Giulia Cecchettin è la centosettesima conferma che i secoli bui non sono quelli medievali

107 vittime di femminicidio dall’inizio del 2023 ci fanno chiedere se non sia questo il vero secolo buio della storia dell’umanità.
Guerre, femminicidi – tanti, troppi – fame, atti terroristici, infanticidi: no, non si sta parlando del Medioevo, bensì del 2023

Il fascino del Medioevo

X secolo.

Ultimo secolo che gli studiosi inseriscono nell’Alto Medioevo. I famosi secoli bui, pieni, nella memoria collettiva, di atti violenti, orrori, guerre, battaglie per il potere. Sono i secoli delle prime signorie, dei feudi e dell’importanza della terra come unica ricchezza. Sono i secoli dei castelli, delle investiture e dei cavalieri, secoli di gesti che sanciscono i patti e le alleanze e, soprattutto, i secoli dei vassalli – quelli che tutti a scuola conoscevamo a memoria.

Secoli bui, dunque?

Decisamente no. Sono anni di grandi avanzamenti scientifici e culturali, rappresentano le basi della nostra società moderna, dalla nascita e sviluppo delle città all’organizzazione sociale ed economica. Sono gli anni che ci hanno dato la possibilità di leggere, a distanza di secoli, testi di autori classici, greci e latini, conservati perfettamente e tramandati intatti grazie al lavorio dei monaci copisti.

Qualcuno, a questo punto, potrebbe obiettare: “ma se tutti li definiscono secoli bui, un motivo ci sarà”.

Immagine collettiva

È sorprendente come la distanza temporale che separa secoli molto distanti tra loro distorca quasi completamente l’immagine che si ha di un preciso contesto. Cosa che accade proprio per il Medioevo. La realtà dei fatti è che sono bui solo ed esclusivamente in relazione a quello che per gli umanisti hanno rappresentato il Rinascimento e i secoli del XV e XVI. Nulla di più.

Un esempio – quanto mai calzante in questi giorni: le fonti attestano che, fino all’XI secolo, la condizione delle donne e delle relazioni non fosse minimamente come ce la potremmo immaginare. La femminilità era dipinta e rappresentata come guerriera e coraggiosa, alle donne dei potenti spettavano gli stessi obblighi e privilegi della controparte maschile. La differenza sostanziale non era, come ci si aspetterebbe, specificatamente tra uomo e donna, bensì tra liberi e servi. La coppia stessa, nei primi anni del medioevo, non aveva vincoli di monogamia e indissolubilità, da entrambe le parti. Contrarre un matrimonio significava, tanto per le donne quanto per gli uomini, impegnarsi, anche economicamente, nella gestione di un nuovo aggregato domestico. Il patrimonio della coppia era destinato a tutta la prole, maschi e femmine, indistintamente.

È solo a partire dalla riforma della chiesa del X secolo che i modelli insistono maggiormente sulla distinzione uomo-donna. L’imposizione del celibato al clero passa anche e soprattutto attraverso le immagini misogine della donna: da simbolo di saggezza e forza a vergine e sottomessa alla volontà altrui.

La libertà della donna, questa sconosciuta

Di tutti gli insegnamenti che si sarebbero potuti cogliere dai cosiddetti secoli bui del Medioevo, è sull’ultima frase che la nostra società si sta concentrando particolarmente.

Sabato 11 novembre 2023.

Giulia Cecchettin, 22 anni, laureanda in ingegneria, viene assassinata con brutali modi operandi. Un incidente? Decisamente no. Una volontà? Decisamente sì. Il motivo? Nessuno, assolutamente nessuno.

Perché non è c’è alcun motivo di morire per aver lasciato andare una relazione, per aver voluto anche solo sperare di vivere sereni, per aver detto un semplice “no, basta”. Evidentemente ora, nella nostra società, sei libero di declinare un invito al cinema se non ti piace un film, rifiutare un piatto di pasta se non ti va più o un caffè se lo hai già preso. Ma tu, donna, Giulia, come ti sei permessa di rifiutare un uomo che tanto ti amava e ti faceva i biscotti per dimostrartelo. Addirittura, andava a dormire con l’orsetto che gli avevi regalato. Questa è cattiveria pura, suvvia Giulia, un po’ di compassione.

Giulia ne ha avuta di compassione, una compassione che le è costata molto cara.

Notate qualche differenza tra gli usi e i costumi medievali, dove la differenza sostanziale nella società era rappresentata dalla presenza o assenza di libertà e la storia e l’assassinio di Giulia? Io non ne vedo. Giulia, in quanto donna, femmina, non ha diritto di scelta e libertà. Non è, quindi, una persona. Persino i Romani di Catilina e Sallustio avevano la libertà di scelta: animus in consulendo liber, si legge ne La congiura di Catilina, ma Giulia Cecchettin no, lei non è stata una mente libera nel prendere decisioni. Anzi lo è stata, e per questo punita con la morte.

Io sono qui a chiedermi e a chiedervi: siamo ancora sicuri che i secoli bui non siano quelli in cui siamo intrappolati ora?

Lascia un commento