Il Superuovo

FRANCO BATTIATO: DIETRO AD UN GRANDE ARTISTA VI SONO SEMPRE GRANDI MENTI

FRANCO BATTIATO: DIETRO AD UN GRANDE ARTISTA VI SONO SEMPRE GRANDI MENTI

Oltre ad essere un ‘Maestro della musica italiana’, come tutti lo definivano e definiscono, Franco amava confrontare il suo pensiero con filosofi greci ed orientali; in particolare Nietzsche e Schopenhauer.

 

 

Francesco Battiato, più noto come Franco, era un artista dalla mente rivoluzionaria e molto curiosa. In circa 50 anni di carriera, con i suoi 30 album, ha abbracciato molti generi musicali dal pop all’elettronica fino alla lirica. Ma oltre ad essere un ‘Maestro della musica italiana’, come tutti lo definivano e definiscono, egli amava confrontare il suo pensiero con filosofi greci ed orientali. In particolare Franco mostrava particolare interesse per Nietzsche e Schopenhauer.

Ma non sono solo le personalità del passato ad inspirare ed accompagnare l’artista sopracitato a scrivere i suoi meravigliosi testi , infatti suo compagno di avventure fu Manlio Sgalambro. Una conoscenza nata quasi per scherzo fino a diventare una vera e propria collaborazione tra i due; Franco infatti si fece accompagnare dal suo amico filosofo in molti dei suoi album portati al grande successo.

Su Manlio Sgalambro:”Sono un filosofo per caso”

Appassionatosi alla filosofia, passando prima per la psicologia, Manlio incomincia un percorso che nemmeno si sarebbe sognato di portare a termine. Ispirandosi a filosofi come Kant, Hegel, Schopenhauer, Nietzsche, incomincia poi a scrivere opere proprie non escludendo la rielaborazione dei filosofi sopracitati.

Insieme alla sintonia con Battiato, non solo riescono e mettere su base musicale dei pensieri molto profondi , ma riescono a ‘metterle sulla bocca’ anche di altre personalità della musica come Carmen Consoli, Alice e Adriano Celentano.

 

 

 

“Gli Schopenhauer”: un brano che si ispira ad un ‘filosofo crudele’

Uno dei suoi inediti porta proprio il titolo de “gli schopenhauer”, facendo chiaro riferimento al filosofo di Danzica. Franco stesso in un’intervista disse: “Amo quel filosofo per la sua crudeltà“.

La filosofia schopenhaueriana ha una radice decisamente pessimistica in un contesto dove regnava il positivismo hegeliano. Schopenhauer stesso tentò di fare un torto al filosofo idealista-progressista mettendo le sue lezioni in contemporanea a quelle del secondo; ma in un epoca dove si crede alla potenza del progresso è difficile accettare l’angoscia e la relatività schopenhaueriana.

Quest’ultimo ,infatti , nella sua opera giovanile  intitolata ” Il mondo come volontà e rappresentazione”, sostiene che il mondo non sia un qualcosa di assoluto, immutabile; anzi la sua forma dipende dalla volontà di chi guarda (relativismo).

Ma come è ‘instabile’ l’idea e la rappresentazione, appunto, del mondo; anche la vita umana è appesa ad un’instabilità. Se la vita viene definita  di solito legata ad un filo, per Schopehnauer potremmo dire che è appesa ad un pendolo il quale oscilla tra la disperazione e la noia , passando per attimi fugaci di gioia.

Tra i rimendi i quali possono aiutare l’uomo a sopravvivere a questa terribile condanna, vi è la musica; che poi sia quella  del, purtroppo, defunto maestro…ancora meglio.

L’eterno ritorno esposto da Nietzsche e da Battiato

Nel brano “Torneremo Ancora“, oltre il titolo che già pare sufficiente a creare un collegamento mentale tra i due artisti, Battiato fa riferimento alle dottrine nietzscheiane anche nel testo ricorrendo ad immagini prese in prestito dall’opera  “Così parlò Zarathustra”: la ricerca infinita della liberazione, la quale però sembra non avere mai una fine, come il cane che si morde la coda; un circolo infinito in cui l’uomo rimane incastrato, anche ,dalle catene imposte dai  dettami politici

 

 

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