Il Superuovo

Giornata mondiale delle balene: 4 ragioni illustrano quanto il loro linguaggio sia simile al nostro

Giornata mondiale delle balene: 4 ragioni illustrano quanto il loro linguaggio sia simile al nostro

L’essere umano parla, straparla, chiacchiera, predica e spettegola, costantemente e fin troppo. Silenziamoci qualche istante per svelare il mistero del canto delle balene e del linguaggio umano. 

Scena dal film d’animazione “Fantasia”(umfilmeumdia.wordpress.com)

Il 16 febbraio 2021 è una data molto importante, coincide con la Giornata mondiale delle balene. Nonostante l’ingombranza e la maestosità di questi mammiferi marini spesso la loro esistenza e condizione vengono dimenticate. L’inquinamento dei mari e il crescente traffico marittimo sopprimono la biodiversità dei nostri oceani minacciando il benessere e la vita dei cetacei e di tutti gli abitanti del mare. Cogliamo allora la suggestione di questa giornata prendendo consapevolezza del peso delle nostre azioni e riscoprendo quanto in realtà abbiamo in comune con queste meravigliose creature.

1. Intenzionalità del linguaggio umano

Prima di analizzare le somiglianze tra il linguaggio delle balene ed il nostro occorre soffermarci su un importante motivo di differenza che garantisce alla comunicazione verbale umana la propria unicità: l‘intenzionalità. L’uomo comunica e si esprime perchè ne ha intenzione e non perchè risponde a stimoli esterni e all’istinto come avviene per gli animali. I cetacei, invece, non parlano per il gusto di farlo ma per due scopi principali: per corteggiare e per ecolocalizzare, ovvero per rilevare la posizione di determinati oggetti attraverso la classificazione degli echi rimbalzanti su questi ultimi. Da questo punto di vista possiamo tranquillamente affermare che le balene sono più furbe e fortunate di noi: loro sanno ben sfruttare il linguaggio per corteggiare la propria balenottera, mentre gli uomini spesso e volentieri perdono letteralmente le parole quando è il momento di corteggiare la propria crush, e in più quanto sarebbe utile possedere un sonar naturale per individuare gli oggetti evitando di inciampare e fare dunque brutte figure?

Balene (teleambiente.it)

2. Suoni polmonari e click

L’uomo dispone di un apparato fonatorio articolatissimo che coinvolge diaframma, trachea, glottide e organi vocali della bocca. Vengono prodotti perlopiù suoni polmonari, ovvero generati dal passaggio dell’aria dai polmoni alla bocca. Tuttavia esistono particolari lingue, come quelle d’Africa e del Caucaso, che comprendono suoni prodotti facendo schioccare la lingua contro denti o palato, i cosiddetti ‘click‘. Sembrerà incredibile ma, insieme ai ‘fischi’, sono i medesimi suoni emessi dai cetacei odontoceti (capodogli, orche e delfini) per comunicare. Chiaramente questi mammiferi non compongono i ‘click’ adoperando l’organo linguale come avviene per l’uomo, ma incanalando l’aria attraverso quello che è comunemente conosciuto come ‘sfiatatoio’.

(us.whales.org)

3. I discorsi gerarchici delle balene

La lingua dell’uomo comprende quattro principali livelli di analisi: la fonetica e fonologia che abbiamo già visto e avvicinato a quella dei cetacei, la morfologia, che si sofferma sulla struttura delle parole, la semantica e il lessico, ovviamente incomparabili a quelli delle balene, e per ultima la sintassi. Il livello sintattico studia la struttura delle unità minime del discorso, le frasi, e la loro combinazione. Più fonemi costituiscono una parola, più parole formano una frase, più frasi un periodo, più periodi un discorso. Si costruisce così una struttura gerarchica che si è scoperto essere presente anche nel canto delle balene: esse possiedono la propria unità linguistica di base che è la nota, una successione di quattro o cinque note che è la sottofrase e conseguentemente frasi, temi e finalmente il canto.

4. Un solo mammifero, tante lingue diverse!

Il canto delle balene è affascinante proprio per la sua complessità. Esistono al mondo tanti e diversi canti che variano per frequenza e tono, area geografica e per categorie di cetacei differenti, un po’ come avviene per le diverse lingue parlate dall’uomo nel mondo. La tipologia linguistica classifica tutte le lingue storico-naturali, comparando quelle che hanno caratteristiche comuni, e raggruppandole per ‘tipi’ linguistici. Una tale precisa catalogazione non esiste per il linguaggio delle balene, ma questo non importa, ciò che dovrebbe premerci maggiormente è invece lo sforzarci a ‘parlare la stessa lingua’ di questi animali e di tutte le creature viventi, tentando di comprendere, ascoltare e rispettare i bisogni e gli spazi dei nostri ‘conterranei’.

 

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