Il Superuovo

Il nuovo sviluppo sostenibile dovrà fondarsi sull’etica ed il rispetto altrui: capiamo in che modo

Il nuovo sviluppo sostenibile dovrà fondarsi sull’etica ed il rispetto altrui: capiamo in che modo

La produzione industriale deve tener conto delle risorse del pianeta, rispettando sia la natura che tutte le persone coinvolte nel complesso sistema di produzione.

La svolta green è sicuramente una prima risposta positiva, ma ciò non significa che bisogna fermarsi qui. Si può sempre fare di meglio: la mobilità elettrica deve basarsi sempre di più su fonti energetiche rinnovabili.

Lo sviluppo tiene conto dell’impatto ambientale?

Per poter raggiungere veramente le ”zero emissioni” occorre prestare maggiore attenzione anche ai minimi dettagli. Da non trascurare è l’approvvigionamento delle materie prime indispensabili. Batterie e cablaggi vari sono realizzati con minerali estratti nei paesi sottosviluppati. Un recente studio di The Guardian mette in luce l’enorme impatto ambientale che questi avaranno nel prossimo futuro, soprattutto litio e cobalto. Proprio il 60% della fornitura mondiale di quest’ultimo proviene dalla Repubblica Democratica del Congo. Ciò significa che nel processo produttivo sono coinvolti moltissimi bambini, i cui diritti non vengono tutelati. Si pone quindi un problema etico sia per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente che la salute dei bambini. Il profitto economico non può essere certamente messo in primo piano rispetto a questi due gravi problemi e il bilancio commericiale deve essere fatto tenendo conto sia del punto di vista etico che ecologico.

Una gestione intelligente delle risorse

Di fronte al processo di elettrificazione ci sono dunque molti ostacoli che dovranno essere certamente affrontati e superati. Si prevede un’impennata di richieste di metalli, tra cui il rame, che riceverà  un incremento pari a tre volte la produzione attuale. La scienza cercherà certamente delle soluzioni alternative, ma ciò che occore tenere sempre presente è il valore etico ed ecologico di queste soluzioni. Occorre evolvere le tecnologie pur rispettando quanto già detto. Solo così si arrivera ad un concetto puro di ”zero”emissioni. Per fare questo grande passo in avanti non sono richieste solo conoscienze scientifiche, ma tanti valori di enorme importanza. Il rispetto dell’altro appare sempre più importante, soprattutto degli ecosistemi più fragili. Nella storia recente l’uomo occidentale ha sempre visto i paesi sottosviluppati come un’enorme possibilità di guadagno, depredandoli delle loro materie prime e abbandonandoli a sè stessi. L’intero processo di decolonizzazione risultò compiuto solo quando le condzioni economiche non furono più vantaggiose per i paesi colonizzatori.

La filosofia e l’etica della natura

I filosofi che parlano di quelle che chiameremo ”etica dell’ambiente”sono molteplici. L’etica dell’ambiente come la intendaimo oggi  ha iniziato ad affermarsi solo di recente, agli inizi degli anni ‘70. Nonostante ciò, quest’argomento è stato a lungo in filosofia. L’obiettivo della ricerca è di indagare sul rapporto tra essere umano e natura, analizzando appunto l’eticità di questo rapporto Ognuno di essi pone l’accento su un particolare aspetto, ma uno dei più importanti è certamente Kant. Nella Metafisica dei Costumi, opera che propone una riflessione etica, vede il maltrattamento degli animali e della natura come un’anticamera per la violenza verso gli uomini. Aristotele invece definisce il bene come agire secondo natura. Nell’antichità abbiamo un rapporto maggiormente intimo tra uomo e natura, che nel corso dei secoli e con l’avvento della tecnologia, è stato messo da parte. L’etica ambientale è certamente un dibattito aperto, caratterizzato  da moltissime prospettive diverse.

 

 

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