Il Superuovo

George Orwell e Mauro Corona ci illustrano la loro visione del mondo futuro

George Orwell e Mauro Corona ci illustrano la loro visione del mondo futuro

Ti sei mai chiesto come sarà il mondo fra venti, trenta o cinquant’anni? 

 

Sempre più spesso si sente parlare della fine del mondo, data l’emergenza sanitaria che stiamo affrontando ormai da un anno, dimenticandoci della fine del mondo vera: quella dettata dalla fine delle risorse disponibili. Ogni giorno tutti noi consumiamo risorse preziose, come l’acqua potabile, senza pensarci, come se fossero illimitate. In questo articolo ho deciso di parlare di due visioni di mondo futuro: la prima, quella di Orwell, incentrata sul controllo e sulla vigilanza, la seconda, quella di Mauro Corona, dove le persone devono imparare vivere senza le risorse preziose che stiamo sprecando.

1984: un mondo “spiato” dalle telecamere

George Orwell, quando pubblicò questo libro, fu spesso criticato per la sua visione tremenda del mondo del futuro. Secondo me, invece, non ci è andato molto distante.

Pensate a tutti i luoghi pubblici che attraversate in una giornata: da quante telecamere “di sicurezza” venite ripresi? Una in piazza, tre al supermercato, una al bar, una in banca e una persino fuori dalla porta di casa.

Siamo circondati da mezzi tecnologici, PC, smartphone e tablet che possiedono una videocamera, con cui fotografiamo qualsiasi cosa: il nostro cagnolino che dorme, la pasta al ragù che mangiamo, la pizza che mangiamo con gli amici, l’outfit che indossiamo per uscire.

Orwell, ovviamente, la vedeva molto più tragicamente, perchè secondo lui le videocamere spiavano tutta la popolazione ed erano state costruite per individuare ogni infrazione della legge possibile.

La fine del mondo storto: cosa succederebbe se finissero petrolio, carbone ed energia elettrica?

Mauro Corona, noto scrittore delle montagne friulane, in questo libro immagina un futuro in cui tutte le fonti di energia sono esaurite, tutte le risorse importanti per il funzionamento delle macchine e della tecnologia sono terminate.

L’uomo all’inizio va nel panico più totale: non c’è la corrente, non c’è il riscaldamento, quindi deve adattarsi per cercare di sopravvivere. Ovviamente anche il cibo scarseggia, le città sono deserte e silenziose e l’inverno sta avanzando: le famiglie che vivono in città iniziano a bruciare la poca legna che hanno e poi devono scegliere con cosa proseguire: il tavolo o le sedie? i libri o i quadri?

Ecco che in questo momento tutto perde valore: il quadro di Van Gogh diventa legna con cui scaldarsi e non vale più miliardi di dollari, ma fa la differenza fra la vita e la morte, nel gelido inverno.

In questo libro l’autore vuole farci capire che la tecnologia, le avanguardie, le mode, i grandi marchi non valgono nulla se non preserviamo il pianeta.

Mauro Corona immagina un futuro in cui le persone si accorgano del valore della natura e delle risorse che sono sempre meno disponibili, ha la speranza, forse vana, che qualcuno di “importante” a livello politico si desti e capisca che così non si può continuare.

Quale sarà il mondo del futuro?

Il mondo del futuro potrà essere un luogo fantastico, in cui la tecnologia prende per mano la natura e non la scalfisce, non la lascia andare.

Il mio desiderio è molto simile a quello dello scrittore ertano: vorrei che le persone si rendessero conto che la natura è tutto ciò che di prezioso abbiamo. Dobbiamo vivere in simbiosi con essa, non estraniarci e fare finta che non esista, altrimenti ci tireremo la “zappa sui piedi” e arriveremo veramente al punto di non ritorno, al momento in cui le risorse finiranno e per l’umanità (e non solo) sarà la fine.

Confido in un mondo rispettoso, in persone che si sveglino alla mattina e decidano di iniziare a fare qualcosa, anche nel loro piccolo, per salvare questo pianeta, prima che sia troppo tardi.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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