Il Superuovo

Gli amanti di cui ci parla Orazio sono “Superclassico”, come quelli di cui canta Ernia

Gli amanti di cui ci parla Orazio sono “Superclassico”, come quelli di cui canta Ernia

Il legame creatosi fra due innamorati si spezza per sempre finita una relazione? Possono due persone dopo aver condiviso così tanto tornare ad essere perfettamente estranee?

Il poeta latino Orazio dal lontano I secolo a.C. e il cantante Ernia con il suo singolo “Superclassico”, uscito a giugno 2020, lo dichiarano impossibile. L’intensità di una storia d’amore non può essere eliminata del tutto, ma solamente affievolita. È inevitabile che rimanga qualcosa nel cuore di entrambi, infatti i due amanti rimangono “Superclassico”.

Ernia canta un amore che ferma il battito

Il singolo “Superclassico” appartiene al terzo album, dal titolo “Gemelli”, del rapper italiano Ernia. La canzone, dalle sonorità delicate, racconta l’evolversi di una storia d’amore. I due protagonisti del testo s’incontrano e nel giro di pochi sguardi scatta qualcosa. Lei non sembra lasciarsi scoraggiare da chi vuole dissuaderla dall’approfondire la conoscenza del ragazzo che l’ha colpita. Lui che parla in prima persona è infastidito dal provare sentimenti, perché in amore ci si sente fragili, indifesi visto che il nostro animo si trova interamente nelle mani di un altro. Si sente “fregato” proprio perché non c’è rimedio ad un’emozione che ferma il battito, che stringe il cuore talmente tanto da provocare una sorta di apnea. Incontrarla equivale ad un “derby di coppa”, cioè in questo caso si riferisce proprio al “Superclásico”, uno scontro calcistico tra le due più grandi squadre argentine. I due sono “Superclassico“, fra loro esiste cioè una tensione paragonabile a quella delle tifoserie delle partite più seguite della storia.

Però mi si ferma il battito
Quando ti incontro per strada
Sembra un derby di coppa
Noi siamo Superclassico
E riempirei di mazzate quel tuo vecchio ragazzo
Che è un coglione galattico
E c’è una parte di te che è una parte di me
Che non andrà via in un attimo
Forse dovrei essere elastico
Un po’ elastico, baby

Le fasi dell’amore nell’ode 9, tra poesia e autobiografia

La relazione fra i due giovani del brano di Ernia giunge poi all’inevitabile conclusione in seguito a vari problemi, fra cui l’ineluttabile attrito dei rispettivi difetti che quando si sta vicino si vedono meglio. Anche il poeta latino di età augustea Orazio nell’ode 9, tratta dal terzo libro delle “Odi”, ci presenta il rapporto fra due amanti. Si tratta di un dialogo fra i due incontratisi a distanza di anni dalla fine della loro relazione. L’uomo non è nominato e si potrebbe pensare sia il poeta stesso, mentre lei si chiama Lydia. Egli dà inizio alla conversazione recuperando il ricordo della gioia passata goduta insieme, del come dipendendo esclusivamente l’uno dall’altra fossero all’apice della pienezza.

“Finché ti ero caro e nessun altro giovane
preferito circondava con le sue braccia
il tuo candido collo, ho vissuto
più felice del re dei Persiani”.
“Finché non hai amato un’altra di più
e Lidia non veniva dopo Cloe,
io, Lidia, dalla molta fama ho vissuto
più gloriosa della romana Ilia”.

Ma alla felicità antica si contrappone la nuova condizione, che espongono con un certo orgoglio forse per suscitare la gelosia dell’altro. Lui arde per Cloe, della quale elogia le abilità musicali e per la quale si dichiara disposto a morire. Lydia invece è presa da un trasporto smisurato per Calais e, come per vincere una competizione su chi sia più innamorato, asserisce che sarebbe pronta a morire non una, ma bensì due volte per lui.

“Ora mi governa la tracia Cloe,
esperta della cetra e di dolci melodie; per lei
non avrò paura di morire,
se il fato risparmierà la mia anima superstite”.
“Mi infiamma di amore corrisposto
Calais figlio di Ornis di Turi, per il quale
due volte sopporterò di morire,
se il destino risparmierà superstite il mio ragazzo”.

Tra due ex amanti la scintilla non si spegne

Tuttavia nonostante le circostanze siamo cambiate, il legame innervato fra due anime che si sono appartenute rimane lo stesso. Nei ricordi rimane una traccia indelebile, la tensione da “Superclassico” resta impressa e forse pronta a scatenarsi nuovamente alla prima occasione.

E mi dimenticherò e tu ti dimenticherai
Come se tutto tra noi non fosse successo mai
Poi ci penseremo ogni tanto
Io insieme ad un’altra
Tu insieme ad un altro
Dio, che fastidio

Se nella canzone il rivivere i bei momenti si limita alla reminiscenza, nella poesia di Orazio invece viene prospettata una riconciliazione. Dopo aver esaltato le rispettive nuove fiamme, i due ex amanti senza pensarci due volte sono pronti a riunirsi, a far rivivere quella tensione-attrazione che avevano lasciato languire. È lui a proporre di abbandonare Cloe, per legarsi di nuovo a Lydia. Lei nonostante abbia soppesato i difetti di lui e li abbia paragonati all’incomparabile bellezza di Calais, non resiste all’antica passione che torna a bussare alle porte del suo cuore. Così si conclude il componimento, con lei che se dapprima era sollecita a morire per amore, ora si manifesta desiderosa di vivere con il vecchio amante e anche di morire, non per lui, ma insieme a lui.

“Se l’antico amore ritorna,
e ci unisce con un giogo di bronzo noi prima separati,
se viene allontanata la bionda Cloe
e riaperta la porta alla precedentemente abbandonata Lidia?”
“Sebbene lui sia più bello di una stella,
e tu invece più leggero del sughero,
più collerico dell’Adriatico funesto,
con te vorrei vivere, con te morirei volentieri”.

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