Brescia, sfruttamento e prostituzione: l’opinione pubblica sul proibizionismo

Prostituzione a Brescia: il massaggio ‘Fantasy’.

Mercoledì 18 luglio la Guardia di Finanza di Brescia ha arrestato due coniugi italiani per sfruttamento e favoreggiamento alla prostituzione. Le indagini andavano avanti dal 2017, e si sono concluse questa mattina. I coniugi sfruttavano parecchie ragazze, perlopiù dell’Est. Il massaggio ‘Fantasy‘ era usato come codice per richiedere prestazioni sessuali a pagamento. Una volta ultimato il lavoro le ragazze dovevano versare metà del guadagno ai due sfruttatori. La finanza ha sequestrato il centro massaggio,il nome però non viene rivelato.

Negli ultimi anni gli arresti per favoreggiamento alla prostituzione sono stati parecchi. Gli investigatori in questi casi parlano spesso di condizioni igieniche gravemente compromesse e norme di sicurezza inesistenti. Questo non accade solo nei centri massaggi, ma anche sulle strade, in pieno giorno, e spesso le ragazze coinvolte sono minorenni. Nonostante i blitz e i divieti i clienti sono sempre numerosi e di ogni estrazione sociale.

Frattura tra l’opinione pubblica: pro e contro delle case chiuse.

La legge Merlin abolì i bordelli in Italia nel 1958 e introdusse il reato di sfruttamento e favoreggiamento. La legge venne proposta nel ’48 dalla senatrice del PSI Angelina Merlin. Travagliata da accesi dibattiti, fu approvata dopo dieci anni. Secondo la senatrice ”la legge dello stato non deve tollerare il traffico della donna”. Parecchi esponenti dello stesso PSI e del PLI ritennero ideologicamente peggiore l’occultamento della regolamentazione. Secondo Benedetto Croce, liberale, “eliminando le case chiuse non si distruggerebbe il male che rappresentano, ma il bene con il quale è contenuto e attenuato quel male”.

In molti oggi chiedono a gran voce la riapertura delle case chiuse, ritenendo essenziale regolamentare la prostituzione per arginare lo sfruttamento e il dilagare delle malattie veneree. Secondo buona parte dell’opinione pubblica la donna può essere libera di guadagnare esercitando con dignità il mestiere più antico del mondo. Secondo i sostenitori della prostituzione lo Stato può trarre parecchi vantaggi economici dalle case chiuse. Le prostitute pagherebbero le tasse come lavoratrici normali, oltre al fatto che lavorerebbero in luoghi igienici e sicuri.

Un’altra grande fetta dell’opinione pubblica, invece, ritiene che la prostituzione rappresenti lo sfruttamento della donna nonostante la presunta regolamentazione. Parecchi ritengono che la riapertura delle case chiuse possa distruggere gli anni di lotta contro il concetto della ‘donna oggetto‘. Secondo Rachel Moran, ex lucciola, la regolamentazione non rappresenta una soluzione, poichè c’è sempre un rapporto di subordinazione tra cliente e la prostituta che è convinta di scegliere autonomamente. Rachel chiama questa attività “stupro a pagamento“, perché il cliente ha sempre una posizione dominante.

Un dibattito senza soluzione

Il dibattito non riesce a trovare una soluzione e nel frattempo lo sfruttamento dilaga. Stando al Codacons il giro d’affari della prostituzione è in crescita, arrivando quasi ai quattro miliardi di euro all’anno. Le prostitute sono in costante aumento, passate da 70.000 a 90.000, arrivano ad essere oltre 100.000. La maggior parte di loro sono minorenni ed analfabete, provenienti da Africa, America Latina, Est Europa, e Cina. Tutte giungono in Europa illudendosi di uscire dalla miseria in cui si trovano, cadendo nella grande trappola dello sfruttamento. Da sempre i trafficanti di donne sfruttano la disperazione e la fragilità di cui sono vittime queste donne, oltre che il loro corpo. Nonostante il dibattito vada avanti da anni, ancora non si è trovata una soluzione definitiva per estirpare questo fenomeno.

Antonella Soldi