Werther e Caltagirone: la società cambia e la risposta collettiva pure

Quasi due secoli e mezzo fa la pubblicazione di un’opera letteraria dà avvio ad un fenomeno di imitazione di massa, mentre oggi i lettori sono drasticamente diminuiti a vantaggio dei fruitori dei social. Quali sono le conseguenze?

grafico relativo ai suicidi ascritti all’effetto Werther

 

Werther ed effetto Werther

Nel 1774 lo scrittore, poeta e drammaturgo tedesco Johann Wolfgang von Goethe pubblica il romanzo epistolare I dolori del giovane Werther, il quale è considerato fra le opere maggiormente rappresentative del movimento dello Sturm und Drang. Tramite la lettura si viene a conoscenza delle vicende che interessano gli ultimi 20 mesi di vita del protagonista (Werther), descritto come un giovane ventenne proveniente da una buona famiglia e dotato di ottima cultura. Per mezzo delle prime lettere contenute nell’opera si apprende del trasferimento del giovane presso il villaggio tedesco di Wahlheim, e della conoscenza fra Werther e Charlotte, della quale si innamora benchè la fanciulla sia promessa ad un uomo locale di nome Albert. L’infatuazione iniziale per Lotte (soprannome ricorrente per indicare Charlotte) aumenta fino a divenire una forma di ossessione a seguito del matrimonio fra la donna e Albert, tanto da spingere Werther al suicidio.

L’impatto dell’opera sulla società del tempo è tanto prepotente da scatenare la tendenza giovanile, detta Febbre di Werther, a vestire come il personaggio di Werther e ad imitarlo fino a compiere l’estremo gesto del suicidio. Le stime in merito al fenomeno appena esposto ipotizzano un’incidenza di circa 2000 casi di suicidio negli anni immediatamente successivi alla pubblicazione del romanzo, ad opera di giovani uomini che ne avevano terminato la lettura. L’emulazione completa del personaggio è ben spiegata dalla sociologia, che qualifica come Effetto Werther il fenomeno per cui la notizia di un suicidio pubblicata dai mezzi di comunicazione di massa provoca nella società una catena di altri suicidi. L’effetto Werther si verificò anche a seguito della pubblicazione dell’opera di Ugo Foscolo Le ultime lettere di Jacopo Ortis, nel 1802, e dopo il suicidio di Marilyn Monroe, nel 1962.

Prati gate

Un impatto tanto grandioso sull’intera società si è registrato a partire dalla primavera del 2019 in conseguenza della diffusione virale del caso di gossip che ha visto protagonista Pamela Prati e che ha preso, ironicamente, il nome di Prati Gate o Pratiful. L’intricatissima vicenda che vede protagoniste la stessa Pamela Prati e le sue ex-manager ha generato una grandiosa risposta da parte del pubblico, che si è mosso in direzione unitaria verso un’interpretazione totalmente ironica. Conseguenza del Pratiful è stato un intervento ironico di Luciana Littizzetto durante il programma televisivo Che tempo che fa, durante il quale ha dichiarato:Mi sposo. Ho finalmente trovato la mia metà della mela (…) Vuoi sapere come si chiama? John Pinerolo, è cugino di Mark Caltagirone. Moltissima parte della grandiosa risposta collettiva di matrice ironica è costituita dall’amplissimo repertorio di meme ed immagini divertenti ispirate allo scandalo, fra i quali spiccano il riadattamento in forma “poetica” di uno stralcio di intervista rilasciata dalla stessa Prati, che recita Marito, figli, le valigie, e corri, e li porti a scuola, e mamma fai questo, e mamma fai quest’altro, e mamma giochiamo, bellissimo. Recente è la diffusione in rete di una fotografia scattata alla vetrina di una gelateria, contenente una vaschetta per il gelato completamente vuota e pulita e destinata al gelato al gusto “Mark Caltagirone”.

Fenomeni di massa a confronto

E’ particolarmente interessante il confronto fra la risposta massificata alla pubblicazione de I dolori del giovane Werther, che si è concretizzata nellafebbre di Werther” e nell’ “effetto Werther”, e il riscontro, anch’esso di massa, al recente caso di gossip. Risulta chiara la tendenza odierna della società ad interessarsi quasi unicamente ad argomenti non particolarmente impegnativi sul piano culturale ed intellettuale; una risposta tanto divertita non poteva che avere, quindi, come fulcro un argomento di grande leggerezza. Gran parte della popolazione attuale si approccia con difficoltà e con ridottissima frequenza alla letteratura, e i sondaggi riportano che 6 italiani su 10 non leggono nemmeno un libro all’anno. Determinante è inoltre la portata qualitativa e culturale dell’opera a cui ci si approccia, in quanto la capacità di giudizio del reale è frutto anche delle letture portate a termine. La sostituzione dei libri classici e di opere dai risvolti politici e filosofici con scritture che necessitano di minor partecipazione mentale è ben evidenziata dalla moderna biforcazione di moltissime case editrici in due filoni editoriali distinti (editoria a doppio binario), dei quali l’uno è riservato alle opere “di qualità”, purtroppo poco redditizie, e l’altro a pubblicazioni certamente carenti dal punto di vista di contenuti e forma, destinate al grande pubblico. Il vivacissimo riscontro del Pratiful si fa quindi portatore di una verità desolante e indicativa della popolazione che l’ha prodotta.

Giada Casali

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