Il Superuovo

Filosofia e psicologia: facce della stessa medaglia che provano a capire l’Uomo

Filosofia e psicologia: facce della stessa medaglia che provano a capire l’Uomo

Il confine tra psicologia e filosofia è da sempre stato labile: i domini dell’una e dell’altra disciplina si compenetrano e si mescolano in una dicotomia che rivela e maschera gli aspetti inesauribili dell’essere umano.

Irvin Yalom, scrittore e psichiatra statunitense, segue le orme del filosofo e psichiatra Karl Jaspers tramite la narrativa: quando la conoscenza e la coscienza psicologica e filosofica passa attraverso un romanzo.

La cura Schopenhauer

«Permettimi di aiutarti, Philip», lo stimolò Julius. «Sto insistendo per questa ragione: una ragione che spiegherà in modo molto chiaro la differenza tra i nostri due approcci. Suggerirei che la risposta a “perché ora” sia intimamente correlata alle tue questioni interpersonali. Permettimi di illustrare il mio pensiero: puoi riassumere la tua esperienza nell’ultimo paio di incontri?» Silenzio. Philip appariva perplesso. Tony disse: «A me sembra piuttosto ovvio, professore». Philip guardò Tony con le sopracciglia sollevate. «Ovvio?». «Beh, se vuoi che te lo dica a chiare lettere, ecco qua: entri in questo gruppo e fai un sacco di affermazioni altisonanti. Tiri fuori questa cosa dalla tua borsa di filosofia che ci beviamo tutti quanti. Ci sono delle persone qua dentro che pensano che tu sia piuttosto saggio, come Rebecca e Bonnie per esempio. E anche io. Hai una risposta per tutto. Sei un consulente tu stesso, e sembra quasi che tu sia in competizione con Julius».

 

La cura Schopenhauer è un romanzo edito nel 2005 dello scrittore e psichiatra statunitense Irvin Yalom. La narrazione è incalzante e assolutamente sui generis perché segue il ritmo di diverse sedute di psicoterapia di gruppo. La storia infatti racconta del rapporto profondo che si viene a creare tra uno psicologo (Julius), che scopre di essere affetto da un male incurabile, e il gruppo di persone che segue. Ogni personaggio è un insieme di luci e ombre che piano piano si disvelano e si celano pagina dopo pagina, ma il più singolare fra tutti è un giovane uomo (Philip) che afferma la “superiorità” della conoscenza filosofica, e in particolare appunto della filosofia di Arthur Schopenhauer, rispetto a quella psicologica, per il raggiungimento di una pace interiore. 

Psicopatologia Generale

Nel romanzo di Yalom, psichiatria, psicologia e filosofia si fondono e si scavalcano in una dialettica fatta di contrasti e incastri che ricalca quella proposta dal famoso filosofo e psichiatra tedesco Karl Jaspers nella sua opera Psicopatologia Generale. Il testo del filosofo è un mastodontico saggio, composto durante gli anni della maturità, che ha visto ben sei diverse edizioni, ognuna con lo specifico compito di limitare che cosa potesse essere comprensibile dall’essere umano. Il conflitto che vede contrapporsi le scienze positive (quelle naturali e oggettive, come la matematica, la fisica e la chimica) e le scienze dello spirito (quelle che ricalcano la spiritualità e la soggettività) in Jaspers assume la forma di una danza che tutto avvolge e sfuma. È infatti proprio la com-presenza più che la mera presenza di tutte le diverse discipline che, applicate all’essere umano, permette di comprendere al meglio lo psichico, sia esso malato o sano.

Il gioco della dicotomia

Jaspers, nonostante fosse laureato in Medicina e abilitato alla pratica psichiatrica, non esercitò mai la professione: questa sua “assenza” nell’ambiente psicoterapeutico è stata recepita da molti come una mancanza, una “sottrazione” alla stessa disciplina. Al contrario, proprio il suo distacco gli ha permesso di sviluppare una riflessione aperta, circolare, svincolata da ogni teoria o dogma, che gli ha permesso di esplorare e di evidenziare i diversi caratteri umani. 

Yalom è un autore contemporaneo che ha colto la lezione del filosofo e ha permesso anche a chi non era “del mestiere” di poter interpretare al meglio questo gioco, questa danza. Filosofia, psicologia, psichiatria sono solo diversi punti di vista di quella che è la totalità dell’essere umano. 

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