Gli atteggiamenti modificano la percezione del futuro

Affermare che il futuro che si profila per gli uomini al giorno d’oggi è nettamente più promettente rispetto a quello di qualche anno fa è un questione apparentemente semplice, ma che, nella realtà dei fatti, risulta complicata. La risposta non è immediata così come si potrebbe pensare. Proviamo a vedere perchè. 

L’imprevedibilità della vita

Si pensi all’Italia. L’Italia presenta una situazione, almeno dal punto di vista economico, senza mezze misure. Si migra da un polo all’altro, dalla ricchezza alla povertà. Adesso si pensi ad un uomo. E’ il creatore di una catena di negozi che sta avendo molto successo al momento. Quest’uomo è benestante e felicemente sposato. Ha un’assicurazione, una copertura sanitaria, una persona che lo ama a fianco ed una vita che scorre placidamente e felicemente. Poi, però, dopo un po’ di tempo, la sua catena di negozi improvvisamente registra un calo nelle vendite. Questo calo non migliora e porta la catena al fallimento. L’uomo si riempie di debiti. I soldi finiscono. Come se non bastasse, la moglie lo lascia e lui si ritrova, a 50 anni suonati, completamente solo. Con il passare del tempo, sprofonda nella depressione e inizia a fare abuso di alcol. Che cosa è successo? La risposta è facile: è successo che la vita, con le sue continue e imprevedibili batoste, ha annichilito quest’uomo. Di conseguenza, le prospettive per il futuro di questa stessa persona hanno subìto bruschi cambiamenti: da una precedente prospettiva di un futuro florido e pieno di felicità è passato ad una prospettiva assolutamente negativa. Ciò che, più di tutto, è cambiato è, inoltre, il suo atteggiamento verso la vita. 

 L’origine di un atteggiamento

Avere a disposizione una mappatura mentale delle azioni che si intende intraprendere nei riguardi di un oggetto è un’ “abitudine” che l’individuo prende in risposta alle situazioni che si trova a fronteggiare di volta in volta. Questa mappatura mentale consiste di atteggiamenti. Questi sono componenti fondamentali del comportamento, nonché indispensabili predittori, nel bene e nel male, di un possibile comportamento futuro. Gli atteggiamenti consistono di pensieri, sentimenti e azioni che sono stati associati all’oggetto in questione. Pensare al domani significa avere delle aspettative nei riguardi del futuro stesso, pensarlo con più o meno possibilità del presente, ricco di gioia o, come nel caso del malcapitato descritto sopra, lo si può pensare come pieno di sofferenza. Queste aspettative influenzano il futuro che si profila per la persona. I sentimenti che ne scaturiscono influenzano in maniera assolutamente pregnante il modo di guardare la realtà. Molto spesso, le persone sono travolte dalla forza dei loro stessi sentimenti. I sentimenti annullano la possibilità di una prospettiva oggettiva sulla propria vita anche se, in realtà, una prospettiva oggettiva non può esistere. La vita degli esseri umani è inevitabilmente influenzata dai pensieri e dalle opinioni di ciascuno, nonché dagli eventi. Tuttavia, allo stesso modo con cui un determinato evento può modificare le previsioni per il futuro, un ruolo altrettanto importante è dato dalla realtà che circonda l’individuo, dalla situazione nella quale si ritrova a vivere e dalle persone con le quali si ritrova ad interagire. 

La strumentalizzazione (involontaria) della mente da parte di un gruppo

Leon Festinger ha studiato un fenomeno alquanto curioso: la formazione di un atteggiamento è influenzata enormemente dagli eventi che l’individuo si trova a sperimentare giorno per giorno. Ma nulla sarà mai potente come lo strumento della pressione sociale. La pressione sociale spinge le persone a comportarsi in determinati modi, a fare una cosa piuttosto che un’altra e, di conseguenza, spinge a pensare in un modo piuttosto che in un altro. Questo è stato chiamato da Festinger Dissonanza cognitiva. La dissonanza cognitiva è uno stato di tensione psicologica nel quale si incorre nel momento in cui si presentano due pensieri divergenti e l’individuo si trova costretto a sceglierne uno. La dissonanza, per effetto della pressione sociale, fa sì che una persona vada, possibilmente, contro le proprie idee e contro le proprie convinzioni per adattarsi alle convenzioni della società. Si tratta di un fenomeno del quale siamo tutti, involontariamente o meno, soggetti. Nessuno, però, lo ammetterebbe. Non si tratta di incoerenza. Non del tutto, almeno. Il cervello, infatti, ha utilizzato questa scorciatoia per far sì che la sensazione di spiacevolezza e tensione che si è creata possa essere appianata. Si tratta, insomma, una sorta di “scelta più facile”, che vede minimizzati i rischi di esclusione sociale. La società, in un certo senso, ha imposto di fare, o di pensare, una determinata cosa che l’individuo non si oppone nel fare per non rischiare di essere giudicato, il che, come sappiamo, è un’esperienza dolorosa, oltre che imbarazzante per chi lo sperimenta.

Come fanno questi fenomeni ad influire sulla percezione di un futuro migliore?

Essere soggetti a pressione sociale e sviluppare degli atteggiamenti che sono, da noi stessi, impartiti influenza enormemente la percezione della realtà e dunque del futuro che ci si prospetta. Pensare al futuro come pieno di cose positive o meno è qualcosa che, in fin dei conti, prescinde dal futuro stesso. Non esiste un futuro migliore o peggiore rispetto a quello di qualche decennio fa, poiché è la persona stessa che decide quali siano le sorti del proprio destino sulla base delle scelte che compie sulla propria vita. Pensare alla vita come fatta di gioie, o di dolori, porta inevitabilmente alla presenza di questi elementi, o meno, nella vita di ciascuno, poiché l’aspettativa che avvenga qualcosa di positivo o meno ne viene influenzata. La chiave per un futuro migliore non risiede in nessun altro posto se non nella mente delle persone, o nella strumentalizzazione che ne viene fatta. Molto spesso, sono le convinzioni e le idee di ciascuno che modificano in maniera radicale il corso degli eventi. Altre volte, purtroppo, è la vita a decidere se essere una maestra clemente o crudele ma, di fatto, non è una cosa dalla quale si può prescindere.

Le cose stanno andando meglio o peggio rispetto al passato? Impossibile dirlo. La vera domanda è: Vuoi che le cose vadano meglio o peggio rispetto al passato? A volte, per far sì che il proprio futuro migliori, bisogna solo crederci. 

Alice Tomaselli