Il Superuovo

Basta il pensiero per fare un regalo? Rispondono Sheldon Cooper e Marcel Mauss

Basta il pensiero per fare un regalo? Rispondono Sheldon Cooper e Marcel Mauss

Sheldon Cooper è un personaggio mitico che a volte ci fa ridere a crepapelle, altre ci fa innervosire, ma altre ancora ci può fra riflettere. E’ questo il caso del suo fastidio per i regali. Può essere giustificato?

L’usanza dei regali è radicata nella nostra società e tipica di varie ricorrenze, come il compleanno o il Natale. Siamo sicuri che venga sempre dal cuore? Secondo Marcel Mauss non proprio. Vediamo perché.

L’odiatore di regali

A tutti è capitato di dover fare un regalo a qualcuno. Cosa prendo? Piacerà? Lo userà? Sono solo alcune delle tante domande che ci facciamo quando dobbiamo comprare qualcosa. Che sia per Natale, per un compleanno o una laurea spesso siamo in difficoltà e no, diciamo la verità, la maggior parte delle volte non basta il pensiero. Lo sa bene Sheldon Cooper, odiatore seriale di regali. Tra le sue eccentricità c’è anche questa e il problema sembra essere l’obbligata reciprocità

E’ alla base di quest’usanza che ora io debba uscire a cercare un regalo di valore proporzionato e che rappresenti lo stesso livello percepito di amicizia simboleggiato dal regalo che tu hai fatto a me.         – Sheldon Cooper

D’altronde Sheldon non ha tutti i torti, un dono è un simbolo. Può rappresentare un’amicizia, come in questo caso, ma anche un patto economico come nel caso di alcune usanze culturali studiate da Marcel Mauss, tra i fondatori della tradizionale etnologia francese e autore di Saggio sul dono, in cui parla proprio di tutto ciò.

Un obbligo?

Marcel Mauss ha teorizzato il fatto sociale totale. Quest’ultimo è un elemento di una cultura che, in diversi modi, è collegato a tutti gli altri elementi che la compongono. Analizzandolo, dunque, è possibile interpretare per estensione tutte le altre componenti. Il dono è proprio un esempio di fatto sociale totale in quanto rappresenta uno degli strumenti principali per creare relazioni sociali universalmente utilizzato. Mauss ha messo in evidenza, proprio come Sheldon, che il regalo è un atto interessato e obbligato dettato dalle norme sociali attraverso cui è possibile comprendere anche altri aspetti di una comunità.

A determinarlo sono principalmente tre regole: dare, ricevere e ricambiare. La terza è data soprattutto da un obbligo morale di reciprocità che ha lo scopo di mantenere i legami sociali creati. Finché una delle parti coinvolte non infrange la regola del ricambiare si crea un circolo senza fine e la relazione rimane intatta.

Le origini

Quest’idea del dono deriva dallo studio di cerimoniali tipici di alcune culture, come il potlac e il kula. Il primo è un cerimoniale diffuso presso le popolazioni del nordamerica in cui venivano donate ricchezze tra le famiglie con lo scopo di mantenere un equilibrio del loro possedimento all’interno delle comunità. Il kula, invece, consisteva in uno scambio di doni fra le tribù appartenenti alla stessa area geografica che permetteva di creare dei legami commerciali con altre comunità.

Per noi i doni non hanno certamente questo significato, ma non è neanche poi così tanto diverso. Ci permettono di consolidare delle relazioni sociali e di mantenerle nel tempo, ma anche di trasferire  ricchezza nel caso di regali importanti, ad esempio dai genitori ai figli. Tutto ciò non significa che quando facciamo o riceviamo un regalo non ci siano anche il pensiero e l’affetto, ma, come in tutte le cose, possiamo ritrovare più significati sottesi.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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