici; le diaspore imperiali, legate allo sviluppo di un impero; le diaspore di lavoratori, in cui si ricercano nuove opportunità lavorative; e le diaspore di commercianti, volte a creare reti commerciali internazionali.

Esistono anche casi più rari di migrazione, come quelli dei rifugiati, che si trovano al di fuori del proprio paese a causa di persecuzioni, conflitti e violenze che ne minacciano l’esistenza e che hanno bisogno di protezione.

La visione dell’immigrato nel mondo: come è e come dovrebbe essere

Il fenomeno del razzismo ha deformato totalmente la visione dell’immigrato nella nostra società. I pregiudizi dominano la percezione che l’essere umano ha del “diverso”, e non danno spazio alla curiosità di sapere cosa ha portato quell’individuo a lasciare il proprio paese, spesso molto diverso a livello di norme e cultura. Appunto per questo, molto spesso si tende a giudicare negativamente l’immigrato.

La verità è che il fatto che un individuo sia effettivamente un immigrato non è assolutamente rilevante per poterlo additare come “cattivo”, anzi, forse chi si è interfacciato con la realtà da diversi punti di vista di solito ha molta più sensibilità e preparazione nell’affrontare la vita, soprattutto quella sociale.

Uğur Şahin e Özlem Türeci sono solo due dei numerosissimi esempi di immigrati che possono portare un Paese a grandi risultati, e che quindi, sono una conquista piuttosto che una condanna. Proprio per questo motivo, bisognerebbe promuovere il multiculturalismo a livello mondiale. Le società multiculturali accettano le differenze di lingua, religione, costumi e tradizioni, e le persone che vivono in un contento multiculturale hanno la straordinaria opportunità di conoscere la varietà delle culture umane.

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