Il Superuovo

La storia è maestra di vita, chiudere il museo di Lombroso è solo un’idiozia

La storia è maestra di vita, chiudere il museo di Lombroso è solo un’idiozia

È stato chiesto al ministro Franceschini di chiudere il museo di Lombroso a Torino con l’accusa di razzismo scientifico

L’uomo si è sempre interessato al volto e al suo funzionamento, infatti abbiamo tracce della fisiognomica sin dall’antica Grecia. Con l’evoluzione scientifica la fisiognomica è stata abbandonata per una verità più oggettiva, la quale è venuta alla luce con Charles Darwin.

Lombroso e i suoi studi

La fisiognomica può essere oggi definita una pseudoscienza, ovviamente priva di fondamento, ma che in passato ha avuto un ruolo importante nel comprendere la personalità degli individui. In Italia, il medico, criminologo, giurista e filosofo Cesare Lombroso, condusse alcune ricerche su quelli che sono i tratti statici del volto, alimentato dall’idea che ogni tipologia di criminale avesse determinate caratteristiche anatomiche, fondando così l’antropologia criminale. Quindi secondo il medico la criminalità era un fattore ereditario che fin dalla nascita veniva quindi manifestata nelle caratteristiche del viso. La sua teoria venne acclamata dalla società dell’epoca e l’uomo veniva anche spesso chiamato nelle sedi dei tribunali per poter dare la sua opinione di esperto sugli individui sotto giudizio. Oggi ovviamente tale tesi è stata oggettivamente screditata grazie alla scienza e i lavori di Lombroso sono oggi conservati in un museo a lui dedicato a Torino. Un secondo modello di fisiognomica made in Italy è quello ipotizzato da Giovan Battista Della Porta, secondo cui si potesse comprendere la psicologia delle persone sulla base della loro somiglianza ad alcuni animali.

La polemica sul museo

Negli ultimi giorni è stata fatta richiesta dal senatore De Bonis, al ministro della cultura Franceschini, di chiudere il museo dedicato a Cesare Lombroso e ai suoi studi, a Torino. Il motivo dietro questa richiesta è l’accusa di “razzismo scientifico”, perché secondo il senatore tale struttura inneggia ad una sorta di superiorità della popolazione settentrionale rispetto a quella meridionale. Come detto precedentemente le teorie portate avanti da Lombroso non sono assolutamente considerate valide e applicare una sorta di “damnatio memoriae” su una parte della nostra storia e della nostra cultura, la cui utilità è comprendere l’evoluzione della scienza e chi noi siamo, e non creare disparità sociale, è quasi un crimine. Ricordare e sapere è necessario per evolversi e non ricadere nel baratro dell’ignoranza.

Evoluzione

Gli studi che hanno portato ad abbandonare le teorie di Lombroso sono stati condotti dall’immenso Charles Darwin. Egli, ispirandosi agli studi di Duchenne de Boulogne, ha iniziato a concentrare la sua attenzione sugli aspetti mobili del viso, sui muscoli e sulle conseguenti espressioni facciali che questi andavano a formare. Queste sue riflessioni avevano l’intenzione di comprendere quanto più possibile le emozioni ed il loro funzionamento. Egli notò come ci fosse una somiglianza nell’espressione delle emozioni tra esseri umani e animali. Oggi sappiamo che il volto è ricoperto da quarantaquattro muscoli in grado di creare più di tremila configurazioni, e che nel corso dell’evoluzione, tra le sue diciassette funzioni, si è particolarmente specializzato nella comunicazione. Chi siamo non lo definisce la forma del nostro volto o del nostro corpo, ma le nostre azioni.

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