Gli effetti dei cibi ultra-processati: tutto ciò che ci porta a mangiare di più

L’assunzione di cibi ultra-processati è legata all’obesità: uno studio lo conferma, ma la scarsità di dettagli nei protocolli utilizzati ha suscitato perplessità.

Un lavoro di verifica condotto in laboratorio sulle abitudini alimentari e sulle loro conseguenze ha preso in analisi per quattordici giorni due gruppi di persone: uno si è nutrito solo di cibi ultra-processati, l’altro solo di cibi naturali. Ai soggetti è stato chiesto di mangiare a volontà e il risultato è stato sorprendente: chi si nutriva di cibi ultra-processati assumeva 500 calorie in più al giorno, ingrassando in media quasi un chilo alla fine delle due settimane.

Non sapevo di essere sazio

Alcuni cibi ci spingono a mangiare di più e il motivo potrebbe essere dovuto alle proprietà sensoriali degli alimenti ultra-processati, che ci farebbero venire voglia di mangiare con più foga. Quando mangiamo troppo in fretta non diamo il tempo al tratto gastrointestinale di comunicare alla nostra mente che siamo sazi. Per questo poi esageriamo con il cibo. Chi si è nutrito di cibi non processati mostrava, dopo i pasti, quantità elevate dell’ormone PYY (naturale riduttore dell’appetito) e basse di grelina (l’ormone che stimola la fame). Nel mondo scientifico c’è stato chi, seppur apprezzando lo studio, ha manifestato qualche perplessità. Hanno sottolineato che la mancanza di una distinzione precisa tra cibo processato e ultra-processato rende più difficile l’analisi dei risultati. Cibo processato è diventato un modo di definire ogni tipo di alimento spazzatura, e non è corretto, perché la maggior parte del cibo viene in qualche modo elaborata: la categoria dell’ultra-processato è in un certo senso arbitraria, dal momento che definisce il cibo non in base ai procedimenti ai quali viene sottoposto, ma per la sua modalità d’uso.

Cibi processati

I cibi processati sono i cibi lavorati e confezionati, caratterizzati da tempi lunghi di conservazione. Cibi che rispondono alla logica di profitto delle multinazionali, le quali puntano sempre a una proposta alimentare standardizzata e industriale, non potendo infatti ricavare profitti ingenti dai cibi freschi e naturali, di breve scadenza e di scarsa trasportabilità. Questi cibi ultra-lavorati fanno male alla nostra salute, sebbene siano ormai popolari in tutto il mondo occidentale perché molto pratici, veloci da preparare e spesso anche economici. Questi cibi hanno tutti un’alta densità energetica, cioè sono molto calorici, hanno un elevato indice glicemico, sono poverissimi di fibre, micronutrienti (vitamine) e fitocomposti (antiossidanti) e sono ricchissimi di grassi alimentari, zuccheri semplici, sale e insaporitori vari (glutammato e altri). Un recente studio pubblicato sulla rivista Public Health Nutrition ha individuato una relazione lineare tra consumo di cibi processati e aumento significativo dell’obesità in 19 Paesi europei. Pare che i cibi ultra-lavorati vadano a danneggiare il meccanismo di sazietà inducendo un consumo eccessivo di calorie e quindi l’aumento di peso.

Super Size Me

Super Size Me è un film documentario del 2004 scritto, diretto ed interpretato da Morgan Spurlock. Il film è stato candidato nel 2005 per l’Oscar al miglior documentario. Spurlock è stato controllato da tre medici: un generico, un cardiologo, un gastroenterologo. Lo hanno seguito per tutta la durata della prova, registrando i cambiamenti e gli effetti occorsi nel mese dell’esperimento. Tutti e tre i dottori hanno dichiarato che Spurlock, prima dell’inizio dell’esperimento, era perfettamente nella media come stato fisico, che avrebbe riscontrato effetti negativi sul suo corpo, come un lieve aumento ponderale e del tasso di colesterolo, ma nessuno dei tre si sarebbe aspettato niente di così drastico. Le abitudini alimentari di Spurlock durante l’esperimento sono state dettate da precise e severe regole: deve mangiare tre pasti Mc Donald’s al giorno, deve assaggiare almeno una volta ogni opzione dei menu McDonald’s, non deve acquistare nulla che non sia sul menu e deve accettare di prendere il menu Super Size (ovvero quello più grande) se invitato a farlo. Il secondo giorno Spurlock mangia il suo primo menu taglia Super Size, ed ha il suo primo mal di stomaco. Dopo cinque giorni Spurlock ha già preso 5 kg. Non è passato molto che Spurlock si trova già in un inspiegabile stato di depressione, e ancora più inspiegabilmente la sua depressione, la letargia ed i mal di testa vengono attenuati solo da un altro pasto McDonald’s. Secondo uno dei tre dottori che lo seguono, Spurlock è diventato dipendente. Anche se a un certo punto perde addirittura 500 grammi, presto guadagna altri 5 kg, portando il suo peso a 92 kg. Accanto ai travagli personali di Spurlock, vengono indagati i diversi fattori che portano gli Stati Uniti ad avere il tasso di obesità più alto del mondo, tra cui la mancanza di cibo sano in molte scuole statunitensi e il potere negativo della pubblicità sui giovani.

Alberto Simula

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